Feeds:
Articoli
Commenti

costituzionebella

Amintore Fanfani
(intervento del 22 marzo 1947)
amintore_fanfani_senato
Così è nato il nostro testo… che dice:“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”….
…Dicendo che la Repubblica è fondata sul lavoro, si esclude che essa possa fondarsi sul privilegio, sulla nobiltà ereditaria, sulla fatica altrui e si afferma invece che essa si fonda sul dovere, che è anche diritto ad un tempo per ogni uomo, di trovare in uno sforzo libero la sua capacità di essere e di contribuire al bene della comunità nazionale….

.

Piero Calamandrei
(da un discorso all’Assemblea Costituente, 1947)
piero_calamandrei_2…Non bisogna dire, come da qualcuno ho udito qui, che questa è una Costituzione provvisoria che durerà poco e che di qui a poco si dovrà rifare. No: deve essere una Costituzione destinata a durare. Dobbiamo volere che duri; metterci dentro la nostra volontà…..
…. che in questa assemblea, seduti su questi scranni non siamo stati noi, uomini effimeri,….ma sia stato tutto un popolo di morti,che noi conosciamo ad uno ad uno, caduti nelle nostre fila nelle prigioni e sui patiboli, sui monti e nelle pianure, nelle steppe russe e nelle sabbie africane, nei mari e nei deserti: da Matteotti a Rosselli, da Amendola a Gramsci, fino ai giovinetti partigiani….. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile, quella di morire, di testimoniare con la Resistenza e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole: quello di tradurre in leggi chiare, stabili e oneste il loro sogno
…Assai poco, in verità, chiedono i nostri morti. Non dobbiamo tradirli.

Umberto Terracini
(da “Come nacque la Costituzione”, 1978)
umbertoterracini… Ma la Costituzione ha indicato nei suoi articoli cosiddetti programmatici, gli obiettivi verso i quali, adoperando i diritti democratici, gli italiani avrebbero dovuto muoversi e condurre le loro lotte….
…di qui il rallentamento, e persino la posizione di stallo, in cui si è trovata l’Italia per circa trent’anni. Di qui però, l’enorme valore dei passi compiuti in avanti, ma sempre come risultato di grandi lotte, che sono costate ai cittadini quel prezzo di vittime e di sangue, che non avrebbe dovuti essere pagato se la Costituzione fosse stata applicata….
…Sì, certamente la nostra Costituzione è valida, può e deve dare ancora molto al popolo italiano.

Oscar Luigi Scalfaro
(da “La mia Costituzione”, 2005)
scalfaroSenza che fosse emanata alcuna norma esplicita. il fascismo aveva di fatto soppresso lo Statuto Albertino…Le istituzioni precedente, dal Comune alla Provincia al Parlamento erano tutte elettive. Ma la dittatura spostò una virgola e disse:“da questo momento vi togliamo l’impegno di votare. Non andate più a votare. Tutte le cariche sono nominate dall’alto”….
….Principi così diversi, e impostazioni culturali così lontane sono riuscite a ascrivere quei primi undici articoli che sono la regola totale e che si chiamano principi fondamentali…certo fu un lavoro eccezionale che produsse una Costituzione non solo tra le migliori dei Paesi democratici, ma ben scritta,asciutta, senza sbavature e chiarissima alla lettura … dove è scritto solo ciò che serve a presentare diritti e doveri, senza aggettivazioni inutili o ridondanti, aiutando così chi legge a comprendere con facilità.

Qui ci sono le regole perché un popolo possa convivere nella pace e nella serenità, in modo costruttivo, collaborativo, solidale. Ci sono le regole per vivere liberi, lavorando e lottando per la giustizia. Ci sono le regole per mantenere viva la pace, al proprio interno e nei rappori con gli altri popoli. In una parola, in questa Costituzione ci sono scritte tutte le regole della democrazia.
Studiala. Amala. Difendila.

Annunci

sala_optMattino -Commemorazione, deposizione di corone alla stele che ricorda i 15 Martiri.
Interventi di rappresentanti delle istituzioni e di Sergio Temolo, figlio di Libero.

 

 

 

sera_optSera – Manifestazione popolare antifascista con monologo teatrale “Le Voci di Piazzale Loreto”  voce recitante Livia Bonetti e interventi musicali di Renato Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones. Intervento di Sergio Fogagnolo, figlio di Umberto.

