Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for maggio 2011

Facciamo nostre le motivazioni del Comitato 2 giugno, promotore della manifestazione  Insieme per la Costituzione Repubblicana e partecipiamo in massa  alla

FESTA DELLA REPUBBLICA E DELLA COSTITUZIONE

NATA DALLA RESISTENZA FONDATA SUL LAVORO

Programma

Amici e compagni ritroviamoci in tanti alle ore 14,00 in Corso Venezia, all’angolo con via Palestro dietro il nostro striscione

ORA E SEMPRE COSTITUZIONE  

Annunci

Read Full Post »

Pubblicato nel 2008 questo libro nasce da una lunga conversazione dell’autore con il protagonista soprattutto allo scopo di far comprendere il significato della Resistenza, vissuta da un adolescente, agli adolescenti di oggi a più di sessant’anni di distanza da quegli avvenimenti.

Nato a Genova nel 1928, Mario Ghiglione, “Marin”, ha dodici anni quando l’Italia entra in guerra il 10 giugno del 1940. Nel drammatico settembre del 1943, Mario, a soli quindici anni, diviene uno dei tanti attori della Resistenza a Genova tra Rivarolo e Pontedecimo dove abita, come staffetta partigiana con il compito di portare volantini prima e armi poi.
Da staffetta a partigiano garibaldino combattente il passo è breve: le prime azioni a cui Mario prende parte sono il disarmo di alcuni militi neri, per il recupero delle armi per la lotta , e azioni di attacchinaggio di manifesti  antifascisti e antinazisti. Dopo un rastrellamento che avviene nella “Pasqua di sangue” del 1944 presso la cascina Benedicta in cui vengono fucilati novantotto partigiani, ne cadono altri ottantasei sulle montagne vicine, e ne vengono catturati trecentosessantotto, per la quasi totalità deportati in Germania, Mario, temendo di non essere più al sicuro in città, ai primi di giugno fugge in (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

Giovane studente universitario, subito dopo l’armistizio partecipava alla lotta di liberazione, molto distinguendosi nelle formazioni clandestine romane, per decisione e per capacità. Desideroso di continuare la lotta entrava a far parte di una missione militare e nell’agosto 1944 veniva paracadutato nel Biellese. Rendeva preziosi servizi nel campo organizzativo e in quello in formativo ed in numerosi scontri a fuoco dimostrava ferma decisione e leggendario coraggio, riportando ferite. Caduto in mani nemiche e costretto a parlare per propaganda alla radio, per quanto dovesse aspettarsi rappresaglie estreme, con fermo cuore coglieva occasione per esaltare la fedeltà al legittimo governo. Dopo dura prigionia, liberato da una missione alleata, rifiutava porsi in salvo attrraverso la Svizzera e preferiva impugnare le armi assieme ai partigiani trentini. Cadeva da prode in uno scontro con le SS germaniche quando la lotta per la libertà era ormai vittoriosamente conclusa.”

Questa è la motivazione con la quale  Alcide De Gasperi  ha conferito la medaglia d’oro al valor militare alla memoria il 18 aprile 1953 a Giorgio Marincola.
(altro…)

Read Full Post »

Milano.
Il traffico è assordante. L’aria puzzolente e irrespirabile intorno al monumento delle “Cinque giornate di Milano”. Quasi nessuno si ferma a guardare l’opera dello scultore scapigliato Giuseppe Grandi. La scultura sta lì dal 1895 a ricordare le straordinarie “Cinque giornate” (18-22 marzo 1848) che videro la cacciata austriaca dalla città.
E’ il 150° dell’Unità d’Italia e così decido di fermarmi a guardare questo scenografico monumento alla memoria dei milanesi. Impiantato su una base di granito, svetta un obelisco  bronzeo avvolto da allegoriche figure femminili e da un leone e un’aquila. Osservando bene ti accorgi pure che il monumento è ricoperto da una densa coltre di smog: è il prezzo che paghiamo ogni giorno alla modernità e alla società dei consumi.

L’imponete scultura sta a simboleggiare le gloriose giornate insurrezionali di Milano. Sì, perché è in questa piazza che si svolsero gli episodi più importanti delle cinque giornate milanesi. Erano ben 14000 i soldati, ben armati e organizzati, al comando dell’ottantaduenne feldmaresciallo Josef Radetzky a presidiare la città meneghina. Un numero non da poco. Ma ciò non bastò a fermare i rivoltosi.
(altro…)

Read Full Post »

Mercoledì 11 maggio nei locali della cooperativa “La Liberazione” incontro con Mauro Pampaloni, la sua storia, i suoi ricordi, curiosi, tragici e simpatici che si sono intrecciati con quelli di Lidia Tebaldi e Libero Traversa.  Infine l’abbraccio tra i  due partigiani e l’abbraccio con la nostra  Lidia.

Mauro Pampaloni, figlio di Giuseppe noto perseguitato politico antifascista, nato a Certaldo nel 1924, è chiamato alle armi all’età di 19 anni (1943) in fanteria a Baselga di Pinè (TN) nella valle omonima.

Nello stesso anno, dopo l’8 settembre, abbandona la divisa e si dirige a piedi e con mezzi di fortuna verso Certaldo che raggiunge dopo 12 giorni, evitando posti di blocco e centri cittadini già occupati da truppe tedesche.

A Certaldo la pericolosa presenza di fascisti e repubblichini è causa di disordini e di luttuose vicende che culminano con l’uccisione di tre cittadini. A seguito di disordini e di una fucilata da parte fascista fortunosamente evitata, per volontà del padre si ritira in una cascina dei dintorni riuscendo in seguito a sfuggire alla cattura utilizzando una scalinata esterna all’edificio che lo ospita, dandosi alla fuga nel bosco prima dell’arrivo dei fascisti. Mauro viene in seguito accolto e nascosto per due o tre giorni da uno zio di fede fascista.

(altro…)

Read Full Post »

Sono passati sessantasei anni prima che la protagonista Onorina Brambilla, nome di battaglia “Sandra”, nonchè moglie del leggendario Giovanni Pesce “Visone”, si decidesse a scrivere le proprie memorie e a pubblicarle nel 2010 con l’aiuto del giornalista Roberto Farina.

“Il pane bianco” è un libro autobiografico, un diario, minuzioso nelle ricostruzioni, scritto con un linguaggio semplice ma efficace, una piccola grande storia che racconta i mesi della guerra a Milano, i tradimenti , il desiderio quasi bisogno di combattere nella Resistenza, la paura, la fame e anche l’amore per Giovanni, il suo capitano, che Nori sposerà subito dopo la Liberazione. Sandra  vorrebbe andare a combattere in montagna, magari nella brigata Garibaldi in Valsesia, ma accetta di combattere in città perchè le interessa dare il suo contributo e non stare solo a guardare. Aderisce ai “Gruppi di difesa della donna” e successivamente entra nei Gap (Gruppi di azione patriottica), soldati senza divisa, votati alle imprese più disperate, che devono combattere in mezzo all’avversario e colpirlo nel momento meno atteso. Si succedono azioni di guerriglia, trasporto di pistole ed esplosivi: incontri quotidiani con la morte. (altro…)

Read Full Post »

Older Posts »