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Massacro di Etiopi
Mussolini e Graziani

Gli idioti posero. Chi fosse il cosiddetto “Maresciallo Graziani” sta scritto da tutte le parti: un guerrafondaio, non un guerriero, un forte coi deboli e coi forti un debole, anzi un idiota. Intendiamoci, qui non si vuol offendere nessuno, è la storia a parlare dei fatti, e l’etimologia degli aggettivi.
All’origine della nostra civiltà c’è la polis dei greci: chi la serve è un cittadino, chi se ne serve un idiota. Privato deriva dal latino, e connota privazione.

Centoventicinquemila euro è costato ai cittadini l’ennesimo gesto di una combriccola privata, idioti che fanno i propri comodi vociando che lo Stato è al servizio dei cittadini. Sono poi gli stessi che sotto-sotto alimentano l’idea che quelli che pagano sono idioti, rovesciando la verità pur di imbrogliare la gente onesta.
Tutti questi personaggi. Un privato che fa il sindaco ed interpreta il ruolo erigendo pubblici sepolcri a fascisti senza gloria. Un altro privato che fa il prete e benedice i monumenti, come avrà fatto un suo degno compare quando benediceva l’iprite. Un qualche consigliere regionale che media ed intermedia pranzando e cenando, un appetito insaziabile e un’inveterata abitudine da parassita. Una sindacalista della Cisnal che fa la presidentessa di una regione, una che o non sapeva o non poteva, cioè un’incapace, nella più benevola delle ipotesi, messa a fare un mestiere di cui non conosce nemmeno il senso.

Noi coltiviamo la civiltà. Noi rendiamo onore alla memoria. Ci tocca di veder trionfare tutti i giorni l’inciviltà, e di veder celebrare l’idiozia al posto dell’onore.

Migliaia di questi personaggi. Gente di tutte le risme. Faccendieri, avvocati, cantanti, ex fascisti o ex socialisti o ex qualcos’altro, mezzibusti, fascisti militanti, preti di un dio minore, giornalisti col pelo, sedicenti imprenditori, commercialisti di fondovalle, mediatori a tempo pieno, affaristi, palazzinari in debito d’aree, scolari asini e radicati nel territorio, praticanti di courettage, bancari aspiranti banchieri e banchieri non bancari, tutti in cerca d’autore, e tutti accomunati da un incrollabile e unica fede: molta libertà (privata) e poca giustizia, basta che se magna. In un ventennio si sono infilati dappertutto, gli è bastato trovare l’autore.
Questo non è un monumento alla memoria, non può, perché nulla di memorabile indica all’uomo civile. Qui si celebra piuttosto il funerale dell’intelligenza.
Per non ricascare nelle mani dei comunisti, dai quali peraltro non sono mai stati neanche lontanamente sfiorati, gli italiani non si sono mai fatti mancare niente. Dopo l’asino di Predappio hanno dovuto provare anche l’idiota di Arcore. Ma gli esperimenti hanno un costo, e siamo ancora di fronte alle macerie. L’altra volta c’è voluta la guerra mondiale, che per noi è diventata di Liberazione. Stavolta c’è voluta la guerra della finanza globalizzata, ma come ci libereremo dall’idiozia?

gzm

Giovanni Sartori

Polites: “… per i Greci l’uomo era, senza residuo, il polites, il cittadino, e la città precedeva il cittadino: era il polites a dover servire la polis, non la polis il polites.”
Idiota: “L’uomo non-politico era per i Greci un idion, un essere incompleto e carente (il nostro ‘idiota’) la cui insufficienza stava, potremmo dire, nella sua debolezza di polis.”

Giovanni Sartori: Enciclopedia delle Scienze Sociali – Treccani 1992
http://www.treccani.it/enciclopedia/democrazia_(Enciclopedia_delle_Scienze_Sociali)/

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