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Archive for giugno 2011

Carissimi, il blog “Anpi 25 Aprile” va in ferie.

Inviamo un saluto a tutti gli iscritti e ai fedeli lettori che in questa esperienza ci hanno seguiti con attenzione e partecipazione.

All’indice delle Categorie, in Letteratura partigiana e Agorà, abbiamo segnalato alcuni tra i più interessanti testi sulla Resistenza. Procuratevene almeno uno e fate una proficua lettura estiva. Sarà un modo per non perderci di vista.

Un particolare grazie va agli “eroici” e pazienti collaboratori del nostro “diario di bordo”.

Ricordiamo che il prossimo 10 agosto, in piazzale Loreto saranno celebrati, con due cerimonie (una al mattino, l’altra serale), i “15 Martiri” vittime nell’estate del 1944 della ferocia nazifascista. Chi si trovasse in città è pregato di informarsi sulla stampa quotidiana e di parteciparvi. Non dimentichiamo i nostri partigiani.

Il pittore Aligio Sassu a proposito di quella strage ricorda: “Ho dipinto I martiri di Piazzale Loreto nell’agosto 1944, subito dopo aver visto il ludibrio che la canaglia repubblichina faceva dei corpi dei nostri fratelli. Eppure vi era in me, nel fuoco e nell’ansia che mi agitava, nel cercare di esprimere quello che avevo visto, una grande pace e non odio, ma una tristezza immensa per la lotta fratricida. Da quei corpi sanguinanti e inerti sorgeva un monito: pace, pace”.

Arrivederci a settembre.

Per il direttivo Antonio Quatela

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Quando ho avuto tra le mani l’interessante saggio La libertà sulle rotaiedella giovane autrice Cristina Palmieri, mi è venuto alla mente il bel libro  di Edio Vallini, Guerra sulle rotaie. Contributo ad una storia della Resistenza, per i tipi di Lerici Editore, scritto nel lontano 1964, che avevo avuto modo di leggere non molto tempo fa. I due titoli mi sono sembrati d’istinto, per così dire, affettuosamente affratellati anche se scritti a distanza di ben 47 anni.

Infatti, durante lo svolgimento della lettura, di pagina in pagina, mi sono trovato di fronte ad alcuni riferimenti bibliografici che si rifacevano appunto a Guerra sulle rotaie, da cui la Palmieri ha attinto preziose informazioni per il suo lavoro.

Il saggio rigorosamente documentato si distingue in due sezioni: “I tranvieri” “I ferrovieri” a Milano, dei quali la scrittrice delinea le vicende umane, storiche, sindacali e politiche dal loro sorgere, come categoria di lavoratori, all’avvento del fascismo, alla lotta di Liberazione, sino agli anni della “ricostruzione”, che prende avvio all’indomani della fine del conflitto mondiale scatenato da Hitler e Mussolini. (altro…)

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Della guerra partigiana si conosce molto, ma spesso dei singoli protagonisti poco.
I partigiani hanno combattuto per liberare l’Italia non per gloria, ma per un impegno civile che li chiamava al dovere di italiano democratico e repubblicano.
Ci accorgiamo noi, fratelli minori e figli, che dobbiamo scoprire il loro vissuto di partigiano con fatica perché molti protagonisti della Resistenza, finita la lotta e conseguita la vittoria, sono tornati alle loro attività di sempre per ricostruire l’Italia distrutta dalla guerra voluta dal fascismo.

Luigi Morandi

Un personaggio di rilievo della Resistenza nella nostra zona (oggi Zona 3) è stato Luigi Morandi che, se non fosse per la volontà dei figli di conservare alcuni cimeli, oggi avremmo niente che potesse testimoniare il suo impegno nella lotta al nazifascismo. Morandi, uomo determinato nelle azioni armate contro il fascismo e l’occupante nazista, modesto e schivo nel cercare la notorietà, è stato quasi dimenticato, non dai suoi cari, ma da tutti noi fruitori della libertà che uomini come il Morandi ci avevano procurato.
Questo modo di comportarsi non è stato una eccezione ma la norma e, piano piano, abbiamo scoperto nella nostra zona altri patrioti e partigiani che dopo aver fatto il loro dovere si erano ritirati in silenzio, e qui vogliamo ricordare quelli che siamo riusciti a scoprire: (altro…)

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Indignatevi! di Stephane Hessel
Di sana e robusta Costituzione di Don Andrea Gallo

Il primo tratto che unisce i due autori è che tutti e due sono stati partigiani: Hessel in Francia, Don Gallo in Italia.

Il libro di Hessel è diventato in breve tempo un testo di grande successo in Francia (due milioni di copie), ma anche in Italia e in molti altri paesi, per poi diventare anche il riferimento della protesta dei giovani spagnoli.

In fondo si tratta di un libretto di poche pagine, imperniato sullo slogan “Creare è resistere, resistere è creare”. Il libro raccoglie l’appello di un vecchio partigiano di 93 anni che dimostra come ci sia allontanati dagli ideali che erano stati alla base della Resistenza antifascista e che poi erano stati recepiti dalla “Dichiarazione universale dei diritti umani”, approvata dall’ONU nel 1948, e il cui testo, al quale lo stesso Hessel ha contribuito, è pubblicato nello stesso libro.

Di qui il legame con il libro di Don Gallo, che è un vero e proprio inno alla Costituzione italiana.

Dice Don Gallo, partigiano e prete antifascista genovese: ”Le mie bussole sono due: come partigiano e come essere dotato di coscienza civile, la mia prima bussola è la Costituzione, poi, come cristiano, la mia bussola è il Vangelo“.

Il libro, di grandissima attualità, affronta in particolare, dimostrandone il valore e l’importanza, i primi dodici articoli della Costituzione, guardandoli al loro interno uno per uno.

Belle testimonianze e lezioni, quelle dei partigiani Hessel e Don Gallo, che lanciano un unico messaggio, da leggere e divulgare, soprattutto tra i giovani.

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La pagina de "Il Gazzettino"

Vogliamo ricordare qui, con la biografia che di lui ci ha trasmesso Angela Persici, Presidente dell’Istituto Pedagogico della Resistenza, la figura di Guido Petter anche attraverso la sua testimonianza diretta.

Guido Petter è stato infatti studente dell’Istituto Magistrale Virgilio di piazza Ascoli  dal 1942 al 1944.

Dell’atmosfera di quegli anni milanesi e della sua adesione alla Resistenza ce ne ha lasciato ricordo nel libro Oltre il ponte, curato da Roberto Cenati e Antonio Quatela, per l’Anpi Zona 3.

“Queste tensioni che si vivevano nella città, sia di giorno che di notte, penetrarono anche nel ‘Virgilio’. C’erano, allora, fra le varie materie d’insegnamento, anche Ia, ‘cultura fascista’ e la ‘cultura militare’. Quest’ultima, prima di quell’estate, ci veniva insegnata da un vecchio colonnello in pensione, che ci spiegava, bonariamente, come si fa un assalto, e come si fa un contrassalto, e quali sono le funzioni dell’artiglieria, che prima di un assalto ‘prepara il terreno’ e poi al momento dell’assalto deve ‘allungare il tiro’ e come si organizza tecnicamente una ‘decimazione’.

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Quattro sì

Da L'Unità del 7 giugno




Appello dell’ANPI Nazionale per i referendum del 12 e 13 giugno


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30 maggio 2011 :

2 giugno 2011 :


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