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L’ANPI NON E’ UN PARTITO. SI ADERISCE ALL’ANPI NON PER UNA SCELTA DI SCHIERAMENTO PARTITICO, BENSI’ PER LA SUA STORIA, PER LA MEMORIA, PER I VALORI  E I PRINCIPI DELL’ANTIFASCISMO E DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA.

VI INVITIAMO AD ADERIRE ALL’ANPI PER  PARTECIPARE E SOSTENERE L’ASSOCIAZIONE NEI SUOI IMPEGNI IDEALI E CULTURALI.

vi aspettiamo lunedì 30 Novembre dalle 17,30 presso la COOPERATIVA LA LIBERAZIONE

UN BICCHIERE DI VINO, PANE E SALAME, STUZZICHINI E …
LA TESSERA ANPI 2016

librogapalle 21,00 presentazione del libro di LUIGI BORGOMANERI
“Li chiamavano terroristi – Storia dei Gap milanesi (1943-1945)”

Il libro di Borgomaneri analizza i fatti di quegli anni senza retorica e basandosi esclusivamente su una puntuale documentazione, restituendoci una immagine realistica di quei partigiani che a costo della vita e di atroci torture (che venivano puntualmente messe in atto da nazifascisti) sfidarono il torpore di tanti e le forze soverchianti degli occupanti tedeschi e dei loro servi repubblichini.

tessera2016

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libroborgomaneriRinnovo la tesi che un libro non vada mai spiegato, ma prima d’ogni cosa letto e poi certamente discusso. E’ questo un lavoro che certamente farà discutere e proprio per questa ragione va consigliato al popolo dell’Anpi e non solo.

Fedele a questa impostazione riportiamo solo il testo della quarta di copertina per dire grazie e ancora grazie a Gigi Borgomaneri, storico di assoluto primordine della Resistenza per questo suo nuovo contributo di verità, che ci invita a liberarci dal culto di certi stereotipi, che non fanno certamente bene alla gloriosa stagione resistenziale.

“Attraverso una documentazione assolutamente inedita e la testimonianza di Lamberto Caenazzo, all’epoca giovanissimo partigiano del popolare quartiere milanese del Giambellino, Luigi Borgomaneri ricostruisce la figura e le imprese – a tutt’oggi dimenticate e incredibili se non fossero documentate – di Carlo Travaglini, un maturo intellettuale di origine tedesca che, espulso dalla Germania negli anni Trenta dopo essere stato rinchiuso in un lager, nella Milano occupata dai nazisti si beffa per mesi della Wehrmacht e Gestapo, alternando a spericolate azioni il salvataggio dalla deportazione di centinaia tra operai, ebrei e ex prigionieri di guerra alleati, finché, scoperto, continua la sua lotta contro il nazifascismo in una formazione partigiana Lecchese.

Una biografia, quella di Travaglini, che nella sua unicità e nel suo divenire partigiano offre a Borgomaneri materia per ritornare sul tema della “scelta” al di fuori di schemi e rimandi ideologici o di partito, ragionando al contempo sulla necessità inderogabile di sottrarre la storia della resistenza a censure, a enfatizzazioni e soprattutto all’ “oleografia a tutto tondo della madre di tutti i revisionismi, quella delle ricostruzioni a posteriori di partito e ufficiali.”

aq

 

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