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Archive for novembre 2010

Testimonianza autobiografica sulla guerra partigiana nel bellunese.

Scritta nel 1945, perso il manoscritto e ritrovato, viene pubblicata trenta anni dopo nel 1977.

Potente narrazione della guerriglia partigiana.

Tutto quanto ho scritto è accaduto (dice l’autore) – gli scontri a fuoco, la caccia alle spie, le timide discussioni ideologiche , i grandi rastrellamenti dell’inverno 1944, la vita grama degli sbandati costretti a salvarsi individualmente, l’arrivo della missione inglese, l’offensiva di primavera – e i partigiani e la gente dei paesi e le staffette e i tedeschi e le spie dicevano le cose nel modo che ho riferito.

 

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Il romanzo autobiografico di Lajolo, pubblicato nel 1945, fu scritto in fretta, con le ferite della guerra partigiana ancora vive nella carne e nell’anima.

Il protagonista “Ulisse” il 25 luglio 1943 è ancora un fascista, ma è disgustato e sfiduciato dallo spettacolo di corruzione e vigliaccheria offerto dal regime.  Dopo l’ 8 settembre, anche lui, ufficiale dell’esercito, non può stare dalla parte dei tedeschi e trova altri giovani che non vogliono più partire. Bisogna organizzarsi, nascondersi, cercare collegamenti e entrare nelle file del movimento partigiano. Ulisse, per il suo passato di fascista, è sospettato, diffidato e comprende che la fiducia bisogna conquistarsela. E’ accolto nelle file del movimento garibaldino assieme ai giovani di Vinchio , suo paese di origine. (altro…)

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“…non fa scienza sanza lo ritenere, avere inteso.” Dante Paradiso canto V

E’ una vicenda realmente accaduta oltre mezzo secolo fa quella che vi racconto.

Perché scriverla dopo tanto tempo con la società italiana così profondamente mutata? Perché non c’è storia né civiltà senza memoria e la memoria si edifica anche su esperienze personali trasmesse da persona a persona.

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Narratrice appassionata e sincera Ada Gobetti ( vedova di Piero Gobetti, morto esule a Parigi nel 1926) offre in queste pagine, scritte nel 1949 utilizzando gli appunti presi quotidianamente tra il 1943 e il 1945, un quadro reale e preciso degli aspetti fondamentali della Resistenza italiana. Ada sa rendere il sapore e le angosce di quegli anni in modo schietto e avvincente perchè ci parla allo stesso modo di cose politiche e militari, di cose familiari ( Paolo il figlio e Ettore il secondo marito partecipano attivamente alla Resistenza assieme a lei) e di cose della vita di tutti i giorni con lo sguardo attento di chi alle vicende partecipa veramente. Ci racconta dei continui trasferimenti, per organizzare la rete dei resistenti di Giustizia e Libertà, tra Torino, Milano, la Francia, Susa e le altre valli piementesi. (altro…)

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