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Archive for dicembre 2014

In vista dell’assemblea annuale di Sezione che si terrà sabato 17 gennaio proponiami qui  l’intervento del nostro Libero Traversa  alla Conferenza provinciale di organizzazione dell’ANPI dello scorso 8 novembre 2014, quale spunto per  riflessione e dibattito

Repubblica_festeggiamenti_1946“Stiamo vivendo una fase politica del tutto nuova , con il passaggio dalla Repubblica nata dalla Resistenza ad una società liquida nella quale si afferma il disegno a suo tempo delineato dalla P2 di Licio Gelli. Un disegno non certo antifascista, nel migliore dei casi “afascista” che rinnega la Costituzione e che prevede e disciplina una riforma dello Stato, dei partiti politici, della stampa e dei sindacati, come era indicato dal “Piano di Rinascita democratica” di Gelli. Un piano che prevede la riforma del Senato, della legge elettorale, della Magistratura (separazione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati), l’abolizione delle province. Ma anche la eliminazione di alcune festività (tra cui il 25 Aprile e il Primo Maggio), la concessione di sgravi fiscali per il rientro dei capitali dall’estero, la riduzione del ruolo del sindacato sulle decisioni della politica governativa, (il Sindacato non deve far politica) e limitare il diritto di sciopero. Alcune cose già realizzate, altre programmate o annunciate.

Quale l’avvenire della nostra Repubblica? Il predominio dei poteri forti?
Certamente un avvenire senza antifascismo, con una Costituzione stravolta.
E allora quale ruolo spetta all’ANPI ?
costituzione-de-nicola-de-gasperi_650x447Non basta difendere la Costituzione e la storia della Resistenza antifascista, occorre rivendicare il compito di salvaguardarne i valori alle Istituzioni a tutti i livelli, dal Governo fino ai Consigli di Zona, poiché esse sono nate dalla Resistenza e quindi non lasciare solo all’ANPI il compito di farlo.

Quindi battaglia per la difesa e l’attuazione della Costituzione, punto per punto: dal lavoro, alla pace, ai diritti. Una battaglia che purtroppo potrà contare sempre meno su coloro che hanno partecipato direttamente alla Resistenza.

E allora?
Abbiamo ribadito all’ultimo Congresso nazionale che l’ANPI non è un partito politico.
Non è un sindacato, come la CGIL.
Non è una associazione culturale, come l’ARCI.
Non deve essere una associazione di reduci o di arma, come gli alpini o i bersaglieri.
Non è solo memoria, come ad esempio l’Associazione “Garibaldini per l’Italia”, che pure ha tra i suoi scopi, oltre il ricordo dell’epopea garibaldina dell’800, anche quello della nostra guerra di Liberazione.
Vorrei definire l’ANPI una organizzazione politica di lotta per la democrazia.
DSC_3436Su questa strada si è incamminata l’ANPI nazionale, sotto la diligente guida del compagno Smuraglia.
Quindi non solo la sua presenza a favore della Costituzione, ma anche nelle battaglie per il lavoro,la pace ed diritti.
Bene ha fatto l’ANPI a schierarsi contro le cosiddette riforme costituzionali.
Bene ha fatto a condividere la manifestazione della CGIL per i diritti e la difesa dell’art.18.

