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Archive for agosto 2014

Il 10 Agosto 1944 un plotone della legione Muti, per ordine della sicurezza nazista, fucilò 15 Partigiani in Piazzale Loreto.

Le loro colpe: non essere fascista e difendere gli impianti industriali che i nazisti e i loro servi repubblichini volevano trasferire in Germania.

Le Associazioni della Resistenza, i famigliari dei Caduti, le Istituzioni, le forze democratiche e antifasciste milanesi rendono omaggio alla memoria dei Combattenti per la Libertà e ribadiscono la permanente mobilitazione a tutela dei capisaldi sanciti nella Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza.

Qui il discorso di Roberto Cenati, Presidente dell’ANPI di Milano e Provincia

Il video della cerimonia ufficiale del mattino e della manifestazione popolare della sera:

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Sant’Anna di Stazzema è un piccolo paese arroccato sui monti che fanno da sfondo alla Versilia, per arrivare una strada tortuosa in mezzo ai boschi e lì la strada finisce, un’oasi di pace lontana da tutto.  70 anni fa su quella strada si mossero con intento omicida, senza neppure la canagliesca motivazione di una rappresaglia contro le azioni dei partigiani, le SS della sedicesima divisione Reichsfürer H. Himmler, immancabilmente guidate da fascisti traditori.

Come si legge sul sito http://www.santannadistazzema.org/ quella mattina di agosto 560 ne logo_comsauccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera. La strage di Sant’Anna di Stazzema desta ancora oggi un senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, poiché rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, il cancro che aveva colpito l’Europa e che devastò i valori della democrazia e della tolleranza. Rappresentò un odioso oltraggio compiuto ai danni della dignità umana. Quel giorno l’uomo decise di negare se stesso, di rinunciare alla difesa ed al rispetto della persona e dei diritti in essa radicati.”

genny_optSimbolo della disperazione ma anche della volontà di lotta contro la barbarie di quel giorno terribile è sicuramente Genny Marsili raffigurata  nel disegno di Carlo Levi nell’atto di lanciare uno zoccolo contro un soldato tedesco che stava entrando nella stalla, in cui erano state rinchiuse una quarantina di persone, per impedire che potesse scorgere il figlioletto nascosto in un anfratto dietro la porta. Il soldato finì con una scarica Genny ma non scorse il bimbo, la stalla venne data alle fiamme e Mario, il figlioletto,  pur avvolto dalle fiamme che piagarono il suo corpo riuscì a salvarsi. Il lancio dello zoccolo contro gli aguzzini è diventato simbolo del coraggio contro la  crudeltà nazifascista

Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel 2003 in occasione del 58° anniversario della Liberazione ha conferito a Genny Bibolotti Marsili la Medaglia d’Oro al Valor Civile con questa motivazione:

Con istintivo ed amoroso slancio, anche se gravemente ferita, per salvare la vita al figlioletto che aveva nascosto, non esitava a richiamare su di sé l’attenzione di un soldato tedesco, scagliando sul medesimo il proprio zoccolo, ottenendo in risposta una raffica di mitraglia che ne stroncava la giovane esistenza.

Nobile esempio di amore materno spinto fino all’estremo sacrificio.

Sant’Anna di Stazzema (LU), 12 agosto 1944

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ultimaunità2Ieri è stato forse l’ultimo giorno di uscita nelle edicole del quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924″, riportiamo qui il pensiero di Gramsci significativamente ricordato nell’ultima striscia rossa del giornale e la nota dell’ANPI Nazionale.

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. perciò odio gli indifferenti. Alcuni piagnucolano pietosamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Vivo, sono partigiano. Perciò  odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”   Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917

“L’ANPI considera non solo dolorosa ma anche grave la chiusura de l’Unità per il danno che arrecherà all’informazione democratica e antifascista. Un fatto che evidentemente non è stato tenuto nel dovuto conto da chi aveva la responsabilità di mettere in campo tutti gli strumenti utili per il superamento della crisi.Nell’auspicare e raccomandare quindi il massimo sforzo per un rapido riavvio della pubblicazione, giunga la solidarietà della nostra Associazione ai giornalisti e all’intero organico operativo che in questi ultimi mesi hanno dato prova di grande passione e profondo senso di responsabilità garantendo l’uscita del quotidiano pur senza percepire stipendio” La Segreteria Nazionale dell’ANPI

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