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Posts Tagged ‘140 brigata garibaldi’

Per molti anni ho fatto ricerche sulla 140.a Brigata Garibaldi ricorrendo a libri, documenti, articoli, ricordi personali, senza trovare una traccia concreta.

Ex Casa del Fascio

Ex Casa del Fascio

Eppure vi avevo fatto parte nei giorni dell’Insurrezione. Infatti, la mattina del 25 Aprile, come da accordi,mi presentai all’appuntamento fissato in Piazzale Fusina, angolo viale Argonne. Lì c’era un camion con i partigiani e andammo subito ad occupare la casa del fascio “Tonoli” in via Andrea del Sarto, che poi divenne la Casa del Popolo con sede della Sezione “25 Aprile” del PCI.
Da lì ci trasferimmo al Palazzo di Giustizia, dove era già in funzione il Tribunale del CLN e fummo inquadrati nella formazione partigiana che si era insediata: la 140.a Brigata Garibaldi.
Avevo partecipato attivamente alla Resistenza clandestina militando nel 23° Distaccamento dei Giovani d’Azione di “Giustizia e Libertà” a partire dall’agosto 1944. Vi avevo fatto parte con la mia squadra con decine di azioni militari e propaganda (disarmi, lanci di volantini, comizi volanti, ecc.)
brigatagaribaldiMa il 25 Aprile eravamo entrati nella Polizia Giudiziaria del CLN, costituita appunto dalla 140.a Brigata Garibaldi,
Rimasi in forza al Palazzo di Giustizia (partecipando agli scontri del 27 aprile contro l’attacco di fascisti) fin dopo la sfilata partigiana del 6 maggio in Piazza del Duomo. Poi venimmo trasferiti nella caserma di Corso Magenta (già della Decima Mas) dove rimanemmo fino al 15 Maggio quando consegnammo le armi agli inglesi che ci congedarono con 5 mila lire e un attestato del generale Alexander.
Non avevo più sentito parlare della 140.a. Eppure ho conosciuto bene il suo Commissario politico che era Ivo Moskovich e il suo comandante militare che si chiamava Carlo Barin, sempre accompagnato dalla moglie Gianna.
libroborgomaneriRecentemente, leggendo il libro di Luigi Borgomaneri Lo straniero indesiderato e il ragazzo del Giambellino (Edizione ISEC) ho trovato una nota a piè della pagina 195, che trascrivo qui di seguito: “ Stefano Moskovich ( “Ivo”) nato a Budapest nel 1914, è tra gli organizzatori del gruppo clandestino denominato MC7. Commissario politico della 140.a Brigata Garibaldi Sap, ufficialmente costituita nei giorni della Insurrezione, è nominato Presidente della II Sezione di Giustizia del CLN e poi commissario capo della Polizia investigativa politica presso il Palazzo di Giustizia di Milano”.
Così ho ritrovato la “mia” 140.a Brigata Garibaldi. Grazie allora a Gigi Borgomaneri, alla sua nota e all’ISEC. Adesso mi sento più tranquillo dopo aver avuto conferma dell’esistenza della 140.a, nella quale ho terminato la mia Resistenza, prima clandestina in “Giustizia e Libertà” e poi nei giorni dell’Insurrezione con la 140.a Brigata Garibaldi.

Libero Traversa

Caro Libero,
il tuo pezzo è quasi commovente, vi si sente la gioia di avere ritrovato momenti importanti della propria vita; nomi, volti e accadimenti di giorni pieni di entusiasmo davanti ai quali sembrava spalancarsi l’inveramento di un nuovo mondo a lungo sognato. Sono contento di avervi contribuito, anche se soltanto in piccola parte.
Ho guardato nel mio archivio ma non sono riuscito a ritrovare il documento con la breve cronistoria della cellula MC47, di cui ti ho parlato. Sono però certissimo di averlo a suo tempo fotocopiato dall’originale conservato all’ISEC di Sesto San Giovanni. Appena avrò tempo per andarci, ne rifarò due fotocopie e una sarà naturalmente per te.
Un caro saluto e un sincero augurio di Buone Feste.

gigi

 

 

 

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La partigiana Franca

La partigiana Franca

Mia sorella Franca ci ha lasciato il 12 agosto a Borghetto Santo Spirito, dove risiedeva da anni, all’età di 91 anni.

Franca aveva otto anni più di me e ne aveva 21 quando insieme partecipammo alla grande manifestazione popolare spontanea del 25 luglio 1943. Un corteo grande e disordinato, di gente felice per la caduta di Mussolini e speranzosa per una rapida fine della guerra.
Qualche bandiera tricolore, ancora con la ranocchia sabauda, e tutti in corteo senza una meta ben precisa: da Piazza del Duomo, arrivammo in corso Magenta e in largo Nirone venne buttata giù dalla finestra della Casa del fascio una statua del duce. Poi ancora in giro per le strade, alle finestre cominciavano ad apparire le bandiere, in via Larga il corteo fece una sosta e ci fu chi entrò in un panificio per uscirne con pacchi di pane, bene prezioso ed espropriato.
Franca a quei tempi lavorava come impiegata alla FACE, una grande fabbrica di telefoni alla Bovisa.
Nei giorni seguenti il 25 luglio entrò a far parte del Comitato di epurazione dei fascisti, sorto in fabbrica, il che le comportò la sospensione dal lavoro quando i fascisti tornarono con la repubblichina di Salò dopo l’8 settembre.
Nel frattempo ci furono i grandi bombardamenti dell’agosto che noi trascorremmo a Milano, con la casa sinistrata dalle bombe.

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