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Archive for gennaio 2012

Libro per ragazzi

Autobiografico e di formazione questo romanzo di Sauro Marianelli, pubblicato nel 1965, inizia con un viaggio strategico e avventuroso del protagonista e della sua famiglia verso il luogo di origine del padre, un paesino vicino a Pisa, alla ricerca della sicurezza dai bombardamenti alleati sulla città. Da Bologna a Firenze, fino a Pontedera e su fino a Montefoscoli dove la famiglia arriva e viene ospitata in casa dei bisnonni in attesa che arrivino gli Americani liberatori, per ora attestati sul fronte di Cassino.
I primi mesi passano per il protagonista ragazzino in modo spensierato con l’impegno di frequentare le lezioni di catechismo e di ripassare tutto lo scibile umano con don Candido, il parroco del paese, che non ha problemi a dichiarare la sua fede antifascista. Poi arrivano, sfollati da Pontedera, i Biagini, amici del padre, con la figlia Tina, della quale il ragazzo si innamora.
E dopo l’8 settembre 1943 mentre gli Americani non avanzano e bombardano le città, i Tedeschi deportano in Germania e i fascisti hanno rialzato la testa.. “noi, dicono il padre e lo zio Mazzino, siamo qui ad aspettare senza far niente”. Intanto i fascisti, o sammarchini come erano anche chiamati, seminano paura e obbligano gli abitanti del paese a sottostare a violenze e soprusi di ogni genere. (altro…)

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Giornata della Memoria 2012

Per celebrare la “Giornata della Memoria” la coalizione di maggioranza del Consiglio di Zona 3 organizza nella serata di sabato 28 gennaio alle ore 21 presso l’auditorium di via Valvassori Peroni 56 la proiezione del documentario

“A FORZA DI ESSERE VENTO : lo sterminio nazista dei Rom e dei Sinti”

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L’Assemblea si è svolta sabato 21 gennaio 2012 nel salone della Cooperativa “La Liberazione” in via Lomellina 14.
Sono presenti 24 persone , di cui 7 donne.

Il tavolo di presidenza

Viene nominata la presidenza dell’Assemblea nelle persone di: Roberto Cenati (presidente ANPI provinciale), Antonio Quatela presidente Sezione 25 Aprile, Lidia Tebaldi vice presidente Sezione 25 Aprile, Luigi Pestalozza e Libero Traversa  presidenti onorari della sezione.
La presidenza effettiva viene assunta da Libero Traversa.

Viene svolta la relazione introduttiva da parte del presidente Antonio Quatela, segue la presentazione del bilancio 2011 della sezione da parte della vice-presidente Lidia Tebaldi.

Portano il saluto all’assemblea: Bragaglio dello SPI-CGIL, Silvano Pasquini per la sezione PDCI “25 Aprile”, Maurizio Bardi ( Cooperativa “25 Aprile”), Maurizio Pratesi (Cooperativa “La Liberazione), Morandi (periodico “Z3” del Comitato x Milano di Zona 3).

Quindi svolgono i loro interventi: Luigi Pestalozza, Clive Cueto, Bragaglio, Franco Meroni, Mario Cappeluti, Maurizio Pratesi, Libero Traversa, Morandi, Carlo Monti.
Viene poi portato in votazione il bilancio che viene approvato all’unanimità.
L’Assemblea approva sempre all’unanimità la proposta di confermare il Comitato di Sezione e i Revisori dei conti eletti nel Congresso del 2011, viene anche approvata all’unanimità la proposta di costituire una Segreteria operativa composta da Antonio Quatela, Lidia Tebaldi, Giorgio Ferrari Bravo, Franco Meroni, Renato Gianotti, Maurizio Pratesi.

Viene quindi svolto l’intervento conclusivo da parte di Roberto Cenati,presidente dell’ANPI provinciale.