Il saluto di Roberto Cenati 

loretobandiera_optIl 10 Agosto 1944 in questo luogo, dove è deposta la stele, si verificava uno dei più tragici avvenimenti della storia milanese durante la Resistenza. Un plotone fascista della legione Muti fucilava, per ordine della sicurezza nazista, 15 partigiani: Antonio Bravin, Giulio Casiraghi, Renzo Del Riccio, Andrea Esposito, Domenico Fiorani, Umberto Fogagnolo, Giovanni Galimberti, Vittorio Gasparini, Emidio Mastrodomenico, Angelo Poletti, Salvatore Principato, Andrea Ragni, Eraldo Soncini, Libero Temolo, Vitale Vertemati.  Con queste fucilazioni si pensava che la strategia del terrore nazifascista potesse isolare i combattenti della Resistenza dalla popolazione.  L’eccidio di piazzale Loreto ottenne invece l’effetto opposto e Milano non ha mai dimenticato questa barbarie. I Quindici Martiri di piazzale Loreto sono stati l’anima di una Milano che opponendosi al fascismo lottava per la libertà, la democrazia e la legalità, fino al sacrificio della propria vita. L’esempio dei Quindici Martiri costituisce un forte monito per noi, perché, raccogliendo l’eredità che ci hanno lasciato, continuiamo a difendere la pace, il bene più prezioso conquistato dalla Resistenza italiana ed Europea, la libertà e la convivenza civile, oggi seriamente minacciate dallo stragismo jihadista. Il disinteressato sacrificio dei 15, per il bene comune, era volto alla realizzazione di una società più giusta e di un mondo migliore, prefigurati dalla Costituzione repubblicana, vero faro della nostra democrazia. Milano non ha dimenticato quella barbarie. Ricordare per noi è un dovere. Riteniamo, infatti, che la memoria sia il vaccino culturale che può renderci immuni dal virus dell’antisemitismo, della xenofobia, del razzismo. Ricordava Giovanni Pesce, di cui ricorrerà il prossimo anno il decimo anniversario della scomparsa che “Anche la targa di una via o di una piazza che ricordi un nome glorioso o un episodio significativo della lotta popolare antifascista rappresentano un contributo da non sottovalutare.” Per questo ci
stiamo battendo per la riqualificazione
della Loggia dei Mercanti che ricorda i Caduti milanesi per la Libertà, per questo chiediamo, da tempo, che il monumento che ricorda il sacrificio dei 15 Martiri, ormai usurato dal tempo, venga risistemato. Così come chiediamo che a Giovanni Pesce, Medaglia d’Oro al valor Militare, Milano, capitale della Resistenza, dedichi nel decimo anniversario della sua scomparsa, una via o un giardino magari proprio accanto alla stele dei Quindici Martiri, come richiesto da tempo dall’Acorone_optNPI e dal Consiglio di Zona 3, ora Municipio 3. Siamo convinti che anche in tal modo si possa tene
re viva la memoria di chi ha combattuto e sacrificato la propria giovane vita per liberare l’Italia dal nazifascismo e costruire una società più giusta.

Milano, 10 Agosto 2016

Roberto Cenati – Presidente ANPI Provinciale di Milano

piazzalaloretobandiera25aprile_opt

Il 25 luglio 1943 cade il fascismo e Mussolini viene arrestato. Le notizie dell’arresto di Mussolini furono accolte in tutta Italia con manifestazioni di giubilo; gli antifascisti e molta gente comune scese in piazza e divelse i simboli del vecchio regime, inneggiando alla democrazia e alla pace.

Così a casa Cervi si fece festa il 25 luglio 1943, per la caduta di Mussolini. .
“… Il più bel discorso contro il fascismo: la pastasciutta in bollore.”

Fu un momento di gioia e l’illusione della libertà, poi venne morte, deportazione, lager e distruzione. Poi venne la fucilazione dei fratelli Cervi.

Ma quella sera di gioia vale la pena ricordarla

panoramica_opt

Libero, che c’era, racconta

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

in fondo a sinistra

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

il salame mantovano dei compagni di calvairate

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

LOCANDINA25LUGLIO

INVITO AL NOSTRO PRESIDENTE CARLO SMURAGLIA

logo25apr21

Caro Presidente,

ho pensato di scriverti per condividere con te questo piccolo ma significativo evento.
Come Sezione 25 Aprile abbiamo organizzato una pastasciutta antifascista in ricordo di quella dei Fratelli Cervi del 25 Luglio 1943. Ebbene, alla faccia di tutti quelli che vorrebbero vedere l’ANPI in un angolo, abbiamo raccolto l’adesione di ben 50 persone fra compagne, compagni e cittadini della zona. Questo in piena estate, con il caldo che imperversa e solo con il passa parola.
Oltre a rievocare l’evento, sarà anche l’occasione per nuovi iscritti e il rinnovo delle tessere di alcuni ritardatari. L’ANPI è la casa di tutti gli antifascisti. Niente e nessuno potrà mai appannarne l’immagine  e il suo ruolo in difesa della Costituzione e della democrazia.
Grazie, caro Presidente, per il tuo diuturno impegno, ti vogliamo tutti bene e resta inteso che, se puoi, il 25 Luglio tu e la tua signora, siete nostri graditissimi ospiti!
Ore 20,00 – Coop. La Liberazione – Via Lomellina 14 – Milano.
Un saluto,
Maurizio Pratesi
Presidente Sezione ANPI 25 Aprile

