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Archive for maggio 2012

La Festa Nazionale dell’ANPI si svolgerà a Marzabotto dal 14 al 17 giugno 2012.

Per l’occasione l’ANPI di Milano organizza un pullman per SABATO 16 GIUGNO 2012 il luogo di ritrovo è fissato lungo i bastioni di Porta Venezia, vicino alla fermata della Linea 1 della metropolitana (fermata di Porta Venezia) alle ore 7,00 di Sabato 16 Giugno 2012. 

La quota per ogni partecipante (andata e ritorno) è di Euro 15,00.

Occorre far pervenire le adesioni (Cognome e nome dei partecipanti) all’ANPI Provinciale.

Clicca qui il programma della festa.

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Il 29 aprile scorso la nostra zona ha vissuto momenti che non avremmo voluto vedere: la legittima commemorazione dell’assassinio di Sergio Ramelli, giovanissimo esponente della destra milanese, vigliaccamente ucciso nel 1975 da un gruppo di militanti di Avanguardia Operaia poi condannati per omicidio volontario, si è trasformata in una marcia  neofascista con bandiere celtiche e saluti romani che offendono la coscienza democratica, perché diverso è commemorare un assassinio politico che va condannato da chi è contro la violenza, e l’Anpi già nel 1985 lo testimoniò con le parole dell’allora Presidente provinciale Tino Casali, dall’inneggiare a chi stava dalla parte della violenza,  della dittatura e degli assassinii come metodo politico.

Comunicato stampa Anpi provinciale

Lettera aperta al Presidente del Consiglio, ai Ministri dell’Interno e della Giustizia, al Questore e al Prefetto di Milano

Intervento di Moni Ovadia sulle colonne de lUnità del 5 maggio

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Il 25 Aprile è sempre una festa, ci si ritrova in corteo e tutti assieme si arriva in piazza, è bello  sapere che  tutti quelli attorno a te la pensano come te e applaudono quando passa il nostro striscione ORA E SEMPRE COSTITUZIONE.

Poi succede che  tra tante persone si incontrino amici che da tanti anni avevamo perso di vista ed è ancora più bello rivederli in una occasione come questa e cantare e marciare ancora assieme.

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Orietta e Libero

Orietta, Giorgio, Porthos, Lidia, Libero ed Ettore: 67 anni fa erano tutti ragazzi e ragazze, spettatori e partecipi di eventi che avrebbero segnato non solo le loro vite, ma anche quelle di ognuno di noi. Accomunati, oltre che dall’età, dal vivere in quella zona di Milano in cui sorgevano, al limite fra la città e la periferia, grandi fabbriche e grandi scali ferroviari, intervallati da prati e rogge di cui, se non fosse per quelli come loro, sarebbe impensabile perfino il ricordo.

Qui ad ascoltarli

Stasera siamo qui ad ascoltarli. Un sabato plumbeo di una primavera che aspetta giorni migliori per sbocciare. A due passi dal campo Giuriati, che i ragazzini di oggi conoscono per il rugby e il tennis, non per loro fortuna, ma per il sacrificio di tanti ragazzi d’allora. C’è chi quei sacrifici vorrebbe dimenticarli, e noi sappiamo che non è per ingratitudine, ma per povertà di spirito, quella stessa che oggi vuol confondere gli sprovveduti anteponendo la libertà alla giustizia, e la ricchezza alla solidarietà e al lavoro.

L’auditorium

L’Auditorium di via Valvassori Peroni è moderno e funzionale, c’è una grande biblioteca accanto, un luogo dove è bello incontrarsi, e, se vuoi, anche meditare in pace. Forse, quelli che 67 anni fa hanno combattuto e sofferto se lo immaginavano più o meno così. A poca distanza, ancora passano fischiando i treni che fanno pensare ad affetti lontani e città piene di sole e di umanità.