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Riportiamo questo preziosissimo contributo di Edio Vallini sul personaggio Mussolini, a testimonianza del consueto inganno populista del capo del fascismo.
Mussolini dichiarava in un comizio, con la solita demagogica prosopopea che, in meno di due anni, avrebbe abolito il latifondo e i residui storici del feudalesimo presenti in Sicilia.
Ricordiamo che il 1° maggio 1947, due anni dopo la caduta del fascismo, in occasione della Festa dei lavoratori a Portella della Ginestra, mentre i braccianti presenti stigmatizzavano l’imperante latifondismo e richiedevano legittimamente l’uso delle terre incolte, furono vittime di una strage vigliacca e canagliesca in cui persero la vita 11 persone (nove adulti e due bambini) e oltre trenta furono i feriti.
Di quel grave fatto di sangue, storicamente e giudiziariamente, è stato accertato che i mandanti furono i latifondisti isolani, mentre gli esecutori i mafiosi siciliani al comando del bandito Giuliano.

 

Se l’ha detto “LUI !”

“Vi ho convocato a Roma per rendervi direttamente partecipi di un evento che considero di importanza rivoluzionaria, non solo da un punto di vista economico , di evento che atteso da secoli, è destinato a rimanere fra le date fatidiche della storia d’ Italia.
Queste decisioni potrebbero apparire una improvvisazione per taluni che vivono in perenne stato di dormiveglia, mentre invece furono annunciate nel discorso che ebbi l’onore di pronunciare a Palermo esattamente ventitré mesi fa. Dissi allora.
Il latifondo siciliano , quantunque sia stato spogliato dai suoi reliquati feudali dalla politica fascista, sarà liquidato dal villaggio rurale, il giorno in cui il villaggio avrà l’acqua e la strada. Allora i contadini di Sicilia , come i contadini di tutte le parti del mondo, saranno lieti di vivere sulla terra che essi lavorano. Finirà la coltura estensiva. La vostra terra potrà nutrire il doppio che oggi conta, perché la Sicilia deve diventare e diventerà una delle più fertili contrade della terra.”
Da oggi si passa all’azione, che impegna tutte le forze del regime in generale e quelle della Sicilia in particolare.
Ho appena bisogno di aggiungere che se egoisti ritardatari e posizioni mentali sorpassate facessero tentativi di opporsi alla esecuzione del piano, tali tentativi sarebbero spezzati”. (1)

Benito Mussolini

(1) Il 20 luglio 1939, nella sala delle Battaglie di Palazzo Venezia “… dopo il “Saluto al Duce!”, ordinato dal segretario del P.N.F., cui risponde un tonate “A noi !, il capo del Governo pronuncia lo storico discorso qui riportato … le brevi parole del Duce hanno suscitato acclamazioni altissime“ dal “Popolo d’ Italia” del 21 luglio 1939.

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Libro adatto anche per ragazzi dai 13 anni.

L’autore è Guido Petter, famoso scrittore per ragazzi e studioso. Ha partecipato attivamente alla Resistenza in val d’ Ossola e sul lago Maggiore e narra qui , anche se sotto forma di romanzo in cui elementi di fantasia si mescolano con elementi di realtà, di un fatto accaduto  nella notte tra il 21 e il 22 aprile del 1945, presso l’imboccatura della galleria del Sempione.
Arriva un treno con  circa millecinquecento casse  di tritolo che i tedeschi fanno  depositare nel casello 12, a cento metri dalla stazione di Varzo, in attesa di far saltare la galleria del Sempione in previsione della loro disfatta e della successiva fuga attraverso la Svizzera. Prima i comandi partigiani impongono  la distruzione del tritolo con l’esplosione del casello. Qualcuno si oppone perchè ciò significherebbe la distruzione dell’intero paese e dei suoi abitanti.  Si decide allora di trasportare le casse fuori dal casello e distribuirle lungo la linea  e lungo la scarpata per farle bruciare senza scoppio con un piano audace e sorprendente. Partecipano all’azione decine di partigiani : hanno a disposizione solo poche ore notturne per riuscire nell’intento. (altro…)

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