Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for gennaio 2011

Giovedì 3 febbraio alle ore 9.00, presso  l’Istituto Statale “Gramsci” di via Mezzofanti, verrà proiettato un interessantissimo film-documentario sui deportati militari italiani nei campi di detenzione tedeschi.

Saranno presenti Claudio Sommaruga (ex deportato) e Libero Traversa (presidente onorario dell’Anpi “25 Aprile”) per testimoniare quella parte di storia, spesso elusa, dei 600.000 militari italiani che spontaneamente dissero NO a Hitler e Mussolini  scegliendo la deportazione nei lager nazisti piuttosto che l’asservimento al nazi-fascismo.

Nella sezione “Storie minime” si trova la testimonianza dell’odissea del Tenente Claudio Sommaruga dai campi di detenzione alla libertà, il racconto si intitola significativamente “Liberazione di uno schiavo di Hitler”.

Alla pagina Collegamenti il link al  Museo virtuale della deportazione –  I.M.I., con documenti e testimonianze degli Internati Militari Italiani

Read Full Post »

“Mario Bonfantini ci dà per la prima volta con “Un salto nel buio” un vero e proprio racconto che va a unirsi a quanto di meglio ha prodotto da noi la letteratura della Resistenza. Non una cronaca, ma un quadro composto; non una documentazione, ma l’opera scritta di chi ha lasciato sedimentare una sua lontana esperienza … “ Sono queste le parole usate da Eugenio Montale a proposito del libro pubblicato nel 1959 e vincitore del premio Bagutta del 1960.

Mario Bonfantini entra nella Resistenza , viene arrestato e imprigionato prima nelle carceri di San Vittore a Milano e poi nel campo di concentramento di Fossoli (Modena) dove vive per circa sette settimane nelle baracche in comunione stretta con altri prigionieri politici, partigiani e esponenti di partiti . La mattina del 21 giugno del 1943, viene (altro…)

Read Full Post »

Giovedì 27 Gennaio, alle ore 17,  ci troveremo in piazza dei Mercanti, a fianco della Loggia, dove è collocata (all’esterno) una lapide che ricorda il contributo di coloro che sono caduti per la libertà ed i cui nomi sono scritti all’interno della Loggia, anche se in modo un po’ troppo trascurato e bisognoso di restauri. Bisogna esserci, con le nostre bandiere.

Il presidio è importante perché si svolge proprio nel “Giorno della memoria”, ed è finalizzato, da un lato a ricordare tutti i caduti per la libertà e dall’altro a pretendere che il luogo venga ricondotto al suo carattere di sacrario e che venga respinto ogni tentativo di modificarlo in termini che ci sembrano inaccettabili e incompatibili proprio con la sacralità del luogo, che – se mai – dovrebbe essere integralmente riconsegnato, in modo degno, alla memoria.

 

Read Full Post »

Mercoledì 19 gennaio 2011, nella sala del Consiglio di Zona 3, stracolma di pubblico i ragazzi della  Scuola di recitazione del Piccolo Teatro di Milano: Laura Serena, Nicola Ciaffoni e Filippo Renda, coordinati da Barbara Calbiani,

Gli attori del Piccolo Teatro

hanno dato vita ad una narrazione teatrale curata da Antonio Quatela di forte intensità emotiva in cui si raccontano i “gironi dell’Inferno” di San Vittore che videro tragicamente protagonisti uomini e donne, bambini e vecchi, partigiani e antifascisti, ebrei, cattolici e religiosi, tra il settembre 1943 e l’aprile del 1945.

Sono seguiti poi gli interventi di (altro…)

Read Full Post »

“L’unico pregio di questa storia è l’assoluta autenticità di quanto vi si narra… per l’urgenza di verità che mi ha indotto a documentare in parole un’ esperienza che poteva sembrare inenarrabile…” dice l’autore Luciano Bolis del suo lavoro pubblicato per la prima volta subito dopo la Liberazione nel 1946.

Si tratta di un diario preciso e puntuale in cui il protagonista (lo stesso Luciano Bolis che partigiano opera tra Genova e Milano e assume il nome di Ettore Colombo ) narra le vicende capitategli : dall’ arresto ad opera di due agenti fascisti ( li chiama “briganti neri) mentre sale su un filobus a Genova in piazza De Ferrari, tradito da un delatore, agli interrogatori estenuanti, alla prigionia con tutte le torture subite, (altro…)

Read Full Post »

L’ANPI della Zona 3 dedicherà quest’anno il Giorno della Memoria al carcere di San Vittore negli anni dell’occupazione nazifascista (1943-1945). L’incontro si svolgerà nella sede del Consiglio di Zona 3, Via Sansovino 9 (traversa di Viale Abruzzi), MERCOLEDI’ 19 GENNAIO 2011 alle ore 21,00.

Interverranno: Liliana Picciotto, storica presso la Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), Monsignor Giovanni Barbareschi, ex-detenuto (arrestato e tradotto a San Vittore nell’agosto ’44), Giovanna Massariello, Vicepresidente Fondazione Memoria della Deportazione, Suor Wandamaria Clerici, perito storico, che sta raccogliendo una ricca documentazione su suor Enrichetta Alfieri. Suor Enrichetta, insieme ad altre 12 suore aiutò e confortò i detenuti rinchiusi nei raggi riservati agli ebrei e ai politici .

Locandina19-1

Read Full Post »

 

La famiglia Cervi

Io non ve la posso raccontare, la storia dei fratelli Cervi. Mi prende un nodo alla gola e gli occhi diventano lucidi. Fucilati, tutti e sette, giusto tre giorni dopo il Natale del 1943. Partigiani, certo. Ma prima ancora contadini. Di quei contadini che volevano saper leggere, e scrivere. Per innovare, progredire nel lavoro della terra, nella conduzione delle colture. La famiglia Cervi aveva una biblioteca casalinga.

Babbo Alcide potrà celebrare il funerale dei suoi figli soltanto nell’ottobre del 1945. Le sue parole condensano una vita, e non solo: “Mi hanno sempre detto… tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta… la figura è bella e qualche volta piango… ma guardate il seme, perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l’ideale nella testa dell’uomo.” Babbo

Babbo Alcide

Alcide muore nel 1970, a 95 anni. Duecentomila persone andranno a Reggio Emilia per dargli l’ultimo saluto, tra loro anche il Presidente Sandro Pertini che scriverà poi che la storia della famiglia Cervi  è “una testimonianza della perennità dei valori della Resistenza, fondamento del nostro civile consorzio “.

In un dibattito a Porta a Porta, Fausto Bertinotti nominò “Papà Cervi” a Silvio Berlusconi, che rispose: “Io sarò felicissimo di conoscere Papà Cervi a cui va tutta la mia ammirazione”. Al che Bertinotti lo informò: “Papà Cervi purtroppo è morto”.

(altro…)

Read Full Post »

Older Posts »