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Archive for gennaio 2010

BREVE STORIA DELLA SEZIONE ANPI “25 APRILE”

La Sezione si insedia dopo la Liberazione nella Casa del Popolo di via Andrea del Sarto, già sede del Gruppo rionale fascista “Tonoli” e occupata dai partigiani il 25 aprile 1945.
Naturalmente, nei primi anni è la sede dei partigiani, dei patrioti reduci dai campi di concentramento, dei soldati del Corpo italiano di Liberazione e dei familiari dei Caduti della Resistenza.
E’ in quegli anni che vengono installate nelle strade, nelle fabbriche e nelle scuole le lapidi  per ricordare i caduti partigiani e nasce la consuetudine di collocare le corone il 25 Aprile di ogni anno.
In  particolare, vengono ricordati,  con  grande attenzione, i 14 Caduti del Campo Giuriati  e i Quattro Giovani Martiri di via Botticelli.
Dopo lo sfratto della Casa del Popolo di via Andrea del Sarto, la Sezione  si trasferisce nei locali di via Carlo Forlanini 20 e, con la nascita del decentramento amministrativo, negli anni ’70 diventa la Sezione ANPI della Zona 11 “Città Studi – Argonne”, incorporando una metà della Sezione “Città Studi Lambrate”, mentre l’altra confluirà in Zona 12 con la Sezione dell’Ortica.
La Sezione vive, quindi, con il sostegno del Consiglio di Zona 11 e, accanto alla indimenticabile e instancabile presidente della Sezione, la  partigiana Gianna Vallini, diventano vice-presidenti i Consiglieri di Zona  Fiore (PSI), Zocco (DC), Voltan (PRI) e Traversa (PCI). E’ in questo periodo che viene collocata nella sede del Consiglio di Zona ( ora sede del Comando della Polizia Locale) la grande Lapide con i nomi di tutti i Caduti della Resistenza della zona.
Nel 1994 la Sezione si trasferisce nella “Casa del 25 Aprile” in via Canaletto 10 e ne diviene presidente Libero Traversa, mentre Lidia Tebaldi viene, successivamente, nominata vice-presidente.
Nel  2006 la Sezione si trasferisce nei locali della Cooperativa “La Liberazione” in via Lomellina 14.

ANPI –  SEZIONE 25 APRILE – ORGANISMI DIRIGENTI – 23 GENNAIO 2010

COMITATO DI SEZIONE

Presidenza Onoraria: Giorgio Muneghina, Luigi Pestalozza, Libero Traversa

Presidente: Antonio Quatela

Vice-presidente e amministrazione: Lidia Tebaldi

Segreteria  organizzativa: Enea Arzelà, Giorgio Ferrari Bravo, Franco Meroni, Carlo Monti

Gruppo Scuola: Tina D’Amicis, Claudio Di Pietro, Carmelo La Ferla, Tommaso Meldolesi

Gruppo Comunicazione: Paola Ceretta, Renato Gianotti

Rapporti con il Consiglio di Zona : Maria Grazia De Luca

REVISORI DEI CONTI

Guido Casaroli, Giorgio Muneghina, Tergio Tebaldi

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Mercoledì sera 20 gennaio. La sala del Consiglio di Zona 3, via Sansovino 9, ha fatto il pieno di cittadini a seguito dell’iniziativa “ALBERGO REGINA” Quartiere generale nazista a Milano .

L’incontro promosso dalle sezioni Anpi della Zona 3, con la collaborazione dell’Aned, della Fiap, della Fondazione per il memoriale della Shoah e dell’Associazione partigiani cristiani, ha visto la proiezione del toccante documentario “1943-1945 Albergo Regina” realizzato da Vera Paggi e Micaela Nason per Rai News 24.

Nel contesto della serata è stato diffuso un fascicolo curato da Marco Cavallarin su: ”La storia raccontata da una lapide” che ripercorre la storia di quell’Albergo e della petizione indirizzata al Comune di Milano per collocare una targa a ridosso delle vie Santa Margherita e Silvio Pellico, a ricordo di tutti coloro che transitarono in quel luogo di terrore.

L’incontro è stato coordinato da Roberto Cenati dell’Anpi provinciale.

La giornalista Vera Paggi ha auspicato che vengano suggerimenti e stimoli da parte della società civile per ricostruire le numerose pagine di quei terribili momenti della storia d’Italia che non devono essere dimenticati.

Lo storico Luigi Borgomaneri ha disegnato, da profondo conoscitore della storia resistenziale milanese, cosa ha rappresentato l’Albergo Regina tra il settembre 1943 e l’aprile 1945.

Marco Cavallarin ha ricostruito la cronaca di come abbia preso forma l’idea di una lapide in ricordo delle vittime dell’Antifascismo e della Shoah che passarono in quel luogo di tormenti e torture.

Giuseppe Valota dell’Anpi di Sesto San Giovanni ha portato la testimonianza e le memorie di alcuni cittadini sestesi che ebbero la sventura di conoscere, da vittime, l’Albergo della vergogna.

Monsignor Pier Francesco Fumagalli della Biblioteca Ambrosiana ha comunicato il saluto del Cardinale Tettamanzi e ha ricordato come le pietre, con le loro iscrizioni, storicamente sono messaggere di luoghi e eventi. Nella fattispecie quelle che hanno accompagnato la storia della liberazione del nostro Paese  parlano alle giovani generazioni dei valori di democrazia, libertà e giustizia sociale.

A sorpresa è intervenuto Ferruccio Parri,  giovane nipote e omonimo del nonno Ferruccio Parri che col nome di battaglia “Maurizio” fu uno dei capi della Resistenza. Anche il comandante Parri dopo l’arresto conobbe le celle di sicurezza ricavate all’interno dell’Albergo Regina.

