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Tergio Tebaldi

E’ MORTO TERGIO TEBALDI, PRESIDENTE ONORARIO DELLA SEZIONE ANPI “25 APRILE”

Tergio Tebaldi

Ci ha lasciato il compagno Tergio Tebaldi, già internato militare in un campo di concentramento nazista durante la seconda guerra mondiale.

Attivo militante antifascista da sempre, era attualmente presidente onorario della Sezione ANPI “25 Aprile” di Milano Città Studi.

Ai familiari, tra i quali la sorella Lidia, vice-presidente della Sezione, vanno le sentite condoglianze di tutti i compagni.

 

 

 

 

                   Il ricordo di Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale di Milano

Cari compagni,
la notizia della scomparsa di Tergio mi rattrista e addolora profondamente. Con Tergio scompare un importante testimone della deportazione dei militari italiani, ad opera dei nazifascisti. Tergio trascorse un lungo periodo nel lager nazista di Lintz, in Austria e, quando si recava nelle scuole, raccontava ai ragazzi questa sua terribile esperienza, con parole semplici ma efficaci. Di Tergio ho sempre apprezzato le sue straordinarie doti di umanità e semplicità.
Alla cara Lidia e a tutti voi della Sezione 25 Aprile, un affettuoso abbraccio da parte mia e di tutta l’ANPI di Milano.

Ringraziamenti

La compagna Lidia ringrazia tutti i compagni e gli amici per l’affetto e la vicinanza dimostratale in questi giorni tristi.

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Tergio Tebaldi ha oggi 86 anni ed è iscritto alla nostra Sezione Anpi. Fratello di Lidia Tebaldi, colonna dell’Anpi 25 Aprile e voce narrante di questa storia “minima”.

Tergio Tebaldi, mio fratello classe 1924 aveva fatto solo le scuole elementari a Parabiago e portava ancora i pantaloni corti quando incominciò a lavorare come garzone calzolaio. Sì, perché Parabiago allora era il paese e il regno delle scarpe. Tergio era un ragazzo tranquillo, pacifico, buono come il pane. E ancor oggi chi lo conosce sa quanto sia genuina e autentica questa sua bontà.
Nel 1939 quando mia madre Teresa comprò il negozio di sartoria a Milano, in piazza Ferravilla al numero 3, abbiamo lasciato Parabiago e ci siamo trasferiti tutti lì. La piazza era bella per i suoi grandi alberi e nei suoi  giardinetti noi bambini passavamo molte ore nei giochi.
Nel nostro stabile milanese c’era la ditta Robbiani che produceva manufatti in argento e Tergio a 15 anni, dopo aver fatto l’apprendista calzolaio, ha imparato il lavoro di argentiere divenendo in pochi anni un vero artista dei vassoi battuti a mano. Ma quel battere continuo con il martelletto gli costerà nel tempo una forte sordità.
Quando nell’estate del ’40 arrivò la guerra voluta da quel balengo del Duce, le cose in casa mia, dove eravamo tutti antifascisti, si fecero più difficili e peggiorarono in ogni senso.

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