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10 Agosto – Piazzale Loreto

Locandina 10 agosto 2018_optll 10 Agosto 1944 in piazzale Loreto, dove sorge la stele, avveniva uno dei più tragici episodi della storia milanese durante la Resistenza. Un plotone fascista della legione autonoma Ettore Muti fucilava, per ordine della sicurezza nazista, 15 partigiani: Antonio Bravin, Giulio Casiraghi, Renzo Del Riccio, Andrea Esposito, Domenico Fiorani, Umberto Fogagnolo, Giovanni Galimberti, Vittorio Gasparini, Emidio Mastrodomenico, Angelo Poletti, Salvatore Principato, Andrea Ragni, Eraldo Soncini, Libero Temolo, Vitale Vertemati. E in questo come in tanti tragici episodi un ruolo determinante, non dobbiamo mai dimenticarlo, nella denuncia, nella cattura e nella deportazione di oppositori politici, lavoratori, ebrei, lo ebbero i repubblichini di Salò, senza l’apporto dei quali i nazisti non avrebbero potuto agire. Con queste fucilazioni si pensava che la strategia del terrore nazifascista potesse isolare i combattenti della Resistenza dalla popolazione. L’eccidio di piazzale Loreto ottenne invece l’effetto opposto e Milano non ha mai dimenticato questa OLYMPUS DIGITAL CAMERAbarbarie. I Quindici Martiri di piazzale Loreto sono stati l’anima di una Milano che opponendosi al fascismo lottava per la libertà, la democrazia fino al sacrificio della propria vita. L’esempio dei Quindici Martiri costituisce un forte monito anche per noi, perché continuiamo a difendere la pace, il bene più prezioso conquistato dalla Resistenza italiana ed Europea, la libertà e la democrazia. Libertà e democrazia messe in discussione dal preoccupante risorgere di movimenti neonazisti e neofascisti, manifestatisi recentemente anche a Milano e dalla preoccupante deriva razzista, xenofoba e antisemita che sta investendo l’Europa e anche il nostro Paese.
Il 29 aprile di quest’anno, un gruppo di circa 200 neofascisti hanno compiuto un’ignobile parata nazifascista proprio in piazzale Loreto per ricordare Mussolini e il nefasto e tragico ventennio fascista. La gravissima provocazione conclusasi con saluti romani ha profondamente offeso la memoria dei Quindici Martiri di Piazzale Loreto e di Milano OLYMPUS DIGITAL CAMERACittà Medaglia d’Oro della Resistenza. E’ fondamentale che alla identificazione e alle denunce per apologia del fascismo operate dalle Forze dell’Ordine seguano, questa volta, pur nella sua autonomia, esemplari condanne da parte della Magistratura, che ancora oggi stiamo attendendo. Abbiamo bisogno di una estesa coscienza collettiva antifascista a partire dallo Stato che deve adoperarsi per contenere e respingere ogni tentativo di esaltazione del fascismo, colpendo e sciogliendo formazioni neofasciste e neonaziste, con gli strumenti delle leggi Scelba e Mancino. Ma tutto ciò non basta. Solo una grande ed estesa azione di carattere culturale, ideale e storico può contrastare questa preoccupante deriva. Lo ha ricordato il Presidente Sergio Mattarella nella tragica ricorrenza dell’ottantesimo anniversario del manifesto sulla “razza”, precursore delle famigerate leggi antiebraiche emanate dal regime fascista nel 1938, di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario. “Il veleno del razzismo – osservava il Presidente della Repubblica – continua a insinuarsi nelle fratture della società e in quelle tra i popoli . Crea barriere e allarga le divisioni.Compito di ogni civiltà è evitare che si rigeneri.” Il dato più preoccupante di fronte a questi gravissimi fenomeni è costituito dall’indifferenza che va combattuta e sconfitta. “L’indifferenza – ha sottolineato recentemente Liliana Segre – è più colpevole della violenza stessa. E’ l’apatia morale di chi si volta dall’altsera suonatore jones_optra parte.” La Memoria legata alla conoscenza storica e la cultura rappresentano certamente gli antidoti per sconfiggere il virus della xenofobia, del razzismo, dell’antisemitismo. Ma esse hanno senso se riescono a mobilitare le persone, a renderle più responsabili e partecipi di quanto accade loro intorno, a non essere indifferenti, come non furono indifferenti i Combattenti per la Libertà e tutti coloro che furono deportati perché fecero una scelta ben precisa: quella di opporsi alle nefandezze del nazifascismo. Dal loro sacrificio, dal sacrificio dei 15 Martiri di Piazzale Loreto è nata la Costituzione repubblicana, bussola, guida e punto di riferimento indispensabile, oggi più che mai, della nostra democrazia

Roberto Cenati 

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Pastasciutta antifascista

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7 Luglio – Presidio antifascista ad Abbiategrasso

abbiategrasso_optL’Abbiategrasso antifascista è fortemente preoccupata per lo svolgimento della festa di Lealtà e Azione prevista il prossimo 6 e 7 luglio nello spazio pubblico della fiera cittadina.
Abbiategrasso antifascista ritiene
· Grave che si metta a disposizione uno spazio della cittadinanza a Lealtà e Azione, organizzazione dichiaratamente nazifascista e antisemita, ispirata alle Waffen SS, che utilizza anche nel volantino dell’evento simbologie fasciste come il lupo o la rosa in bocca, che rimanda alla X Mas;
· Grave che rappresentanti di istituzioni repubblicane, come assessori regionali e parlamentari, partecipino ad un evento di chiara ispirazione nazifascista;
· Grave che le Istituzioni Cittadine, Sindaco in testa, non abbiano reagito, coerentemente con il loro mandato costituzionale, e ancora non abbiano revocato lo spazio pubblico, nonostante le sollecitazioni ricevute;
· Grave che si dia la possibilità, attraverso eventi musicali e comizi, di diffondere idee e disvalori palesemente razzisti, xenofobi e apologetici del fascismo.
Invita la cittadinanza tutta, che si riconosce nei valori dell’antifascismo e della Costituzione Repubblicana, a partecipare al presidio che si terrà nel centro di Abbiategrasso venerdì 6 luglio alle ore 19:00 e sabato 7 alle ore 15, per dire NO al ritorno di ideologie e proclami legati all’odio, al fascismo, al razzismo e che mai come oggi sono tornati alla ribalta ritrovando forza come falsa alternativa sociale.