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Il romanzo narra le giornate di resistenza sulle montagne di Prato Stella trascorse da un gruppo di partigiani. Tra loro Marco e Gianni che, appena affacciati alla vita adulta, vivono la dura esperienza della guerra e delle scelte politiche, fino alla battaglia contro un manipolo delle brigate nere e alla morte in combattimento di Gianni.

Il titolo del libro è tratto da una canzone antifascista spagnola:  “entrarono nell’arena due galli,  fronte a fronte: il gallo nero era forte, ma il gallo rosso era coraggioso”.

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Questo è il primo racconto  “resistenziale” che il partigiano Fenoglio scrisse nel 1946 e che fu ritrovato quasi trent’anni dopo la morte dell’autore.

Protagonista è il partigiano Beppe che, insieme ai due amici Cervellino e Piccard, si trova a vivere episodi di drammatica realtà, tra il novembre e il Natale del 1944, quando i tedeschi rastrellano le colline delle Langhe con crudele determinazione. Un racconto incompiuto e intenso dove Fenoglio descrive la ferocia dei nazisti e dei fascisti, le sofferenze della popolazione, l’odio e la voglia di vendetta che la guerra scatena nell’uomo.

Leggendo questo libro viene da pensare che il fascismo non è mai morto, ma si è solo trasformato.

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Assemblea di Sezione

Sabato 23 gennaio alle ore 14,30
presso la cooperativa “La Liberazione” via Lomellina 14 si terrà
L’ASSEMBLEA ANNUALE DELLA SEZIONE
Tutti gli iscritti sono invitati a partecipare

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Giornata della Memoria

In occasione della Giornata della Memoria appuntamento :

  • in Consiglio di Zona 3, via Sansovino 9, mercoledì 20 gennaio alle ore 21
  • in via Silvio Pellico angolo via Santa Margherita venerdì 22 gennaio alle ore 14,30

Iniziativa Zona 3

Volantino Albergo Regina

Petizione Albergo Regina

Epigrafe Albergo Regina

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Straordinario romanzo sulla lotta di Resistenza al nazifascismo fuori da ogni retorica ed eroismo.

Il libro narra le vicende di un ragazzo di nome Pin che si trova a partecipare alla lotta partigiana contro i tedeschi, dapprima al suo paese e più tardi sulle montagne liguri. Il ragazzo ribelle e scanzonato viene rinchiuso in prigione,avendo rubato la pistola ad un soldato tedesco per vincere una scommessa con i grandi al bar. Riesce a fuggire con un compagno di prigionia, un partigiano che lo condurrà  fra altri partigiani. Apprende a combattere per sconfiggere i nazisti, ma soprattutto trova un amico in Cugino, che ha le sue stesse idee e che diventa il suo confidente .

Il “sentiero dei nidi di ragno” è il luogo dove Pin tiene nascosta la pistola rubata. Calvino qui descrive la difficoltà della vita partigiana senza idealizzare comportamenti e vicende con un linguaggio semplice e una narrazione veloce, appassionante e con molti dialoghi.

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In questa raccolta scritta tra il 1945 e il 1948 Calvino alterna racconti di pura e magica fantasia a racconti partigiani in cui dominano le avventure della guerriglia e la baraonda del dopoguerra: tuttavia anche la guerra diviene motivo di lucida fiaba, viva, distante, come tutte le fiabe.

Testimonianza lirica di una avventura di guerra vissuta da una generazione che ne ha visto soprattutto l’aspetto di freddo gioco, di abile calcolo, di cieca fortuna. Colpisce la nettezza , la crudeltà, la rapidità inventiva. Il giovane Pin del “Sentiero” e il ragazzotto montanaro di “Ultimo viene il corvo”, dalla mira infallibile, che uccide con la medesima sicurezza pernici, ghiandaie, trote di fiume e soldati tedeschi, sono continuamente soccorsi da uno scrittore che esalta la dote infallibile e crudele della precisione.

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“E’ probabile che nessun altro libro sulla Resistenza italiana possa superare, come documento e come riuscita artistica, quest’ incompiuto, grezzo, straripante,  monumentale abbozzo di romanzo” (Times 1969).

La storia è quella di Johnny, giovane studente che ad Alba incontra i suoi ex professori che organizzano le forze della resistenza antinazista. Matura così la decisione di diventare partigiano e di salire in collina. Qui si imbatte nei problemi banali di sopravvivenza con i contrasti tra i diversi gruppi partigiani, la durezza della fame e della solitudine che mettono spesso in crisi la sua decisione iniziale. Guerriglia partigiana, come umanissima Odissea, fatta  di imboscate, rastrellamenti, fughe, esecuzioni, paura, inverni e solitudine,  raccontata con sorprendente intensità espressiva.

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Romanzo di altissimo valore letterario e civile in cui un abate benedettino Dom Benedetto mette a repentaglio la propria vita per seguire e proteggere i partigiani sulla montagna. Tutto inizia nel 1940 e Franco lascia il monastero,dove è novizio, per tornare dai genitori alla Campanella per fare il contadino. E’ lui la voce narrante di una vicenda corale della vita di un intero paese. Dopo l’8 settembre 1943 sullo sfondo di una potente “poetica della terra” si impone il racconto della lotta di Resistenza e di tante altre storie: quella di Lupo, di Balilla, di Piero, di Rondine, di Stalino, di Sbrinz, che si intrecciano con quella del monastero dove i resistenti trovano sostegno pratico e spirituale.

La Grande Storia racchiusa nella piccola storia.

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