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Posts Tagged ‘operai del nord’

Venerdì 18 ottobre 2013 –  alle ore 21

presso il Circolino dell’Ortica di via San Faustino 5
 
“Quando sento il primo fischio”
 
Storie, Musiche e Parole
con Raffaella D’Angelo, Enrico Peruzzo, Danilo Scirea
 
brani scelti da “Operai del Nord” di Edio Vallini 
musiche popolari dell’Italia e del mondo
Introduce Antonio Quatela
 
striscione
 

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famigliaCi sono persone speciali, uniche che hanno difeso le loro convinzioni politiche e sociali con ostinazione, senza compromessi di cui voglio parlare. Si tratta di Agenore e Gianna Vallini. Due compagni che hanno lasciato il segno nella storia di Milano e nel nostro quartiere. Per quelle convinzioni Agenore si è preso nel 1938 dal Tribunale Speciale del fascismo 12 anni e mezzo di carcere.
I primi otto mesi li ha passati in una lurida cella di San Vittore in assoluto isolamento per poi essere trasferito nel penitenziario di Civitavecchia e in seguito in quello di San Geminiano. Ritornato libero nell’agosto del ’43 entrerà in clandestinità e in seguito nella Resistenza.
Sua moglie Gianna non era da meno per combattività e parteciperà attivamente alla lotta di liberazione e si farà un mese di carcere perché in odore di antifascismo.
Se volete conoscerli meglio vi consiglio i racconti che il figlio Edio ha scritto per noi sul blog dell’Anpi 25 Aprile, racconti poi ripresi in Pippo vola sulla città. Ricordo che Gianna è stata per molti anni la Presidente e animatrice indiscussa della nostra sezione Anpi.
ediovalliniMa questa sera il centro della nostra attenzione va a Edio Vallini figlio, dicevo, di Agenore e Gianna.
Edio respira sin dalla nascita aria di antifascismo, aria di libertà. E di quell’aria pulita si è alimentato per tutto il corso della sua vita assumendo in toto gli insegnamenti di suo padre e di sua madre. Un figlio doc della sinistra di classe nei due sensi, se intendete, cioè organico alla classe operaia e persona di cultura di gran classe. Infatti lo troviamo impegnato giovanissimo nelle esperienze di lavoro in fabbrica e in seguito in quello di lavoro intellettuale.
Oggi presentiamo la ristampa di Operai del Nord, uscito per i tipi di Laterza nel lontano 1957 di cui ci parlerà Cristina Palmieri, giovane studiosa e autrice di La libertà sulle rotaie, un preziosissimo saggio sulla lotta di liberazione a Milano dei tranvieri e dei ferroviere (potete trovare la recensione di questo testo interessante sempre sul nostro blog e pensiamo di presentarlo in autunno ad Anpi-Libri).
Operai del Nord è un libro indagine che va dritto alla realtà senza fronzoli, senza un filo di retorica su quello che un tempo era chiamata, quasi sacralmente, la classe operaia, protagonista nel secolo scorso di lotte epiche e oggi marginalizzata nella nostra società.
E’ questo, in tutta sincerità, un libro bellissimo, un puntuale affresco su un pezzo di storia del Novecento d’Italia, disegnato attraverso gli occhi e la voce dei cosiddetti “ultimi”. Si tratta di 23 testimonianze raccolte da un intellettuale che si è battuto contro i trasformismi, gli opportunismi, i deteriori compromessi politici politicamente tossici, che amareggiano la dignità di chi come Edio ha partecipato alle vicende italiane come cittadino e compagno per la diffusione dei valori alti nati dalla lotta resistenziale.
Insomma un uomo che ha sposato l’etica politica contro le convenienze personali e i camaleontismi. Una bella persona e uno splendido ottuagenario il cui nome è appunto Edio Vallini protagonista della nostra serata.
Operai del Nord copertina_optE da ultimo cosa dire di quella foto in copertina. Guardatela bene. Guardate quanta dolcezza, quanto candore è possibile leggere in quelle due figure in cammino, a braccetto, mentre si avviano verso casa dopo una giornata di lavoro. E’ una immagine che ci riporta alla formidabile stagione cinematografica del neorealismo.
E’ una immagine che ci racconta la regalità delle persone semplici. E’ una immagine tenerissima che ci invita e mi invita alla nostalgia. Credo.
Grazie.

a.q.

edioantoniolettura

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rsz_operaidelnordViene ripubblicato oggi questo libro che il compagno Vallini pubblicò per Laterza nel lontano 1957.

Le ragioni dell’interesse oggi di questa raccolta di storie di operai e operaie che lavoravano, lottavano e maturavano nelle fabbriche milanesi può essere riassunta nell’incipit e nella conclusione della prefazione di Maria Grazia Meriggi:
“Il lettore contemporaneo può rileggere finalmente questa ricerca, appassionante come una narrazione di vite e di storie, Operai del Nord di Edio Vallini. Al momento della sua prima edizione nel 1957 essa inaugurò una serie di ricerche prodotte autonomamente da intellettuali e militanti collocati molto diversamente nell’ambito della sinistra che faceva riferimento ai mondi del lavoro.
……… Il mondo di questi Operai del Nord ha fatto un lungo cammino non univoco. Ripercorrerlo può contribuire a farci riflettere a come riaprire, ancora una volta, la “catena dei perché”.”

E ancora dall’INTERVISTA A EDIO VALLINI di Nunzia Augeri che correda questa edizione:
Come nasce “Operai del Nord”?
Operai del Nord – non sembri un paradosso – nasce in meridione. L’Editore Vito Laterza aveva pubblicato Contadini del Sud di Rocco Scotellaro. Un nome quasi del tutto dimenticato, ma che rappresentò allora – insieme con Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi – la scoperta di un meridione del tutto inedito. Perfino per il celebre film “Rocco e i suoi fratelli” il regista Luchino Visconti scelse quel nome in onore di Rocco Scotellaro, che era morto troppo giovane, a soli trent’anni. Da Contadini del Sud derivò come analogia l’idea di una ricerca sugli “operai del nord”. Ma la decisione di proporre a Laterza la pubblicazione del libro ebbe ragioni molto più profonde che non la similitudine del titolo. Vivendo in fabbrica – infatti dall’età di quindici anni lavoravo come operaio al Tecnomasio Brown Boveri – constatavo quotidianamente una “crisi di fiducia”, crisi che il mio partito – il PCI – e i sindacalisti esterni alla fabbrica non avvertivano pienamente, anzi a volte respingevano come “deviazione ideologica”. Il partito aveva forse per la sua stessa funzione un concetto macroscopico della classe operaia come “massa”, mentre io avrei voluto una maggiore attenzione all’operaio come persona. Per questa mia accentuata attenzione nelle analisi politiche ai valori umani , Vito Laterza in una sua lettera mi definì “non un politico ma un innamorato della politica”.

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