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18 marzo – A 40 anni dall’assassinio di Fausto e Iaio

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Ferma condanna dell’ANPI per l’oltraggio alla memoria di Fausto e Iaio assassinati dai fascisti

L’ANPI provinciale di Milano esprime profonda esecrazione per la ennesima gravissima provocazione neofascista avvenuta ai danni della lapide, sulla quale sono comparse una svastica e una croce celtica, dedicata ai giovanissimi Fausto Tinelli e Iaio Jannucci assassinati dai fascisti il 18 marzo 1978, a soli due giorni dal rapimento dell’onorevole Aldo Moro e dall’uccisione dei cinque uomini della sua scorta.

L’ignobile e odioso episodio si è verificato proprio a ridosso della ricorrenza del quarantesimo anniversario dell’uccisione dei due giovani da parte dei neofascisti.

Non è più tollerabile che provocazioni di questa gravità possano ripetersi con frequenza così intensa nella nostra città e nel nostro Paese liberatosi 73 anni fa dall’oppressione nazifascista.

Chiediamo alle pubbliche autorità di intervenire con fermezza e di individuare i responsabili di queste provocatorie azioni che si contrappongono ai principi sanciti dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e alle leggi Scelba e Mancino.

10 febbraio – Giorno del Ricordo

Al mattino presso la Biblioteca Calvairate con le Sezioni ANPI di Zona 4
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Alla sera all’Auditorium Stefano Cerri

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27 gennaio – Giorno della Memoria

Nell’Auditorium strapieno di via Valvassori Peroni spettacolo teatrale col patrocinio del Municipio 3

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24 gennaio – Un fiore per Fiocchi

Manifestazione proposta e organizzata da GasLoLa (Gruppo di Acquisto Solidale Loreto Lambrate) e ANPI Città Studi, per riparare all’oltraggio alla pietra in onore di Angelo Fiocchi

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19 gennaio – Pietre d’inciampo

In via Stradella in ricordo di Enzo Capitano con Liliana Segre

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In viale Lombardia per la pietra a Angelo FioccchiOLYMPUS DIGITAL CAMERA    la pietra vilmente imbrattata

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ANPI Provinciale Milanese 
Ferma condanna dell’aggressione fascista a danno di due donne, avvenuta a Milano lo scorso 28 aprile.

Siamo venuti a conoscenza di una gravissima aggressione neofascista avvenuta il 28 aprile scorso ai danni di due cittadine che, per tutelare il decoro della loro abitazione, avevano provveduto a staccare un manifesto abusivo incollato sulla facciata del loro edificio.
Tutta la via paladinizona di Città Studi era stata tappezzata, da giorni, di manifesti abusivi con i quali si preannunciava la manifestazione a ricordo di Ramelli e Pedenovi, trasformatasi anche quest’anno in una iniziativa di aperta apologia del fascismo.

Le due signore hanno dovuto ricorrere alle cure mediche per le conseguenze della violenta aggressione e hanno sporto regolare denuncia alla Questura di Milano.
Mentre esprimiamo la nostra profonda solidarietà alle nostre due concittadine vittime della violenza neofascista riteniamo che non sia più possibile che ogni anno, nella giornata del 29 aprile, si svolgano nella nostra città manifestazioni neofasciste che si contrappongono ai principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
Chiediamo alle pubbliche autorità di fare tutto il possibile per individuare i responsabili di questo gravissimo fatto.
Milano, Città medaglia d’Oro della Resistenza, non può più tollerare questo preoccupante clima di intimidazione, di violenza, di offesa alla Memoria di chi ha sacrificato la sua giovane vita per la libertà di tutti noi.

Roberto Cenati – Presidente ANPI Provinciale di Milano

Comunicato delle Sezioni di Città Studi e Ortica 

 

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Le “Pietre d’Inciampo” sono piccoli blocchi di pietra ricoperti di ottone che vengono posti davanti alla residenza di un deportato nei campi di concentramento e di sterminio nazisti  da cui non fecero ritorno.

Obiettivo della “Pietra d’Inciampo” è quello di mantenere viva la memoria delle vittime della ideologia nazifascista nel luogo simbolo della vita quotidiana, l’abitazione, il luogo di lavoro, di chi fu deportato per la sola colpa di essere nato o perché scelse di combattere l’orrore nazifascista.

Sabato 20 gennaio saranno posate 2 pietre d’inciampo nella nostra Zona:
alle 10,45 in viale Lombardia 65 in ricordo di Angelo Fiocchi, lavoratore dell’Alfa Romeo
alle 11,05 in via Stradella 13 in ricordo di Enzo Capitano, studente del Liceo Carducci e a seguire incontro con gli studenti del Carducci in via Beroldo con Liliana Segre.

