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Archive for febbraio 2012

Libro per ragazzi dai 10 anni

Pubblicato nel 2010 questo racconto di Anselmo Roveda (adatto ai più piccoli) è, come si dice nel risvolto di copertina, “… un’opera di fantasia, come conviene alla narrativa, ma reca omaggio e trae spunto dalla vicenda umana di Tina Anselmi, che diverrà poi prima donna ministro della nostra Repubblica. Non è quindi il racconto della vera storia della giovane partigiana, è piuttosto un racconto sulla non semplice scelta prima individuale, poi collettiva, di molti giovani della sua generazione. Una scelta difficile, coraggiosa e giusta”.
E’ un racconto che parte dagli agganci con la realtà storica per descrivere le vicende personali della protagonista: il 10 giugno 1940 inizia la guerra e il papà di Tina non è contento nonostante l’allegria generale. E’ il 25 luglio 1943 e Mussolini non c’è più, poi l’8 settembre 1943 la guerra sembra finita. Ma … In bicicletta, come tutte le mattine, Tina va a Bassano dove frequenta l’Istituto magistrale in compagnia dell’amica Iolanda. Arriva a scuola; gli studenti però vengono fatti scendere in strada e vengono obbligati ad assistere all’impiccagione di giovani partigiani (tra cui Francesco il fratello di Iolanda), ma anche garzoni, apprendisti e qualche studente con l’unico torto di non voler partire soldati. Uccisi !
Tina sente l’odore della morte quel 26 settembre 1944, conosce la violenza nazi-fascista e l’oppressione dell’uomo sull’uomo. La negazione della libertà. E dopo… la decisione di dare il proprio contributo alla lotta come staffetta partigiana , in bicicletta, con il nome di Gabriella, fino alla primavera del 1945, fino alla Liberazione. Una ragazza che diventa donna.
E’ un libro che racconta ai giovani, con libertà narrativa, una verità storica indispensabile e fondamentale per non dimenticare il principio di democrazia che rende l’uomo libero.

clf

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Il libro “Partigiani della montagna”, che Giorgio Bocca ha scritto a guerra appena finita nel 1945 e ripubblicato cinquantotto anni dopo nel 2004, è senz’altro un saggio storico in cui si alternano, di volta in volta, esperienze biografiche a racconti di compagni di quell’avventura, a diari puntuali, in un linguaggio chiaro, seppur multiforme, a tratti quasi lirico.
Egli fa una sottile analisi delle situazioni che si sono create all’alba del 25 luglio del 1943 e subito dopo l’8 settembre dello stesso anno con lo sbandamento dell’esercito e il caotico movimento delle truppe che scendono a Cuneo dai valichi alpini al pari di una salita sulle montagne dei primi gruppi di Giustizia e Libertà di Duccio Galimberti e dei gruppi comunisti in Val Po e di Dunchi, maestro antifascista in Val Iosina.
Prima alcune bande di partigiani in ogni valle alpina o appenninica, con operai e contadini partecipi di una guerra popolare, lottano contro il nemico con azioni individuali, ardite: avventure romantiche, con gesti ingenui e generosi e con personaggi leggendari. Si formano le divisioni di Giustizia e Libertà con l’impegno di creare una organizzazione tale da garantire continuità di vita per gli uomini con la ricerca di armi, viveri, indumenti, coperte, mezzi di trasporto, medicinali e tutto ciò che occorre.
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Il Consiglio di Zona 3, in occasione del Giorno del Ricordo organizza una mostra di commemorazione  sul tema

“Fascismo, foibe, esodo. Una mostra della Fondazione Memoria della Deportazione”

La mostra verrà allestita presso la Sala Consiliare in via Sansovino 9, dopo l’inaugurazione venerdì 10 febbraio alle ore 19,00 l’iniziativa si concluderà venerdì 17 con un convegno a cura dell’ANPI sul tema della tragedia delle  foibe e dell’esodo delle popolazioni Giuliane.

Nel corso della mostra verrà distribuito il volumetto curato da Enrico Wieser  “Le foibe. dramma del confine orientale italiano”

Volantino della mostra

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Il 2 febbraio scorso Il Tribunale Internazionale dell’Aja ha negato ai familiari degli assassinati dai nazisti durante l’occupazione in Italia il benché minimo indennizzo, nessun risarcimento quindi la Germania dovrà pagare per le vittime delle stragi, per gli efferati eccidi compiuti dalle SS contro vite innocenti nel più completo disprezzo dei diritti dell’ Uomo.

Riportiamo qui la sdegnata nota del nostro Presidente Nazionale Carlo Smuraglia e alcune immagini, giusto per non dimenticare.

Marzabotto

Vallucciole

Certosa di Farneta

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