Suoni e l’Anpi

Noi siamo qui ed ascoltiamo. Per quella magia che viene dallo spirito noi adesso vediamo questi stessi luoghi attraverso gli occhioni spalancati di quei bambini. La scena si popola di una quotidianità che il filo spinato e i cavalli di frisia, i muri sbrecciati e le biciclette coi parafanghi verniciati di bianco, gli elmetti tedeschi e le ragazze che guidano il tram rendono struggente. Eccolo, il ronzio di Pippo e il crepitare della mitraglia, il gasometro bombardato che non va mai giù, le botti di vino che esplodono sotto il fuoco inglese, parafrasi di un’allegria posticcia che si muta in tragedia vera.

Le voci narranti

Quegli occhioni sono spalancati dietro la balaustra del balcone di casa, o stando acquattati sul tetto di un vespasiano, o dietro le tendine di un negozio di sartoria. Eppure non c’è orrore. Quei bambini sono dentro di noi. Quei bambini sono noi. Con lo stesso stupore guardano i fuochi notturni, tutt’altro che artificiali, una palla raccolta da un soldato, un paio di scarpe di cuoio grasso sfilate dai piedi di un morto per la strada. E poi l’eccitazione per qualcosa che sta per accadere, i segni che si moltiplicano, arrivano i giovani, belli, polverosi e sconosciuti che ormai da troppo tempo mancavano dalle strade. La va a minuti, sì. Il tempo accelera. Si muore fino all’ultimo, ma qualcuno vedrà tornare il suo papà, qualcuno riabbraccerà un fratello. Soltanto qualcuno. Molti dovranno piangere chi non torna. Macerie e fiori d’aprile. Una tragedia profonda che si muta in liberazione vera.
Noi adesso abbiamo un velo di lacrime sugli occhi. Per noi ricordare non è un esercizio di memoria. Noi non abbiamo nulla da strumentalizzare, perché non siamo poveri di spirito. Noi siamo quei bambini, che corrono dietro a una palla anche quando la prende un soldato.

Grazie a voi, Orietta, Giorgio, Porthos, Lidia, Libero ed Ettore.

Grazie a tutto il coro Suoni e l’Anpi, che ci ha portato con passione e sentimento i canti di lotta, dalla Spagna ai lager alle nostre montagne.

Grazie a Elena, Raffaella e Alessandro, voci delicate e forti e commoventi.

Grazie a Maurizio, tessitore di immagini.

Grazie ad Antonio, compagno di spirito e d’avventura, che ci ha regalato queste emozioni

Noi stasera mandiamo un saluto a Giorgio e Livio, che non sono più qui fra noi e dedichiamo loro la serata

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Durante la doverosa posa delle corone ai partigiani della nostra zona il 25 aprile mattina abbiamo trovato una delle lapidi di via Colombo vandalizzata. Qualcuno, nella notte, ha bruciato la corona, con l’alloro ormai secco, che commemora 4 adolescenti, appartenenti al Fronte della Gioventù,  Tullio Di Parti, Orazio Maron e Giancarlo Tonissi, tutti di 16 anni, e Giuseppe Bodra di 18 anni, che, sospettati di attività patriottica, furono catturati e torturati dai repubblichini del Battaglione Azzurro dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana e poi fucilati in via Botticelli il 6 gennaio 1945 .
Quello che ha indignato, oltre che sconcertato, è che per un’azione tanto vile sia stata scelta, tra le tante lapidi dislocate nella zona, proprio quella che ricorda il sacrificio di questi 4 giovanissimi. Già lo scorso anno venne trovata un’altra lapide annerita da un tentativo d’incendio e pochi mesi fa, in via Golgi, un graffito antirazzista, realizzato dal collettivo Lambretta, è stato più volte imbrattato con frasi minacciose, tra cui ‘zona 3, zona nera’
Denunciamo il ripetersi di questi rigurgiti neofascisti anche a Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza, e invitiamo tutti i democratici a una attenta vigilanza per respingere sul nascere questi attentati alla vita democratica.

