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Archive for aprile 2010

“L’Agnese va a morire” di Renata Viganò, pubblicato nel 1949, è una delle opere letterarie più limpide e convincenti che siano uscite dall’esperienza storica e umana della Resistenza. E’ anche un prezioso documento per far capire ai più giovani che cosa è stata la Resistenza: una guerra di popolo, la prima autentica guerra di popolo della nostra storia. Tutto è sorretto e animato da un’unica volontà, da un’unica presenza e da un unico personaggio. Agnese è una donna che vive un grande fatto storico:  semplice contadina uccide prima un soldato tedesco, diventa collaboratrice e poi clandestina insieme alle truppe della Resistenza. Combatte con i partigiani, li assiste e fa per loro tutto ciò che farebbe una buona madre. Fa la “staffetta”   percorrendo a piedi e in bicicletta le Valli di Comacchio tra nebbie, acqua, neve e i gelidi freddi dell’inverno. Annulla se stessa come donna, diventa personaggio  e scompare. “L’Agnese restò sola, stranamente piccola, un mucchio di stracci neri sulla neve” alla fine del romanzo, così come era vissuta, con abnegazione, semplicità e umiltà.

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“Avevamo 15 anni, proprio come la Bella Gigogin delle 5 Giornate di Milano, agli inizi del 1945 durante quel terribile inverno di gelo e di fuoco.

Avevamo 15 anni e partecipavamo alla Resistenza qui a Milano, battendoci contro i tedeschi e i loro servi fascisti: lanci di volantini e comizi davanti alle fabbriche, alle scuole, nei cinema. Sui mercati, fuori dalle chiese, eppoi disarmo di brigatisti neri, sostegno ai renitenti alla leva, raccolta di indumenti per i partigiani della montagna, e alla fine partecipare all’insurrezione del 25 aprile.

Avevamo 15 anni, ma eravamo invecchiati precocemente: sotto i bombardamenti, con poco mangiare e tanto freddo, con padri e fratelli in guerra, morti dispersi e in tanti nei campi di concentramento in Germania.

Eppoi sentivamo la voglia di ribellarci contro la guerra, gli invasori tedeschi, il fascismo e la monarchia responsabili di tutto.

(altro…)

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Testo dell’appello per il 25 Aprile del Comitato permanente antifascista contro il terrorismo per l’ordine repubblicano.

RESISTENZA – COSTITUZIONE – LAVORO.

CALENDARIO MANIFESTAZIONI

appello 25 aprile

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Lunedì 26 aprile alle ore 21,00 presso il “Teatro Elfo Puccini” di corso Buenos Aires 33 Milano, verrà presentato in anteprima il film documentario “Partiti per Bergamo” che ricostruisce la strage nazifascista di piazzale Loreto del 10 agosto 1944.

In previsione di non poter soddisfare tutte le richieste di partecipazione è stata prevista un’altra proiezione per mercoledì 28 aprile alle ore 21,00 presso la “Camera del Lavoro – Sala Di Vittorio” di corso Porta Vittoria 43, Milano.

Invitiamo tutti gli antifascisti e i  democratici a diffondere l’iniziativa per dare nuovo impulso alla “Memoria della Liberazione”.

Per ambedue le proiezioni l’ingresso è libero e gratuito.


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L’Associazione Amici Scuola Bonetti in collaborazione con la sezione ANPI “25 Aprile” di Città Studi organizza

Venerdì  23 aprile a partire dalle 18.30
presso la Scuola Bonetti di via Tajani 12

OLTRE IL PONTE
Storie partigiane nella nostra zona da piazzale Loreto a Lambrate

Una conversazione con Antonio Quatela, storico dell’ANPI e Biagio Goldstein Bolocan, scrittore

È previsto un rinfresco con offerta libera

volantino

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Nuova sede ANPI provinciale

La nuova sede :  via San Marco 49

I telefoni : siamo riusciti a non cambiare i numeri, che dunque restano gli stessi (02.7602.3372 – 02.7602.3373)

Mail : la stessa di prima ( anpi.milano@tiscali.it )

Fax :  lo stesso di prima (02.784675)

La nuova sede è situata in fondo a via San Marco (partendo dal centro),quasi ai bastioni di Porta Nuova.

E’ raggiungibile in auto, ma con serie difficoltà di parcheggio (proprio davanti alla nostra sede non è possibile); l’unico parcheggio sicuro, a pagamento, è sui bastioni di Porta Nuova. altrimenti, c’è un autosilo al numero 13 di via San Marco, ma solo per soste brevi perché è molto caro.

E’ raggiungibile fcilmente in autobus, col 94 (percorso da piazza Cadorna a piazza Baiamonti; bisogna scendere alla fermata Moscova-Solferino e di lì andare invia San Marco e percorrerla tutta fino in fondo (10 minuti).

Con la metropolitana, e sempre scontando di fare un po’ di strada a piedi, si può prendere la linea 2 e scendere alla fermata Moscova; di lì ci sono 10 minuti a piedi

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Non è un romanzo questo, ma un racconto in cui Bilenchi, che lavora alla “Nazione” di Firenze, narra della organizzazione di un piccolo centro di appuntamenti  tra i vari capi partigiani durante la lotta di liberazione, delle torture a “Villa triste” inflitte dalla banda Kock ad alcuni gappisti poi uccisi e ritrovati con i corpi straziati. In redazione nasconde anche bombe, esplosivi, pistole e smista volantini. Ha rapporti con un soldato tedesco, Muller, che gli permette di rubare tessere e timbri per la falsificazione di documenti.

Si parla di azioni, decisioni, di desiderio di libertà e di giustizia, ma anche di comprensione verso coloro che, pur essendo invasori, non condividono metodi e ferocia dell’esercito occupante, in un finale dove al desiderio di pacificazione si unisce ogni rifiuto di vendetta in una atmosfera di delicata umanità.

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