LA RISPOSTA E I SALUTI DI SMURAGLIA

smuraglia-anpiCaro Pratesi, ti ringrazio delle belle e affettuose parole e ti dico subito che ho molto apprezzato la vostra bella iniziativa . Mi sarebbe piaciuto anche raccogliere il tuo invito e passare una serata allegra, in tanto squallore, ma il 25 sarò alla vigilia della partenza per una vacanza, a lungo sospirata, ed avrò troppo da fare per potermi permettere una pausa, pur piacevole . Grazie ancora e molti auguri “ antifascisti “ e cari saluti a tutti, Carlo

 

Immagini di momenti della vita della nostra Sezione

30 luglio – Staffetta podistica “PER  NON DIMENTICARE”

Da Piazza della Loggia di Brescia alla Stazione di Bologna passando per Piazza Fontana

20 luglio – AperiCena alla Casa delle Donne

Immagine

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

serata di festa

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

bella atmosfera

 

19 luglio – Omaggio a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

locandina19luglio

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

 

 

 

 

 

 

80 anni dopo il 18 luglio 1936 

Nel ricordo di quel 18 luglio di 80 anni fa, l’inizio della tragedia della guerra civile spagnola proponiamo questa canzone di Ivan Della Mea scritta nel 1974 a seguito della strage di Piazza della Loggia a Brescia. Canzone di lotta al fascismo che segue l’impegno di due giovani compagni “di ringhiera”  in Spagna e poi in montagna e poi il fascismo risorto nel dopoguerra le lotte sindacali e in sezione, un percorso che termina quel 28 maggio a Brescia

Da Patria Indipendente

“El Quinto Regimiento”, la sua epopea e Ivan Della Mea
di Chiara Ferrari

http://www.patriaindipendente.it/terza-pagina/pentagramma/el-quinto-regimiento-la-sua-epopea-e-ivan-della-mea/

perchèno travaglioDalla seconda di copertina:

“Si tratta di impedire a una maggioranza, che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo, di mutare la Costituzione: si arrogherebbe un compito che solo una nuova Assemblea costituente, programmaticamente eletta per questo e a sistema proporzionale, potrebbe assolvere come veramente rappresentativa di tutto il popolo. Altrimenti sarebbe un autentico colpo di Stato.”

Lo ha detto, nel 1994, Giuseppe Dossetti.

Un avvertimento che rischia di cadere nel vuoto se, con il referendum di autunno, la legge di revisione costituzionale imposta dal governo Renzi entrasse in vigore con la nuova legge elettorale (l’Italicum). Due “riforme” approvate a colpi di ghigliottine, canguri e altre indegne scorciatoie.

Che cosa diventerebbe la nostra democrazia, se tutto ciò dovesse accadere? Marco Travaglio e Silvia Truzzi smontano a una a una le bugie che i riformatori spacciano da mesi a reti unificate e spiegano le ragioni del NO in questo libretto di pronto intervento. Anzi di pronto soccorso.

No-sign-610x350Dalla quarta di copertina:

PERCHÉ VOTARE NO

La “nuova” Costituzione Renzi – Boschi – Verdini è scritta coi piedi, prolissa e incomprensibile.  L’articolo 70, per esempio, passa da 9 a 439 parole.

2. La Camera avrà deputati per 2/3 non eletti ma nominati dai capipartito. Il Senato 100 senatori nominati dai Consigli regionali tra consiglieri e sindaci, protetti dall’immunità

3. Il primo partito, anche se rappresenta il 20-25% dei votanti, avrà il 54% dei deputati e il suo capo sarà padrone del governo, del Parlamento, del Quirinale, delle Authority e della Rai.

4. Il bicameralismo non è affatto superato: il ping pong dalle leggi Camera-Senato rimane e i sistemi di approvazione passano da 2 a 10. Dal bicameralismo perfetto al bicameralismo confuso.

5. Per le leggi di iniziativa popolare, le firme da raccogliere passano da 50 a 150 mila. Per i referendum (in cambio di un quorum un po’ ridotto) da 500 a 800 mila.

Ps. Se vince il No, Renzi e la Boschi hanno promesso di andare a casa. Quasi quasi...

costituzionebella