Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for ottobre 2015

casaliCDMAlla Casa della Memoria abbiamo salutato Tino Casali, partigiano Presidente dell’ANPI per tanti  anni,  all’ANPI e a suoi valori ha dedicato instancabile la sua vita, indispensabile punto di riferimento per  tantissimi antifascisti.

Coincidenze del destino Tino era nato il 25 Aprile di novantacinque anni fa e da sempre iscritto alla Sezione 25 Aprile di Milano Città Studi.

Lo ricordiamo con queste sue parole dette quasi quarant’anni fa ma tremendamente attuali :

 “La Resistenza in questo momento tormentato non può essere avulsa, non può essere staccata dalla lotta, non può essere spettatrice passiva, ma deve essere una protagonista onesta e fedele nella difesa degli ordinamenti costituzionali, per la ricostruzione di una Repubblica veramente madre di tutti gli italiani. Come la volevano allora i protagonisti, morti e vivi della Resistenza. Dobbiamo con la mente, con l’azione, con la penna, riprendere i nostri temi, quelli dell’onestà, della libertà, della pace, della giustizia, i temi dell’ antifascismo e della Resistenza.”

Qui le parole di Roberto Cenati 

casali saluto

Read Full Post »

casaliLa Sezione ANPI 25 Aprile di Città Studi partecipa con dolore e commozione alla scomparsa di Tino Casali, da sempre iscritto alla nostra Sezione.
Perdiamo con lui uno dei più grandi testimoni dell’antifascismo Milanese e Nazionale, lo onoreremo venerdì 30 ottobre alle 14,30 presso la camera ardente allestita alla Casa della Memoria.

“Nato a Milano il 25 aprile 1920, dopo l’8 settembre 1943, col nome August Colombanì, si batte con il maquis – il movimento di Resistenza e liberazione nazionale francese – nel Vaar-Collebrieres. Rientrato in Italia all’inizio del 1944,”Tino” (che sarà il suo nome di battaglia per tutta la Guerra di Liberazione), partecipa all’organizzazione dei GAP nel capoluogo lombardo. Nella primavera del 1944 si sposta nell’Oltrepò pavese. Prima comandante del Battaglione “Cosenz”, poi commissario della Brigata “Casotti”, “Tino” alla vigilia dell’insurrezione è il commissario della Divisione d’assalto “Antonio Gramsci”. Questa formazione di montagna sarà una delle protagoniste della Liberazione di Milano. Tino Casali è tra i fondatori, con Arrigo Boldrini e altri, dell’ANPI. Ne presiederà prima il Comitato Provinciale, per oltre mezzo secolo, e poi il Comitato nazionale dal 2006 al 2009. Figura di spicco della Milano democratica, ha rappresentato un saldo timone degli ideali e dei principi della Resistenza promuovendoli e presidiandoli in ogni sede, con la generosità, la forza di volontà e l’intelligenza politica che lo hanno sempre contraddistinto. Perdiamo con Tino, l’ennesimo e prezioso testimone di una decisiva stagione di libertà e fecondo amor di patria. Terremo alto il suo esempio e la sua lezione di vita e futuro: coerenza, responsabilità, passione civile. L’ANPI nazionale è vicina alla moglie Isa e agli amici e ai compagni che per tanti anni hanno condiviso con lui idee e battaglie”.

Inaugurazione del monumento ai Caduti Operai dell'Innocenti all'Ortica - 10 giugno 2007

Inaugurazione del monumento ai Caduti Operai dell’Innocenti all’Ortica – 10 giugno 2007

Inaugurazione della lapide al partigiano Luigi Guaraldi  in via Ajaccio

Inaugurazione della lapide al partigiano Luigi Guaraldi in via Ajaccio- – 10 ottobre 2008

Read Full Post »

famedio1La Commissione Consiliare per le onoranze al Famedio ha approvato all’unanimità  l’iscrizione di Franco Servello al Famedio del Cimitero Monumentale.

