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Quello del 1944/1945 fu un inverno rigidissimo, a Milano la temperatura raggiunse i meno 10 gradi. In dicembre ci fu una forte nevicata, che mise in grave difficoltà le comunicazioni in città. Poco da mangiare, niente riscaldamento. Gas, luce e acqua a singhiozzo. Bombardamenti, mitragliamenti da parte degli aerei degli “alleati” anglo-americani. Nelle fabbriche si scioperava per ottenere qualche miglioramento delle razioni alimentari. Le azioni partigiane si intensificavano. I tedeschi continuavano la dura occupazione militare. I fascisti erano sempre più preoccupati e per questo incattiviti. viabotticelliIl 6 gennaio venivano fucilati quattro giovani in via Botticelli, a Città Studi: tre avevano 16 anni, uno 18. Erano stati arrestati per aver effettuato un lancio di volantini al Cinema Pace in corso Buenos Aires. Il 14 gennaio vengono fucilati al Campo Giuriati nove giovani appartenenti al Fronte della Gioventù. Il 2 febbraio è la volta della fucilazione al Giuriati di cinque membri della 3.a GAP (Gruppi di azione patriottica). Il 18 marzo sempre al Giuriati viene fucilato il partigiano Luigi Arcalini di Voghera. Salgono così a quindici i Caduti del Campo Giuriati. 9rag-bozzetto_optIl Giuriati era considerato l’arena sportiva della zona, con il campo di calcio e la pista di atletica leggera. Attorno al Giuriati, prima che sorgessero nuove strutture universitarie, esistevano parecchi campi di calcio dove si sfidavano decine di squadrette di “pulcini” e “ragazzi”, Il campo è diventato così oggi una testimonianza della vita di tanti giovani, ma anche il luogo di un grande contributo di sangue alla Resistenza, E’ il contributo che porta alla Insurrezione del 25 Aprile.

La “mia Resistenza” Sono entrato nella Resistenza clandestina nell’agosto del ’44, subito dopo l’eccidio di Piazzale Loreto. Avevo incontro un militante del Partito d’Azione ed ero entrato a far parte del 23° Distaccamento della Brigata “Rosselli” di Giustizia e Libertà. liberolibroSubito dopo costituimmo una squadra all’Istituto Cattaneo di piazza della Vetra : eravamo cinque ragazzi tra i 15 e 16 anni; nominammo caposquadra Luigi con il nome di battaglia “Ulisse” e io divenni “Aiace”. Cominciammo la nostra attività con il lancio di volantini antifascisti davanti alla scuole, alle fabbriche, alle Università, sui sagrati delle chiese, nei mercati ambulanti (ricordo bene i lanci in bicicletta in Viale Molise, via Fiamma e altri). E poi nei cinema:all’Odeon, al Plinius, al Susa, all’X Cine di Via Menotti (con inseguimento e sparatoria dei fascisti). Poi in novembre Luigi venne arrestato dalla “Muti” assieme agli altri capi-squadra del Distaccamento, in una casa di Piazza Martini. Luigi evitò la deportazione in Germania e venne obbligato al lavoro dei battaglioni R.R. (Ricostruzione), costretto alla rimozioni delle macerie dei bombardamenti. Toccò a me a ricostruire la squadra e a riprendere l’attività, che comprendeva anche la partecipazione al disarmo di tedeschi e repubblichini durante il coprifuoco, con il ruolo di “pali” al lavoro di partigiani ben preparati.

L’Insurrezione Nella giornata del 25 Aprile Milano insorse. Furono occupate Prefettura, Questura e le caserme abbandonate da tedeschi e fascisti in fuga. La città era nelle mani della Resistenza: prima di tutto degli operai, degli studenti, delle donne dei quartieri popolari con l’adesione dei militari della Guardia di Finanza. Nelle mattina partecipai alla occupazione della Casa del Fascio del “Gruppo Tonoli” , in via Andrea del Sarto (laterale di Viale Romagna), poi presi parte alla occupazione del Palazzo di Giustizia, dove si insediò il Tribunale del CLN. Il 27 aprile respingemmo un attacco dei fascisti che volevano liberare i loro camerati, rinchiusi nelle prigioni del Palazzo. Ci fu uno scontro a fuoco in Corso di Porta Vittoria, arrivarono i rinforzi e i fascisti scapparono.

Milano, 6 maggio 1945. I partigiani sfilano in Piazza del Duomo, Libero è tra loro.

Milano, 6 maggio 1945. I partigiani sfilano in Piazza del Duomo, Libero è tra loro.

Il 6 maggio partecipai in divisa alla grande sfilata delle formazioni partigiane in Piazza del Duomo. Rimasi in servizio nella caserma di Corso Magenta (dove eravamo stati trasferiti) fino al 15 maggio, quando consegnammo le armi ad un ufficiale inglese. La “mia” resistenza era finita e Milano era libera.

Libero Traversa 

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