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Archive for settembre 2010

Avevamo chiesto più volte alla amministrazione comunale milanese e al suo sindaco di ripristinare la targa del tenente-partigiano Pierfranco Bonetti  “Medaglia d’oro al valore militare alla memoria” senza ricevere uno straccio di risposta (vedi la sua storia in Storie “MINIME” del nostro blog – “Pierfranco Bonetti, soldato partigiano”).
Oggi la “pietra” muraria è stata restaurata e resa leggibile grazie ad alcuni docenti e genitori della scuola elementare Bonetti di via Tajani che di loro iniziativa hanno reso riconoscenza e onore all’eroe partigiano.
L’Anpi 25 Aprile – Città Studi li ringrazia.

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Teresa Vergalli ci racconta in questa autobiografia, pubblicata nel 2004, la sua Resistenza come “staffetta partigiana”. Poco più che adolescente, sostenuta da papà Prospero e mamma Caterina, scorrazzando con la sua bicicletta tra pianura e Appennino reggiano e parmense, consegna messaggi con  ordini, appuntamenti e spostamenti. Staffetta e donna che parla con la gente per raccogliere informazioni , individuare le intenzioni del nemico, per tenere collegamenti fra i vari distaccamenti partigiani, ma anche per trasportare armi, offrire rifugio, cibo e vestiti e portare sostegno morale a quei ragazzi solamente perchè era giusto fare così. (altro…)

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Qualcosa di grave sta accadendo.

Istituzioni che dovrebbero preoccuparsi  dell’educazione civica degli studenti, ispirata dall’articolo 11 della nostra Costituzione Repubblicana, riscoprono la vocazione di portare all’interno della scuola la “cultura militare” su modelli vetusti e nefasti che si speravano superati.

Art. 11.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzioni delle controversie internazionali.

Leggi gli articoli

Scuola, educazione militare – Famiglia Cristiana
Pacifisti e sindacato di Polizia uniti – Repubblica


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Cinema Resistente

Segnaliamo una interessante rassegna cinematografica “Appunti sull’antifascismo  -Uno sguardo su Resistenza e antifascismo al Cinema” che si terrà presso l’Auditorium Giuseppe Di Vittorio della Camera del Lavoro, Corso di Porta Vittoria 43

Per conoscere il programma completo  clicca su appunti di cinema

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La copertina del  numero di luglio di Patria Indipendente periodico della Resistenza e degli ex combattenti con la segnalazione  di nuovi iscritti di eccellenza all’ANPI.

La compagnia è decisamente buona e non c’è da meravigliarsene!

Il giornale è on line al link:

Patria Indipendente

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E’ questo scritto di Gloria Chilanti  un’opera memorialistica, anzi un diario di  una adolescente  che, durante l’occupazione tedesca di Roma, ha partecipato, insieme ai suoi genitori, alla lotta di liberazione.L’autrice aveva solo tredici anni nel 1944, quando annotava giorno per giorno ciò che le accadeva intorno e ciò di cui era protagonista: nomi, episodi, avvenimenti, speranze e paure. Filo conduttore è il racconto di vita quotidiana di una bambina affamata che cerca di mettere insieme il pranzo con la cena, ma che trasporta anche messaggi e borse piene di esplosivo coperto da lattughe attraverso la città e che nasconde e accompagna tre prigionieri sovietici ad incontrare i partigiani. Vive la sua esperienza assorbendo le atmosfere che aveva in casa: riunioni clandestine, ospiti di passaggio, pranzi da arrangiare attingendo alla borsa nera, coccarde e bandiere da tagliare e cucire con la mamma, imitando e ampliando tra i compagni di quella primavera  le attività segrete dei genitori. Le confidenze fatte a un libro segreto diventano narrazioni importanti per erudire persone ignare, racconti capaci di dare conto di quanto accadeva attraverso i minimi particolari. Questo diario è un documento che aggiunge al mosaico della storia di quei nove mesi il tassello dell’occhio innocente di una adolescente.

clf

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Tergio Tebaldi ha oggi 86 anni ed è iscritto alla nostra Sezione Anpi. Fratello di Lidia Tebaldi, colonna dell’Anpi 25 Aprile e voce narrante di questa storia “minima”.

Tergio Tebaldi, mio fratello classe 1924 aveva fatto solo le scuole elementari a Parabiago e portava ancora i pantaloni corti quando incominciò a lavorare come garzone calzolaio. Sì, perché Parabiago allora era il paese e il regno delle scarpe. Tergio era un ragazzo tranquillo, pacifico, buono come il pane. E ancor oggi chi lo conosce sa quanto sia genuina e autentica questa sua bontà.
Nel 1939 quando mia madre Teresa comprò il negozio di sartoria a Milano, in piazza Ferravilla al numero 3, abbiamo lasciato Parabiago e ci siamo trasferiti tutti lì. La piazza era bella per i suoi grandi alberi e nei suoi  giardinetti noi bambini passavamo molte ore nei giochi.
Nel nostro stabile milanese c’era la ditta Robbiani che produceva manufatti in argento e Tergio a 15 anni, dopo aver fatto l’apprendista calzolaio, ha imparato il lavoro di argentiere divenendo in pochi anni un vero artista dei vassoi battuti a mano. Ma quel battere continuo con il martelletto gli costerà nel tempo una forte sordità.
Quando nell’estate del ’40 arrivò la guerra voluta da quel balengo del Duce, le cose in casa mia, dove eravamo tutti antifascisti, si fecero più difficili e peggiorarono in ogni senso.

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