Angelo Fiocchi

Angelo Fiocchi nasce a Lambrate (MI) il 15 ottobre 1911, da famiglia operaia, primo di quattro fratelli. Sposa Pierina Conti ed hanno una figlia; abitano a Milano in Viale Lombardia, 65, quartiere di edilizia popolare realizzato dalla Soc. Umanitaria nel 1909, seconda iniziativa di questo tipo nella città di Milano.
E’ assunto come fattorino all’Alfa Romeo, dove già lavoravano la moglie ed una cugina.
Partecipa in prima persona, con volantinaggio all’interno dell’Alfa Romeo, all’organizzazione dello sciopero generale del 1° marzo 1944, che per otto giorni blocca le più grandi fabbriche del Nord. Informato che il suo nome era stato segnalato alla polizia politica, aveva programmato di aggregarsi alle formazioni partigiane di montagna, ma la notte prima della partenza viene arrestato e condotto a S. Vittore. Da qui a Fossoli: riesce a buttare dal convoglio un biglietto con la fede nuziale, che viene trovato fortunosamente da un ferroviere e recapitato alla famiglia. Con il convoglio 32, partito l’8 marzo 1944 da Firenze e transitato per Fossoli, arriva a Mauthausen l’11 marzo 1944.
Il 26 marzo 1944 è trasferito ad Ebensee (Cement) dove è adibito allo scavo di gallerie nella montagna per l’installazione di impianti industriali da sottrarre alla minaccia di bombardamenti aerei.
Muore sempre ad Ebensee il 7 aprile 1945, un mese prima della liberazione del campo.

 

Enzo Capitano

Enzo Capitano nasce a Milano il 26 gennaio 1927, primo di quattro fratelli. Nel 1943 è allievo del Liceo Classico Carducci ed aderisce al Fronte della Gioventù di Eugenio Curiel, che subito dopo l’8 settembre, con l’influenza del prof. Quintino Di Vona dello stesso liceo, si oppone al nuovo regime di Salò ed all’occupazione nazista. Il prof. Di Vona sarà fucilato il 7 settembre del 1944 a Inzago dalle brigate nere. Già a gennaio ’44 Enzo Capitano viene prelevato a scuola con altri compagni da fascisti della Brigata Muti e sottoposto ad interrogatorio e violenze fisiche. Viene comunque rilasciato poco dopo. Dopo l’assassinio di Di Vona intensifica l’attività antifascista ed è nuovamente arrestato il 22 dicembre 1944 a seguito della denuncia di un traditore. Condotto a S. Vittore, viene consegnato alle SS tedesche. Il 16 gennaio 1945 viene deportato a Bolzano, dove avrà la matricola 8361-Celle: nel passaggio da Brescia riesce a buttare dal finestrino un biglietto che, miracolosamente ed in forma anonima, arriva alla famiglia. Il biglietto inizia: “L’ anima buona che raccoglie questo biglietto faccia un grande piacere ad un deportato e lo spedisca alla Famiglia Capitano, via Stradella 13, Milano. Caro papà, cara mamma, carissimi fratello e sorelle, purtroppo sono stato assegnato al campo di concentramento….”
Pochi giorni dopo viene caricato su un treno con destinazione Flossenburg: durante il viaggio, prima del passaggio del Brennero, con altri due deportati, riesce a saltare dal treno e tutti trovano rifugio in un casolare vicino: vengono traditi e consegnati ai tedeschi che li riportano a Bolzano.
Il 1° febbraio 1945 è nuovamente deportato, questa volta con destinazione Mauthausen. In marzo è inviato ad un vicino campo di lavoro, per rientrare a Mauthausen ai primi di aprile in condizioni di estremo deperimento. Il giorno della liberazione del campo Enzo Capitano è in infermeria, ma non sono disponibili risorse sufficienti alla sua sopravvivenza: muore il 9 maggio 1945.

 

 

 

12 Dicembre – Piazza Fontana

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La nostra Presidente Carla Nespolo

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9 Dicembre – Manifestazione antifascista a Como

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6 Novembre – I movimenti neofascisti in Italia 

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30 Ottobre – In occasione del  Centenario della Rivoluzione d’Ottobre

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31 Ottobre – Campo della Gloria al Cimitero Maggiore

L’ANPI, in accordo con le Associazioni Combattentistiche, della Resistenza e degli ex Combattenti e l’ANED, promuove il pellegrinaggio per onorare coloro che si sono sacrificati per ridare alla Patria onore e dignità.

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28 Ottobre – NO ai nuovi fascisti alla Casa della Memoria

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Il nostro murale

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La Piazza

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L’intervento di Roberto Cenati

 

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Al mattino…

 

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… e di sera

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