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In un momento in cui c’è chi dice che la mafia è meglio dello Stato ricordiamo i 65 anni dalla strage di Portella della Ginestra, ma ora non più parole ma solo immagini.

rg

Renato Guttuso

Lapide a memoria

Poesia di Ignazio Buttitta

Renato Guttuso

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Locandina

PRESENTATO A OPERA  IL LIBRO DI ANTONIO QUATELA “PIPPO VOLA SULLA CITTÀ”:
RACCOLTA DI TESTIMONIANZE NEL PERIODO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Il 25 aprile di ogni anno ricorre la celebrazione della liberazione d’Italia. La Resistenza italiana,   detta anche “Resistenza partigiana” o “Secondo Risorgimento” fu l’insieme dei movimenti politici e militari che in Italia, dopo l’8 settembre 1943, si opposero al nazifascismo. Il movimento della Resistenza inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della ribellione all’occupazione nazifascista, fu caratterizzato in Italia dall’impegno unitario di molteplici e opposti orientamenti politici (comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, cattolici, liberali, repubblicani, anarchici), in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), i cui partiti componenti avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra. In  vista di questa giornata, scuole enti e associazioni sono impegnati in una serie di percorsi finalizzati a mantenere “viva” la memoria storica e il ricordo di quei tragici eventi.

la sala Serafin

Lo scorso 18 aprile, nella sala Serafin del Centro Polifunzionale di Opera, il Prof. Antonio Quatela, presidente dell’ANPI zona 3 di Milano e docente dell’UNITRE di Opera, ha presentato il suo libro “Pippo vola sulla Città”edito da Mursia, che raccoglie le testimonianze di milanesi di diversa estrazione sociale  che tra il 1940 e il 1945 vissero nella città devastata dai bombardamenti degli alleati. L’evento è stato promosso dall’UNITRE di Opera, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune.  

il dibattito

Tra gli ospiti dell’evento vanno ricordati i cittadini operesi Luigi Vecchio e Gianluigi Senegaglia, all’epoca bambini, che hanno portato la loro testimonianza diretta su quel periodo triste della nostra storia. Una vicenda che, come ha sottolineato Quatela durante il dibattito  “ha avuto un lieto fine per il paese, ma è costata il sacrificio di migliaia di vittime innocenti incarcerate, torturate, deportate o fucilate, come accaduto ai quindici partigiani di  piazzale Loreto il 10 agosto del 1944”. Rispetto a questa vicenda, Sergio Fogagnolo, Presidente dell’Associazione “Le Radici della Pace – i 15”, promotore nelle scuole milanesi di diversi dibattiti sulla storia del periodo nazifascista,  ha raccontato la triste sorte capitata al  padre Umberto, uno dei principali animatori del CNL milanese, che venne fucilato proprio  in Piazzale Loreto insieme ad altri quattordici partigiani.

l'Anpi a Opera

Al termine dell’incontro, Riccardo Borghi, ex Assessore alla Cultura del Comune di Opera, ha anticipato che,  grazie alla sinergia che si è creata con il prof. Quatela e con l’ANPI  della zona 3 di Milano, nei prossimi mesi verrà  riaperta  la sezione dell’ANPI “Cavedini” di Opera, chiusa da un po’ di anni per la mancanza di sostenitori. Le iniziative di approfondimento storico  promosse  in questi anni nel territorio operese hanno ridestato interesse per queste tematiche e aperto una nuova frontiera culturale  per mantenere viva la memoria storica tra le nuove generazioni. Va precisato che  il prof. Quatela, ex docente di lettere,  da qualche anno  collabora con la scuola  Dante Alighieri di Opera nell’organizzazione di iniziative di interesse  storico – culturale.

Gianluigi Capurro  (docente di Lettere e redattore del periodico culturale Punto e Linea di Opera)

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