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44° anniversario della strage di piazza Fontana

12 Dicembre 1969 – 12 Dicembre 2013.

Alla manifestazione dopo il saluto del Presidente della Camera Laura Boldrini, letto da Roberto Cenati, sono intervenuti Carlo Arnoldi (Presidente Associazione Vittime di Piazza Fontana), Graziano Gorla (Segretario generale della Camera del Lavoro di Milano), Iacopo Lanza (Coordinatore della Rete della Conoscenza di Milano) e Carlo Smuraglia (Presidente dell’ANPI Nazionale). Presenti i gonfaloni dei Comuni, le bandiere delle Sezioni dell’ANPI e dei partiti sono state depositate le corone accanto alla lapide che ricorda le vittime.

striscioneAnche quest’anno ci siamo ritrovati numerosi in Piazza Fontana, la piazza in cui si compì una strage con 17 morti e 88 feriti in quel lontano 12 Dicembre 1969, senza dimenticare l’ulteriore vittima di quei giorni tragici, l’anarchico Giuseppe Pinelli. Lontano nel tempo, ma non nella coscienza dei democratici milanesi, che seppero reagire in difesa della democraziacorteo già pochi giorni dopo la strage con una presenza imponente e silenziosa in occasione dei funerali . Non così le quella parte delle istituzioni “deviate” di quella stagione che in larga misura coprirono i mandanti della carneficina, che tutt’ora resta impunita mentre si dava inizio a quella strategia della tensione che condizionò per decenni la vita del nostro Paese.
smuragliaOggi in piazza l’ANPI tutta si schiera a fianco di quelle vittime e dei loro famigliari per la difesa della Costituzione nata dalla lotta di Resistenza, e dell’ordinamento repubblicano contro quanti in questi giorni, in buona fede e no, facendo leva sulla crisi, inalberano forconi e meditano una nuova marcia su Roma farneticando discorsi antisemiti con l’aggiunta di qualche saluto romano.

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Ernesto Treccani  - Un popolo di volti

Ernesto Treccani – Un popolo di volti

Alle due della notte precedente i funerali delle vittime di Piazza Fontana, squilla il mio telefono: mi alzo assonnato del primo sonno dopo una giornata terribile. Ero rientrato a casa da poco, dopo le riunioni in Federazione e in Sezione, la stampa e la diffusione di volantini improvvisati.
Al telefono è Elio Quercioli. Mi dice che la mattina, prima dei funerali, la Tv farà un servizio in diretta sulla strage e il regista Peppino Fiori vuole intervistare alcuni cittadini. La trasmissione sarà un momento decisivo di orientamento dell’opinione pubblica che da più parti viene spinta ad incolpare la sinistra.
Occorre trovare nella notte dei compagni, appartenenti soprattutto a categorie del ceto medio, disposti a farsi intervistare dando delle risposte valide. E quella notte svegliai a mia volta parecchie persone per convincerle a presentarsi all’appuntamento con la televisione alle otto del mattino all’Hotel Rosa, all’appuntamento riuscii a mandarci un’impiegata,un esercente, un artigiano e un piccolo industriale. Fiori li intervistò assieme ad altri: le loro parole furono chiaramente orientate a individuare le responsabilità della strage nell’ambiente fascista.
Il servizio divenne così un formidabile mezzo di orientamento dell’opinione pubblica in senso antifascista.
Quel servizio televisivo con le testimonianze dei cittadini è diventato un documentario che ogni tanto viene ripresentato alla Tv e proiettato nelle scuole per ricordare Piazza Fontana.

Dal libro “Comunisti a Milano” di Libero Traversa –Teti Editore, 2002

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