Non mi piace l’espressione “partito della nazione”: mi ricorda il Partito Nazionale che nel 1924 Mussolini incorporò nel partito fascista.
Non mi piace che vengano messi sullo stesso piano imprenditori e dipendenti, cioè padroni e lavoratori: mi ricorda le Corporazioni del tempo della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.
La Costituzione parla espressamente dei lavoratori, dei loro diritti che non sono gli stessi dei loro datori di lavoro.
E poi no alla vulgata che dice “ il passato non esiste”, esiste solo il futuro.
Anche CasaPound dice che loro sono i “fascisti del terzo millennio”, prendendo dal fascismo solo che ciò gli fa comodo.
Quindi l’ANPI deve essere presente nella lotta democratica e antifascista.
Non in posizione subalterna di altri. Ma come promotore delle iniziativa e delle lotte, contro i rigurgiti fascisti e razzisti e contro i tentativi di instaurare una politica autoritaria. Ma l’ANPI da sola non basta. Deve essere rivitalizzato il Comitato antifascista e impegnare le forze sindacali e politiche molto più seriamente.
arcobalenoA Milano c’è una maggioranza al Comune dei partiti sicuramente antifascisti: si faccia valere, rappresentando la volontà dei cittadini che l’hanno votata. Milano non può accettare che la sua Piazza del Duomo sia profanata da fascisti e razzisti! L’ANPI deve essere il punto di riferimento della lotta antifascista.
Quindi attrezzarsi e anche rinnovarsi:
utilizzando Internet (senza dimenticare la gran parte di cittadini – ed anche di iscritti all’ANPI) che non l’utilizzano;
sviluppare il lavoro sulle scuole e l’Università (si faccia mettere in moto il coordinamento tra le Università), bene il primo tentativo di portare le scuole al Campo della Gloria;
migliorare il rapporto con gli uomini di cultura e le istituzioni culturali (circoli, associazioni, teatri) anche coinvolgendoli nella gestione della attività alla Loggia dei Mercanti;
valorizzare la storia della Resistenza europea, anche in occasione dell’EXPO (con mostre, convegni, incontri) e in coincidenza con il nostro 70°.

anpilogoDobbiamo consolidare la struttura organizzativa dell’ANPI che, pur facendo perno sulle insostituibili Sezioni, dia consistenza agli organismi di coordinamento territoriale, da quello regionale a quelli comunali ed intercomunali, i Consigli di zona a Milano, che presto potrebbero diventare Municipalità all’interno della Città metropolitana (a proposito forse la nostra ANPI da provinciale dovrebbe diventare metropolitana).
Insomma, occorre credere nel futuro dell’ANPI come forza politica, autonoma dai partiti, perché diventi sempre più il punto di riferimento di quanti vogliono affermare il valore della democrazia antifascista.

Senza dividerci, perché la forza dell’ANPI sta nella sua unità.”

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logo_onuSi è appreso, nei giorni scorsi, che in una Commissione dell’ONU è stato posto in votazione un documento di condanna del nazismo. Gli Stati si sono divisi; il documento è stato approvato, ma con significativi voti contrari e/o di astensione. Ci ha colpito, in particolare, vedere i Paesi europei, a partire dall’Italia, schierati sulla linea dell’astensione, così come il vedere, tra i voti contrari, anche quello degli Stati Uniti.

 Le spiegazioni sono assolutamente insufficienti. Sulla condanna del nazismo, soprattutto in una fase in cui ci sono tanti rigurgiti di neo-nazismo, non ci possono essere dubbi, esitazioni o contrarietà, perché si è trattato di quello che alcuni hanno definito come “ il male assoluto” e tutti dovrebbero essere impegnati a non dimenticarlo.

holocaustIn particolare, ci sembra grave che non si sia pronunciata a favore l’Europa (e, per quanto ci riguarda più da vicino, l’Italia), che ha vissuto praticamente in tutti gli Stati, l’orrore, la brutalità, la violazione dei diritti umani, da parte del nazismo.

Non ci possono essere ragioni di opportunità, e tanto meno ragioni collegate alle presunte finalità di chi ha promosso l’iniziativa, che possano valere, in questo caso. Quand’anche si dubitasse delle ragioni che hanno indotto a formulare quella proposta e quand’anche si ritenesse che anche lo Stato proponente meriterebbe un giudizio severo, per quanto riguarda i diritti umani, questo non toglierebbe che si trattava di esprimere una condanna severa del fenomeno nazista.

eccidio-stazzema-300x130Contro il nazismo e il fascismo, dopo le terribili esperienze vissute in Italia e in Europa, non si può fare a meno di schierarsi sempre in qualunque occasione; altrimenti perfino questa doverosa condanna rischierebbe di finire in un limbo di ambiguità, francamente non ammissibile e non accettabile quando si tratta di fenomeni devastanti come il nazismo.

anpilogoDa ANPI news n. 143 – 2/9 dicembre 2014 NOTAZIONI DEL PRESIDENTE NAZIONALE ANPI CARLO SMURAGLIA

 

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