L’ANPI e l’ANED di Milano non parteciperanno alla Cerimonia di “scoprimento delle lapidi dedicate ai cittadini illustri di Milano”, organizzata dal Comune di Milano, al Cimitero Monumentale per lunedì 2 Novembre 2015.

Riportiamo qui la presa di posizione dell‘ANPI Nazionale attraverso le notazioni del Presidente Carlo Smuraglia pubblicate nel numero 178 di ANPI news, il comunicato stampa dell’ANPI Provinciale di Milano e la mozione del nostro Comitato di Sezione. 

ANPI - LOGO

NOTAZIONE DEL PRESIDENTE NAZIONALE CARLO SMURAGLIA.

Una vicenda significativa dell’Italia di oggi, in nome di una presunta “memoria condivisa”

Il fatto è semplice. A Milano c’è il Cimitero Monumentale, che raccoglie anche tombe di uomini e donne illustri e ricorda persone che hanno “illustrato” Milano e non solo, pur se sono seppelliti in altri luoghi (qualche nome: Boito, Catalani, Cremona, Giussani, Hayez, Horowitz, Manzoni, Marinetti, Medardo Rosso, Toscanini e, più di recente Alda Merini, Franco Parenti, Giovanni Pesce e molti altri). Proprio all’ingresso del Cimitero c’è il “Famedio”, luogo dedicato al ricordo di personalità illustri, anche solo con un’iscrizione. Dal 2010 il Comune di Milano, ha creato un’apposita Commissione del Consiglio, con rappresentanti di tutti i gruppi, per scegliere le persone che dovranno essere iscritte, ogni anno, in occasione del 2 novembre. Anche in questo caso, i nomi sono parecchi e basterà citarne solo alcuni, accanto a quelli dell’elenco sopra indicato: Leo Valiani, Aldo Aniasi, Onorina Brambilla Pesce, Giovanni Pesce, Laura Conti, Claudio Sommaruga, etc. Quest’anno la Commissione si è riunita e, all’unanimità, ha deciso di iscrivere 29 persone e in un elenco speciale, 14 donne. Ci sono Presidenti di ordini professionali, artisti di rilievo come Ronconi, medici, imprenditori. Tra le donne Fiorella Ghilardotti (prima donna Presidente di Regione), Angelica Balabanoff (politica), Maria Montessori (educatrice), Maria Grazia Cutuli (giornalista assassinata dai terroristi in Afghanistan). Fin qui nulla da dire. Ma poi c’è anche il nome di Franco Servello (politico), che lascia veramente di stucco. Servello è stato un esponente del Movimento Sociale italiano e Senatore, per il suo partito. Ha coperto cariche pubbliche nel MSI, non ha mai rinnegato di essere stato fascista. Una cronaca dell’epoca riporta una foto del suo funerale, in cui appaiono non pochi saluti romani. Dunque, non avendo fatto nulla di eccezionale, neppure nell’esercizio delle funzioni parlamentari, allora bisogna dire che è stato inserito per “meriti fascisti”. Altrimenti, si potrebbero iscrivere tutti i parlamentari e politici, purché non siano finiti in carcere. E’ un segno dei tempi. Naturalmente l’ANPI e l’ANED hanno vivamente protestato. Ed altrettanto naturalmente è apparso un articolo su “Il Giornale” in cui si parla di “odio che non passa”, di una sinistra che vive di logoro antifascismo, di pagine della storia d’Italia che l’ANPI vuole stracciare. Ci vuole un po’ di coraggio a scrivere certe cose, ma lasciamo stare, tanto non riusciremo mai a far capire a chi non vuol capire che l’odio non c’entra per nulla e che in gioco sono soltanto la storia e la dignità di un Paese. Il fascismo è stato quello che sappiamo: dittatura, orrori, persecuzioni razziali, morte. Non può essere considerato meritorio averne fatto parte, per la semplice