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Archive for Mag 2019

Bella Ciao, Libero

bandiera

Care Compagne e Cari Compagni,
la morte oggi si è portata via Libero Traversa, il nostro Compagno Partigiano
lasciando in tutti noi un vuoto che nemmeno il tempo riuscirà mai a colmare.
Ciao Libero, che un volo d’angeli rossi ti accompagni cantando all’ultima dimora e la terra ti sia leggera.
Ci mancherai e sarai sempre con noi.
Un commosso abbraccio a Miranda e ai tuoi figli.

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Il ricordo di Roberto Cenati

È con profondo dolore che comunico l’improvvisa scomparsa di Libero Traversa, partigiano, membro del Comitato provinciale dell’Anpi, Presidente Onorario della Sezione 25 Aprile.
avevamo15_optAvevamo quindici anni ma eravamo invecchiati precocemente”, queste sono le parole di Libero che introducono il suo opuscolo “Avevamo quindici anni” dedicato alla Resistenza e ai terribili anni della Seconda Guerra Mondiale che ha avuto una grande diffusione nelle scuole. Nell’agosto del 1944, Libero, formatosi in una famiglia di antifascisti, di cui aveva respirato l’aria fino in fondo, “assimilando l’odio per la dittatura fascista e per la guerra”, entra a far parte del 23° Distaccamento della Gioventù d’Azione della Brigata Giustizia e Libertà Rosselli e con altri quattro ragazzi, tutti tra i quattordici e sedici anni forma una squadra, assumendosi il nome di battaglia di Aiace. Inizia così l’attività clandestina del gruppo che si protrarrà sino al 25 aprile 1945, giorno dell’insurrezione nazionale e della liberazione dal nazifascismo.
Subito dopo la Liberazione Libero si iscrive al PCI, ricoprendovi numerosi incarichi sino al 1991. Dopo lo scioglimento del PCI diventa dirigente del Partito della Rifondazione Comunista, fino all’ottobre 1998, quando entra a far parte del Comitato promotore nazionale del Partito dei Comunisti Italiani.
Iscritto all’Albo, e poi all’Ordine dei Giornalisti dal 1951, è stato redattore di Voce Comunista. settimanale della Federazione milanese del PCI, capo-redattore de “La terra”, quindicinale della Federbraccianti Cgil e addetto stampa della Camera del Lavoro negli anni ’50. Ha ricoperto la carica di Consigliere provinciale di Milano negli anni ’70.
Nel 2007 gli è stato conferito l’Ambrogino d’Oro.

ambrogino libero

La notizia mi ha sconvolto. Con Libero perdo un amico e un compagno.
Libero, quando oltre 20 anni fa ero Presidente della Sezione Anpi di Porta Venezia, mi ha spinto ad assumere l’incarico di Coordinatore della nostra Associazione per la zona 3. Con lui, in zona, siamo riusciti a realizzare iniziative di grande rilievo per il Giorno della agentemarino1_optMemoria e per il 25 Aprile.Uno dei traguardi che insieme a Libero ricordavo sempre è stata l’intitolazione dei giardini di piazza Fratelli Bandiera all’Agente di Pubblica Sicurezza Antonio Marino, dilaniato da una bomba a mano scagliata nel corso della manifestazione neofascista del 12 aprile 1973 vietata dalla Questura di Milano.

E’ stato Libero – glielo dicevo sempre – il maggiore responsabile del mio percorso nell’Anpi, l’Associazione che, con la Resistenza al nazifascismo, ha dato un significato profonda alla sua esistenza e lo sta dando alla mia.
Libero ultimamente mi confessava di non voler guardare più Facebook perché veniva a conoscenza di tanti amici e compagni scomparsi.
Io però ho voluto comunicare questa dolorosissima notizia anche attraverso Facebook.
Alla moglie, ai figli, a tutti coloro che l’hanno conosciuto esprimo la mia affettuosa vicinanza.
Ciao Libero. Rimarrai sempre nei nostri cuori.

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

Il ricordo di Maurizio Pratesi

Ci mancherai Libero.
traversa 4Eri il primo ad arrivare alle nostre riunioni del Comitato di Sezione. Due Lunedì del mese alle 18,00. Mi facevi ripetere l’Odg a cui comunque eri già preparato per prendere la parola ed era poi faticoso avere la nostra. I tuoi interventi erano precisi, documentati mai scontati espressi con un linguaggio appropriato frutto anche di una memoria e di un impegno formidabile. A noi del Comitato di Sezione, anche se a nostra volta anziani, amavi ripetere con una certa ironia:
“voi siete ancora giovani e la situazione è più complessa”.
Ogni riunione finiva con una vigorosa stretta di mano a voler sottolineare la necessità di procedere comunque e sempre uniti.
scuola1_optEri disponibile, anche se spesso non ti sentivi bene, a raccontare la tua esperienza e il tuo impegno di partigiano ovunque ti chiamassero in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado dove gli studenti alla fine non volevano mai lasciarti andar via, affascinati dalla tua testimonianza e dal tuo richiamo costante alla Costituzione frutto di una lotta di liberazione che ti aveva visto partigiano in giovane età e sempre nel corso della vita tale ti eri considerato.
Per te Libero il personale e il politico erano un tutt’uno inscindibile.
In particolare la tua militanza nell’ANPI. Amavi ripeterci “noi siamo l’ANPI” e tutto il tuo mondo, il nostro mondo, era racchiuso in questo semplice e importante richiamo.
Continueremo a volerti bene Libero, ci mancherai ma sarai sempre con noi.
NO AL FASCISMO ORA E SEMPRE RESISTENZA

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Maurizio Pratesi –  Presidente della Sezione “25 Aprile – Città Studi”

