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Posts Tagged ‘Adriatisches Kustenland’

Mi chiamo Miranda Rossi e sono nata a Milano il 31 maggio 1928.
Dopo l’8 settembre del 1943 tornammo a Milano da Trieste dove ero sfollata con mia madre.
adriatischeLasciammo Trieste ormai occupata dai tedeschi e che avevano dato vita alla “Adriatisches Kustenland” (Riviera Adriatica), un territorio staccato dall’Italia.
A Milano trovammo la città in preda al panico, dopo i terribili bombardamenti dell’agosto, occupata dai tedeschi e con il ritorno dei fascisti della repubblica di Salò.
Il problema più importante per la famiglia era quello di trovare cibo sufficiente, impresa nella quale dedicai tutto il mio impegno, compreso il recupero di carbone per la stufa, andando di notte allo scalo di Lambrate, dai treni in partenza per la Germania, assieme a tante donne, rischiando molto anche perché c’era il coprifuoco.
Fu in quel periodo che entrai in contatto con la cartolaia di Via Aselli angolo viale Argonne. Si chiamava Mery Markus, era di origine ungherese ed aveva una figlia, Valeria. mia amica.
E fu così che entrai in contatto con la Resistenza. Mery era un punto di riferimento delle Brigate SAP Garibaldi,ma questo lo avrei saputo solo dopo.
Un giorno mi affidò un pacchetto da portare a Monza: conteneva volantini antifascisti. A Monza ci arrivai con il tram interurbano e consegnai il pacchetto ad una persona che mi aspettava.
Cominciai così a portare in giro la stampa clandestina agli indirizzi che mi dava la Mery.
Una volta il tram su cui ero salita vanne fermato da un rastrellamento tedesco. Perquisirono tutti, ma mi andò bene perché non trovarono i volantini che avevo nascosto sotto la gonna.
Fu così che passò il terribile inverno 1944/45.
tonoliMio padre, che era capo del personale alla Tallero, venne chiamato più volte al Gruppo fascista rionale Tonoli perché avrebbe dovuto prendere la tessera al partito fascista repubblichino. Lui non si presentò e tocco a me andare più volte alla sede del Gruppo per giustificarlo raccontando qualche bugia.

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25 Aprile 1945 in piazza Susa – Acquarello di Bruno Mantica

Arrivò il 25 Aprile. Scesi in piazza Fusina dove c’era un concentramento di partigiani. Su uno di quei camion c’era quello che sarebbe diventato mio marito, Libero, ma io non lo sapevo e neanche lo conoscevo. Ma questo lo scopersi dopo.
Mery mi consegnò la fascia di riconoscimento del CLN, che conservo tuttora.
Il 29 aprile andai con mia sorella Edda a Piazzale Loreto dov’era esposto il corpo di Mussolini: c’era tanta gente, anche quella che prima l’aveva applaudito.
Cominciarono le feste nei cortili delle case popolari, anche nella mia, alle quali partecipavo con entusiasmo. franciE nella mia casa venne ricordato il caduto partigiano Luigi Franci, della 3.a GAP, ucciso dai fascisti, che aveva abitato accanto a me , senza sapere chi era. Adesso ogni anno viene portata una corona alla lapide che lo ricorda sulla facciata della casa.
Ormai, dopo aver respirato l’aria della Resistenza, ero diventata anche politicamente matura.
Nel mese di maggio decisi di iscrivermi al PCI, poi iniziai la mia attività politica alla Casa del Popolo di via Andrea del Sarto, già sede del gruppo fascista Tonoli.
Avevo 17 anni, incontrai un ragazzo, ci frequentammo e divenne mio marito nel 1948.

Testimonianza raccolta da Libero Traversa – ottobre 2016

liberomiranda

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