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Archive for the ‘La Resistenza per i ragazzi’ Category

Libro adatto anche per ragazzi dai 13 anni.

L’autore è Guido Petter, famoso scrittore per ragazzi e studioso. Ha partecipato attivamente alla Resistenza in val d’ Ossola e sul lago Maggiore e narra qui , anche se sotto forma di romanzo in cui elementi di fantasia si mescolano con elementi di realtà, di un fatto accaduto  nella notte tra il 21 e il 22 aprile del 1945, presso l’imboccatura della galleria del Sempione.
Arriva un treno con  circa millecinquecento casse  di tritolo che i tedeschi fanno  depositare nel casello 12, a cento metri dalla stazione di Varzo, in attesa di far saltare la galleria del Sempione in previsione della loro disfatta e della successiva fuga attraverso la Svizzera. Prima i comandi partigiani impongono  la distruzione del tritolo con l’esplosione del casello. Qualcuno si oppone perchè ciò significherebbe la distruzione dell’intero paese e dei suoi abitanti.  Si decide allora di trasportare le casse fuori dal casello e distribuirle lungo la linea  e lungo la scarpata per farle bruciare senza scoppio con un piano audace e sorprendente. Partecipano all’azione decine di partigiani : hanno a disposizione solo poche ore notturne per riuscire nell’intento. (altro…)

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Libro adatto anche per ragazzi dai 10 anni 

La protagonista del romanzo è Lilli o Lisetta, una ragazzina di otto anni sfollata in un paese, confinante al di là della montagna con la Svizzera, assieme alla mamma e al fratellino Fredo, a causa dei bombardamanti diventati sempre più frequenti sulla città di origine, mentre il papà , soldato, è prigioniero. Siamo nel 1944, in periodo di guerra, e in Italia c’è l’occupazione nazista. In alcune zone del paese, nasce e si sviluppa un movimento di Resistenza ad opera di formazione di partigiani , chiamati anche “ribelli”. Mentre a fondovalle circolano camion e camionette di tedeschi e fascisti, sui monti comandano i partigiani che sono , in massima parte, i giovani degli stessi paesi  e delle città rifugiati lassù per sfuggire alla prigione o addirittura dalla deportazione in Germania. Ecco, Lilli e le sue nuove amiche si trovano spesso a chiacchierare e a fare il bagno al torrente e un giorno , per paura di una biscia nell’acqua, Lilli è costretta  a rientrare in paese per un sentiero che la porta alla frazione dei Due Tassi dove incontra Gustìn, un vecchio contadino, una volta anche contrabbandiere, parente della mamma. Il giorno dopo passando, in fondo al paese, vicino a “villa Giulietta” dove abita sola la signorina Rebaudi, vede una ragazzina che nessuno conosce. (altro…)

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Pubblicato nel 2008 questo libro nasce da una lunga conversazione dell’autore con il protagonista soprattutto allo scopo di far comprendere il significato della Resistenza, vissuta da un adolescente, agli adolescenti di oggi a più di sessant’anni di distanza da quegli avvenimenti.

Nato a Genova nel 1928, Mario Ghiglione, “Marin”, ha dodici anni quando l’Italia entra in guerra il 10 giugno del 1940. Nel drammatico settembre del 1943, Mario, a soli quindici anni, diviene uno dei tanti attori della Resistenza a Genova tra Rivarolo e Pontedecimo dove abita, come staffetta partigiana con il compito di portare volantini prima e armi poi.
Da staffetta a partigiano garibaldino combattente il passo è breve: le prime azioni a cui Mario prende parte sono il disarmo di alcuni militi neri, per il recupero delle armi per la lotta , e azioni di attacchinaggio di manifesti  antifascisti e antinazisti. Dopo un rastrellamento che avviene nella “Pasqua di sangue” del 1944 presso la cascina Benedicta in cui vengono fucilati novantotto partigiani, ne cadono altri ottantasei sulle montagne vicine, e ne vengono catturati trecentosessantotto, per la quasi totalità deportati in Germania, Mario, temendo di non essere più al sicuro in città, ai primi di giugno fugge in (altro…)