Il ricordo di Gaspare Jean

Libero,
ci troviamo raccolti in tanti per dare l’ultimo saluto a Libero Traversa, un dirigente significativo della sinistra milanese e dell’ANPI, attivo nel sindacato nel partito, nelle istituzioni, nel giornalismo, nell’associazionismo.
funerali genteTutte le compagne e i compagni qui pervenuti sono testimoni che Libero è stato orgogliosamente, per tutta la sua vita, vita che ha coinciso con la sua militanza, un uomo di parte, dalla parte delle ragioni di tutti i democratici, per il progresso e per l’uguaglianza. Si è sempre comportato con coerenza, linearità e lucidità politica a partire dalle sue idee che non cambiarono, ma si rafforzavano col tempo come si conviene ad un vero dirigente comunista. Seppe con responsabilità reggerne il peso, anche rinunciando ad una comoda poltrona che avrebbe sicuramente meritato per la sua attività e capacità.
Non mi soffermo sulla sua biografia se non per ricordare le righe brevi ma ricche di spunti riflessivi che Roberto Cenati ha scritto domenica appena avuta notizia della sua morte. Qui voglio ricordare qualcuno dei numerosi insegnamenti che mi ha dato.

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Libero Traversa non liquidava il fascismo come una parentesi della storia italiana ma lo considerava come una fase che coinvolge direttamente le responsabilità di una intera classe dirigente, sicché non si tratta solo di criticare una dittatura passata, ma di lottare contro ogni deriva autoritaria di oggi e cercare di rimuovere le condizioni storiche che ne hanno favorito l’avvento. Il fascismo veniva descritto da Libero come violenza, come qualunquismo, come prevaricazione, come tutela di interessi particolari a scapito degli interessi generali; bisognava e bisogna tuttora puntare non a garantire una democrazia formale basata solo sul rito delle elezioni, ma basata sulla partecipazione di persone organizzate in partiti o associazioni per permettere una perequazione delle risorse che tendesse a superare le diseguaglianze sociali.
Nel secondo dopoguerra era stato possibile raggiungere alcuni risultati che garantissero diritti civili e anche diritti economico-sociali; ma Libero metteva in guardia: queste conquiste saranno sempre parziali e revocabili, se contemporaneamente non si procede verso la costruzione di una società socialista. È questo un secondo insegnamento che mi ha lasciato, anzi direi ci ha lasciato perché magistralmente espresso in un suo articolo su Marxismo Oggi.
traversa 6Un terzo insegnamento che voglio ricordare è quello della ricerca paziente della più ampia unità delle forze antifasciste coinvolgendo sulla base del rispetto e della attuazione della Costituzione, anche forze che non si richiamano alla Sinistra; in questo caso è essenziale il ruolo delle Istituzioni ed in particolare richiamare gli eletti al rispetto di quanto hanno giurato sulla Costituzione. Il richiamo all’unità è stato anche il perno dei suoi ultimi due discorsi fatti il 25 Aprile al campo Giuriati e in Cooperativa Liberazione.
Negli ultimi tempi ho avuto anche il privilegio di seguire le vicende di salute sue e di Miranda; ho potuto conoscere più da vicino il senso profondo che per lui aveva la sua numerosa famigli a ricca di nipoti e pronipoti e per la quale non mostrava solo affetto ma anche un orgoglio forse pari a quello che aveva quando affermava di essere stato e di essere comunista.
Caro Libero ci mancherai, ma la tua biografia ci insegnerà sempre perché in passato hai resistito e perché è necessario anche oggi a resistere

Rino 

miranda al balcone

 

Due ricordi di vita quotidiana e di sezione

Incontravo spesso Libero per le strade del quartiere, dal giornalaio o al mercato dal “furmagiat” ed era sempre occasione per regalarmi un racconto, un pensiero, una raccomandazione
Ci siamo incontrarti al supermercato di via Sismondi il giorno prima della manifestazione nazionale del 25 Aprile, era in coda qualche cliente prima di me “Uei Libero” e lui mi aspettò per fare un pezzo di strada insieme. Come altre volte negli ultimi tempi diceva di essere stanco e allora ricordo che gli dissi di non venire alla manifestazione, sarebbe stato stancante e poi le previsioni erano di forte pioggia per lebero e cenati piazza duomol’indomani. “Il palco è coperto?” No? “E allora porterò l’ombrello” e così il giorno dopo era regolarmente sul palco; al termine della manifestazione lo abbiamo accompagnato all’uscita “come vai a casa?”, e Libero orgoglioso “c’è mia nipote che mi aspetta”.
E poi in Sezione occupavamo sempre un posto l’uno accanto all’altro e quando interveniva aveva l’abitudine di poggiare la sua mano sul mio braccio, quasi a trasmettermi anche fisicamente quasi fosse un contatto elettrico la sua grande passione “noi siamo l’ANPI”
RG

Testimonianza dall’ICS Cairoli

cairoli1“ringrazio per la puntuale comunicazione, che non mancherò di condividere con colleghi e studenti. Tanti ragazzi ha incontrato Libero Traversa, lasciando in loro una traccia di ciò che è stato e che speriamo non si ripeta mai più. Per le prossime generazioni la guerra sarà qualcosa di sempre più distante. Sarà nostro dovere riuscire a passare loro quell’amore per la libertà e la giustizia che ha tanto animato i nostri partigiani.” 

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Io c’ero

Qui la poesia di Libero che Rossella commossa ci ha regalato il giorno dell’ultimo saluto a Libero in via Caronti, davanti alla sua abitazione.   Io c’ero

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In via Caronti al numero 10

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Bella Ciao, Libero

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