ragione che la storia è andata in un’altra  direzione, ha vinto la Resistenza, è nata la Repubblica, la Costituzione fondata su valori tutti contrari all’ideologia ed alla pratica fascista. Non c’è bisogno di argomentare a lungo su questo. Lo sforzo per arrivare ad una “memoria condivisa” dovrebbe passare per altre vie, oggi ancora improponibili: e la prima tappa dovrebbe essere quella del riconoscimento della Storia, del rifiuto del fascismo e della dittatura, della straordinaria importanza della Resistenza e della Liberazione. Non siamo ancora arrivati ad una memoria “collettiva”, fondata sul comune riconoscimento almeno dei fatti principali; figurarsi se possiamo pensare ad una parificazione tra chi combatteva e si impegnava per la dittatura e chi dedicava la sua vita alla liberà del Paese. Ma la riflessione principale deve essere un’altra: come è possibile che in una città democratica come Milano, che si gloria di una Medaglia d’oro per la Resistenza, una Commissione comunale decida una simile cosa e per di più all’unanimità? Nessuno dei componenti si è reso conto che così si reca uno sfregio ai tanti nomi degni e davvero illustri ricordati nel Famedio e si accredita una visione storica improponibile? E non è intervenuta la Giunta, né il Sindaco. Nessuno si è opposto, o ha protestato, al di fuori delle Associazioni di cui ho detto. Questo è il vero dramma di questo Paese, che possano accadere cose del genere in una città democratica e non ci sia una reazione. So benissimo che moltissimi non saranno d’accordo con quella iscrizione; e sono convinto che neppure il Sindaco la gradirà. Ma si tace, e tutto passa in una sorta di indifferenza generale. Come a dire: “con tutto quello che succede, nel mondo e in Italia, che volete che sia?”. E ancora più grave è il non capire che così si è ragionato negli anni venti, quando nasceva il fascismo, così si è ragionato nel ’46, invece di fare una vera epurazione e rinnovare completamente il tessuto democratico della struttura dello Stato. Se oggi fioriscono gruppi neofascisti, se ancora siamo costretti a vedere i saluti romani e i simboli fascisti (e giustamente non li tolleriamo), è per questa disaffezione alla partecipazione, questo modo di sottovalutare fatti che sembrano modesti, ma in realtà hanno un significato di assai maggior peso di quanto si pensi. Quando diciamo che questo Stato non è ancora diventato davvero antifascista, alludiamo a questi esempi, che sono tanti e che non sono più accettabili. Bisogna che le coscienze si risveglino e si compia un salto di qualità nell’impegno democratico. Senza del quale, finiremo davvero, assai tristemente, nella palude di un Paese senza storia e senza valori. Sia chiaro, una volta per tutte, perfino a certa stampa (se ci riesce) che non stiamo fomentando odi o rancori; pretendiamo soltanto che la storia sia rispettata e accettata per quello che ci racconta e ci descrive, soprattutto delle nostre pagine migliori. Rivolgiamo una sollecitazione, forte, a coloro che cedono ai compromessi in nome dell’unanimità, a coloro che tacciono, a coloro che non si indignano: chiediamo partecipazione, fedeltà ai princìpi ed ai valori ed infine rispetto per coloro che meritano davvero di essere ricordati e per i quali il doveroso ricordo non deve essere umiliato e svilito. Mentre il rispetto per ogni defunto come tale è, ovviamente, fuori discussione.