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“ Tutti gli avvenimenti di questo racconto sono realmente accaduti e io ne sono stato semplicemente il cronista” dice l’autore che nell’ottobre del 1944, ventenne, a Cremona, viene incarcerato e messo in isolamento per dodici giorni prima di essere portato in cella assieme ad altri sette detenuti, cinque dei quali, come lui, arrestati per ragioni politiche. Conosce Nino, studente di medicina, che diverrà suo amico per la vita, Paolo condannato per possesso di copie di giornali proibiti dal regime.  E poi Ernesto e  Benedetto, professore di filosofia al liceo della città, e un maestro pugliese anarchico e Alessandro, detto Camel, imprigionato per distribuzione dell’Unità clandestina. Condividono una vita in comune con ristrettezze e regole severe. Il fratello riesce , per alleviare lo spirito, a fargli avere il Don Chisciotte di Cervantes e la mamma ad organizzare una specie di catena tra le sue colleghe per far arrivare cibi dall’esterno per rifocillare il corpo di Roberto.

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Scritto alcuni anni dopo la Resistenza questo libro è pubblicato nel 1978  sotto forma di romanzo. In realtà è il diario dell’esperienza partigiana dell’autore in Valdossola,sul lago Maggiore e sul lago D’Orta in una brigata garibaldina, e in esso  sono descritti “ fatti realmente accaduti”. Si raccontano la vita, le gioie e le delusioni dei partigiani, ma anche le speranze, gli ideali e i dubbi che li accompagnano. Le vicende sono narrate con parole semplici e i personaggi e i luoghi sono descritti con la genuinità e l’ingenuità  di un giovane. Il protagonista, come tutti i compagni di lotta, deve assumere un  nome di battaglia: sceglie il nome di Nemo e con questo verrà conosciuto fino alla fine.

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E’ un romanzo per ragazzi, con una forte presenza di elementi autobiografici (“anche se i personaggi di questo libro sono immaginari, essi somigliano molto ai miei compagni d’infanzia”) questo che Guido Petter ha pubblicato  nel 1972.

Ambientata in un paese  della sponda lombarda del lago Maggiore durante la seconda guerra mondiale nel 1944, la storia è raccontata dal protagonista Borsa. Insieme ai suoi compagni di giochi Alex, Gambadiragno, Scheletro, il Gran Lama e Gildo  egli costituisce una banda  i cui componenti  rispettano regole e compiti condivisi, si allenano con armi improvvisate, costruiscono ripari, perlustrano il territorio, inventano un codice segreto e imparano ad essere solidali l’uno con l’altro. E presto si trovano a combattere  una piccola guerra con la banda rivale delle “teste di ferro”. Ma nel settembre del 1944 sono coinvolti nella realtà drammatica della guerra e della Resistenza. (altro…)

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“Avevamo 15 anni, proprio come la Bella Gigogin delle 5 Giornate di Milano, agli inizi del 1945 durante quel terribile inverno di gelo e di fuoco.

Avevamo 15 anni e partecipavamo alla Resistenza qui a Milano, battendoci contro i tedeschi e i loro servi fascisti: lanci di volantini e comizi davanti alle fabbriche, alle scuole, nei cinema. Sui mercati, fuori dalle chiese, eppoi disarmo di brigatisti neri, sostegno ai renitenti alla leva, raccolta di indumenti per i partigiani della montagna, e alla fine partecipare all’insurrezione del 25 aprile.

Avevamo 15 anni, ma eravamo invecchiati precocemente: sotto i bombardamenti, con poco mangiare e tanto freddo, con padri e fratelli in guerra, morti dispersi e in tanti nei campi di concentramento in Germania.

Eppoi sentivamo la voglia di ribellarci contro la guerra, gli invasori tedeschi, il fascismo e la monarchia responsabili di tutto.

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