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Posts Tagged ‘roberto denti’

…….. under 18 ma anche per tutti

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E’ questo, pubblicato nel 2001, uno fra i tanti racconti e romanzi che Roberto Denti , fondatore della “Libreria dei ragazzi” di Milano, ha scritto per i più giovani.

E’ la storia di quattro ragazzi di tredici anni, Mario, Giuseppe, Luciano e il protagonista (nel racconto è il narratore senza nome) che con l’amica Anna vivono in un quartiere all’estrema periferia di Milano, in via Cicco Simonetta negli ultimi momenti della guerra, nel 1945, mentre Milano è occupata dai tedeschi e dai fascisti di Salò. Stanno sempre insieme i quattro e insieme esplorano la città e conoscono le regole della vita durante la guerra, cercando di sopravvivere a tutte le avversità: il coprifuoco, i bombardamenti e la borsa nera. Tedeschi e fascisti impongono le regole con la violenza e uccidono come nell’estate dell’anno prima quando a piazzale Loreto hanno fucilato quindici prigionieri politici. Paura e ansia nei genitori, ma i ragazzi devono fare qualcosa e, per ovviare alla scarsità di cibo, rubano persino dei polli in una villetta vicino a Porta Genova. Cercano di passare il tempo osservando e ascoltando ciò che gli adulti a loro vicini fanno e dicono. E finiscono per scoprire segreti che li coinvolgeranno e li renderanno responsabili.
Scoprono che lo zio Ezio, il falegname Torti e il fruttivendolo Franchi tramano qualcosa: nascondono un prigioniero inglese ammalato. Andrea, un giovane partigiano della Val d’Ossola, ha bisogno del loro aiuto per incontrare persone del Movimento di Liberazione. (altro…)

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Ultimo romanzo, pubblicato nel novembre del 2010,  in cui il fondatore della “Libreria dei ragazzi” di Milano racconta la sua esperienza di  partigiano con una scrittura piana seppur ricca di passione e sentimento. Orfano di padre, Roberto è costretto a studiare di giorno e a lavorare di notte al giornale fascista di Cremona fino al 25 luglio, cioè fino alla caduta di Mussolini e alla conseguente chiusura del giornale.

Dopo l’ 8 settembre 1943, diciannovenne, decide della sua vita rifiutando la dottrina fascista e  l’intera impostazione sociale e culturale che il fascismo faceva pesare sulla vita di tutti. C’è un viaggio a Canzo in provincia di Como per avere notizie del fratello maggiore che fa parte degli “sbandati” dell’esercito dopo l’armistizio. A Cicognara, paesino nei pressi di Casalmaggiore dove la madre è direttrice didattica, entra in contatto con una finta compagnia teatrale che si riunisce nei locali della parrocchia non per provare una commedia di Goldoni, come si diceva in giro, ma per organizzare atti di sabotaggio alle barche dei pontoni sul fiume Po. (altro…)

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