anpimilanoCOMUNICATO STAMPA DELL’ANPI PROVINCIALE DI MILANO:

Abbiamo appreso con profondo stupore la notizia dell’iscrizione di Franco Servello al Famedio del Cimitero Monumentale. Pur manifestando il nostro sentimento di rispetto per i defunti, ci preme evidenziare che al Famedio vengono iscritte le personalità più significative ed importanti che hanno dato lustro a Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza.
Vogliamo sottolineare che Franco Servello, senatore del Movimento Sociale Italiano, che mai ha rinnegato le sue nostalgie fasciste, partecipò e fu tra gli organizzatori, con altri esponenti del Movimento Sociale Italiano, della manifestazione neofascista del 12 aprile 1973, vietata dalla questura di Milano.

Nel corso della manifestazione e degli incidenti provocati dai neofascisti venne ucciso Antonio Marino, guardia di pubblica sicurezza, insignito il 5 maggio del 2009 dalla Presidenza della Repubblica  della Medaglia d’Oro al merito civile.

logo25apr21MOZIONE DELLA SEZIONE 25 APRILE

La Sezione ANPI 25 Aprile di Città Studi esprime la propria indignazione per la proposta di inserire il nome di Franco Servello al Famedio del Cimitero Monumentale.

Franco Servello viene ricordato per essere stato un noto e convinto fascista, nonché tra gli organizzatori della manifestazione neofascista, all’epoca vietata dalla Questura,  durante la quale venne ucciso l’agente di Pubblica Sicurezza Antonio Marino.

La Sezione ANPI 25 Aprile è ancora più colpita e offesa da questa decisione in quanto ogni anno  in occasione dell’anniversario del suo assassinio, alla presenza di tutte le Sezioni ANPI di Zona, dei rappresentanti delle forze dell’ordine e con la partecipazione istituzionale del Consiglio di Zona 3, ricorda il sacrificio di Antonio Marino presso il giardino a lui intitolato in Piazza Fratelli Bandiera.

Ricordiamo ancora che per il suo sacrificio Antonio Marino è stato insignito nel maggio del 2009 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano della Medaglia d’Oro al Merito Civile

La Sezione fa proprio il comunicato dell’ANPI Provinciale e delle altre forze democratiche contrarie alla decisione, che confidiamo venga senza indugio revocata.

Read Full Post »

Dalla pagina Facebook di ANPI riportiamo questa nota storica, più che mai attuale in questo periodo di pensiero unico imperante.

rg

dire di no

È il 1936, Amburgo. La folla fa il saluto nazista durante il varo di una nave militare: tutti, in sincrono. Tutti meno uno, August Landmesser.
August era iscritto al partito nazista ma venne espulso quando si sposò con una donna ebrea, Irma Eckler.
Cercò riparo in Danimarca senza successo e affrontò la prigione e i campi di lavoro coatto per aver “disonorato la razza ariana” quando ebbe una figlia.
La figlia fu tolta ai genitori e August usci di prigione solo nel 1941, per poi essere inviato al fronte. La moglie venne internata assieme ad una seconda figlia appena nata, Irma non sopravvisse.
August morì, probabilmente il 17 ottobre 1944, in Croazia durante un combattimento.

Irene Eckler, la prima figlia, ha raccontato la storia della propria famiglia in un libro nel 1998, disponibile in inglese e tedesco e in parte consultabile online:http://www.fasena.de/courage/

Read Full Post »

logo25apr21

logocoop

LUNEDI’ 26 OTTOBRE – ORE 21
COOPERATIVA “LA LIBERAZIONE”
VIA LOMELLINA 14

Cossutta 2_optIncontro-dibattito sul libro di Libero Traversa

ARMANDO COSSUTTA
L’ULTIMO TOGLIATTIANO

(Editrice Aurora –Pagine 130 – Euro 15)
Presentazione di Bruno Casati (Presidente del Centro Culturale Concetto Marchesi)
Prefazione di Alex Hobel (storico,Università Federico II di Napoli,
presidente della Fondazione Luigi Longo)

Interverranno, oltre all’autore :

Prof. Luigi Pestalozza (Comitato provinciale ANPI, già membro del Comitato Centrale del PCI, della Direzione nazionale del PRC e del PDCI)
Cossutta 3_optProf. Mario Vegetti (già Presidente della Associazione Culturale Marxista)

Prof. Gaspare Jean (già capogruppo del PDCI al Consiglio Provinciale di Milano)

Coordina Nunzia Augeri, curatrice del libro

Il libro è una testimonianza lunga oltre sessant’anni. Armando Cossutta, partigiano, attualmente vice-presidente nazionale dell’ANPI, è stato segretario del PCI a Sesto San Giovanni, segretario della Federazione milanese, coordinatore della Segreteria nazionale con Luigi Longo ed Enrico Berlinguer, poi presidente del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani. Consigliere comunale e provinciale di Milano, deputato, senatore e parlamentare europeo

Read Full Post »