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Posts Tagged ‘onorina brambilla’

Ancora una partigiana ci ha lasciato e ancora tanta gente riunita per l’ultimo saluto.

Mercoledì 9 settembre la cerimonia laica per onorare e ricordare quanto Nori Brambilla Pesce ha fatto per affermare gli ideali di libertà,  uguaglianza e solidarietà durante la Resistenza  e, finita la guerra,  nel sindacato e nell’impegno politico, PCI prima e Rifondazione poi.

La ricordiamo qui con le parole dei  familiari :
Domenica 6 novembre, in una grigia giornata piovosa, la partigiana Nori Brambilla Pesce, nome di battaglia Sandra, è mancata ai suoi cari.
La sua è stata una vita all’insegna della ricerca e affermazione dei valori di libertà e democrazia.
Con lei, se ne va un altro pezzo di storia della Resistenza italiana, in special modo legata a Milano, città Medaglia d’oro della Resistenza.
Compagna di una vita del Comandante partigiano Giovanni Pesce Visone, scomparso nel luglio 2007, ha vissuto i momenti più alti e orribili dell’oppressione fascista a Milano.(altro…)

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Ho provato profonda amarezza ma di più disgusto direi nel leggere stamane quanto ha scritto il noto giornalista intellettuale Marco Travaglio sul blog che tiene sul sito de Il fatto quotidiano. Lo riporto qui di seguito:

“La prima Liberazione, nel ’ 45, avvenne grazie alle truppe anglo-americane con qualche migliaio di partigiani. La seconda avviene grazie alle truppe franco-tedesche con qualche Carlucci e Pomicino di complemento.”

Mai avrei pensato di sentire paragonati i partigiani che hanno combattuto e perso la vita per la democrazia e per la nostra (e di tutti compresa quella di Marco Travaglio) libertà ai personaggi  da lui citati.

Dedico a Marco Travaglio l’immagine del gonfalone dell’Anpi Provinciale di Milano che ricorda i 2855 Martiri della sola area milanese, l’immagine del gonfalone della Fiap con le Medaglie d’Oro conquistate durante la guerra contro l’oppressore nazista e i fascisti suoi alleati e  per ultimo i volti belli di Stellina Vecchio e Norina Brambilla che alla Liberazione parteciparono e che scommetto che il bravo giornalista non sa neppure chi fossero.

rg

Norina Brambilla, nome di battaglia Sandra

Stellina Vecchio, nome di battaglia Lalla

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“Chi furono i gappisti ? Potremmo dire che furono commandos. Ma questo termine non è esatto. Essi furono qualcosa di più e di diverso di semplici commandos. Furono gruppi di patrioti che non diedero mai tregua al nemico: lo colpirono sempre , in ogni circostanza , di giorno e di notte, nelle strade delle città e nel cuore dei suoi fortilizi… furono  coloro che dopo l’8 settembre ruppero con l’attendismo e scesero nelle strade a dare battaglia; iniziarono una dura lotta, spietata, senza tregua …” Questa è la descrizione che l’autore del libro “Senza tregua” fa della figura del gappista.
Giovanni Pesce , ci dà in questo libro, pubblicato nel 1967, l’incredibile resoconto delle sue azioni restituendoci i dettagli più drammatici della guerriglia urbana, il fitto calendario delle azioni isolate, la tensione degli agguati, la lotta contro il nemico armato e al contempo quella contro spie e delatori. Riesce  anche ad illustrare molto bene  le dimensioni psicologiche della sua grande avventura: soprattutto l’isolamento e la paura.
Dice Giovanni :“Il gappista è un combattente anonimo, vive tappato in casa; trascorre solo lunghe ore, giorni, settimane. Sente aleggiare intorno la paura e ne scopre i mille volti; è sempre all’erta, sempre teso.E’ una battaglia di nervi che si deve vincere prima di tutto in se stessi”.  Sono pagine scarne, senza retorica, senza il minimo compiacimento, nelle quali l’inevitabile crudezza degli atti di guerra è addolcita dai ricordi e dai sogni di un uomo da sempre impegnato nella lotta per la libertà. (altro…)

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Sono passati sessantasei anni prima che la protagonista Onorina Brambilla, nome di battaglia “Sandra”, nonchè moglie del leggendario Giovanni Pesce “Visone”, si decidesse a scrivere le proprie memorie e a pubblicarle nel 2010 con l’aiuto del giornalista Roberto Farina.

“Il pane bianco” è un libro autobiografico, un diario, minuzioso nelle ricostruzioni, scritto con un linguaggio semplice ma efficace, una piccola grande storia che racconta i mesi della guerra a Milano, i tradimenti , il desiderio quasi bisogno di combattere nella Resistenza, la paura, la fame e anche l’amore per Giovanni, il suo capitano, che Nori sposerà subito dopo la Liberazione. Sandra  vorrebbe andare a combattere in montagna, magari nella brigata Garibaldi in Valsesia, ma accetta di combattere in città perchè le interessa dare il suo contributo e non stare solo a guardare. Aderisce ai “Gruppi di difesa della donna” e successivamente entra nei Gap (Gruppi di azione patriottica), soldati senza divisa, votati alle imprese più disperate, che devono combattere in mezzo all’avversario e colpirlo nel momento meno atteso. Si succedono azioni di guerriglia, trasporto di pistole ed esplosivi: incontri quotidiani con la morte. (altro…)

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