Roberto Cenati 
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

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tortaGiovedì 31 maggio abbiamo festeggiato il compleanno della nostra compagna, la partigiana Miranda Rossi

Il racconto di  Miranda, i suoi ricordi

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….comincia il 22 al Campo Giuriati

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Con l’Orchestra giovanile e multietnica GOLFO MISTICO della Scuola Media Quintino di Vona

 

 

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….. continua con la posa delle corone

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via colombo

con Laura Boldrini

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….e infine in piazza del Duomo

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risultati

18 marzo – A 40 anni dall’assassinio di Fausto e Iaio

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Ferma condanna dell’ANPI per l’oltraggio alla memoria di Fausto e Iaio assassinati dai fascisti

L’ANPI provinciale di Milano esprime profonda esecrazione per la ennesima gravissima provocazione neofascista avvenuta ai danni della lapide, sulla quale sono comparse una svastica e una croce celtica, dedicata ai giovanissimi Fausto Tinelli e Iaio Jannucci assassinati dai fascisti il 18 marzo 1978, a soli due giorni dal rapimento dell’onorevole Aldo Moro e dall’uccisione dei cinque uomini della sua scorta.

L’ignobile e odioso episodio si è verificato proprio a ridosso della ricorrenza del quarantesimo anniversario dell’uccisione dei due giovani da parte dei neofascisti.

Non è più tollerabile che provocazioni di questa gravità possano ripetersi con frequenza così intensa nella nostra città e nel nostro Paese liberatosi 73 anni fa dall’oppressione nazifascista.

Chiediamo alle pubbliche autorità di intervenire con fermezza e di individuare i responsabili di queste provocatorie azioni che si contrappongono ai principi sanciti dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e alle leggi Scelba e Mancino.

10 febbraio – Giorno del Ricordo

Al mattino presso la Biblioteca Calvairate con le Sezioni ANPI di Zona 4
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Alla sera all’Auditorium Stefano Cerri

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27 gennaio – Giorno della Memoria

Nell’Auditorium strapieno di via Valvassori Peroni spettacolo teatrale col patrocinio del Municipio 3

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24 gennaio – Un fiore per Fiocchi

Manifestazione proposta e organizzata da GasLoLa (Gruppo di Acquisto Solidale Loreto Lambrate) e ANPI Città Studi, per riparare all’oltraggio alla pietra in onore di Angelo Fiocchi

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19 gennaio – Pietre d’inciampo

In via Stradella in ricordo di Enzo Capitano con Liliana Segre

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In viale Lombardia per la pietra a Angelo FioccchiOLYMPUS DIGITAL CAMERA    la pietra vilmente imbrattata

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ANPI Provinciale Milanese 
Ferma condanna dell’aggressione fascista a danno di due donne, avvenuta a Milano lo scorso 28 aprile.

Siamo venuti a conoscenza di una gravissima aggressione neofascista avvenuta il 28 aprile scorso ai danni di due cittadine che, per tutelare il decoro della loro abitazione, avevano provveduto a staccare un manifesto abusivo incollato sulla facciata del loro edificio.
Tutta la via paladinizona di Città Studi era stata tappezzata, da giorni, di manifesti abusivi con i quali si preannunciava la manifestazione a ricordo di Ramelli e Pedenovi, trasformatasi anche quest’anno in una iniziativa di aperta apologia del fascismo.

Le due signore hanno dovuto ricorrere alle cure mediche per le conseguenze della violenta aggressione e hanno sporto regolare denuncia alla Questura di Milano.
Mentre esprimiamo la nostra profonda solidarietà alle nostre due concittadine vittime della violenza neofascista riteniamo che non sia più possibile che ogni anno, nella giornata del 29 aprile, si svolgano nella nostra città manifestazioni neofasciste che si contrappongono ai principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
Chiediamo alle pubbliche autorità di fare tutto il possibile per individuare i responsabili di questo gravissimo fatto.
Milano, Città medaglia d’Oro della Resistenza, non può più tollerare questo preoccupante clima di intimidazione, di violenza, di offesa alla Memoria di chi ha sacrificato la sua giovane vita per la libertà di tutti noi.

Roberto Cenati – Presidente ANPI Provinciale di Milano

Comunicato delle Sezioni di Città Studi e Ortica 

 

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Le “Pietre d’Inciampo” sono piccoli blocchi di pietra ricoperti di ottone che vengono posti davanti alla residenza di un deportato nei campi di concentramento e di sterminio nazisti  da cui non fecero ritorno.

Obiettivo della “Pietra d’Inciampo” è quello di mantenere viva la memoria delle vittime della ideologia nazifascista nel luogo simbolo della vita quotidiana, l’abitazione, il luogo di lavoro, di chi fu deportato per la sola colpa di essere nato o perché scelse di combattere l’orrore nazifascista.

Sabato 20 gennaio saranno posate 2 pietre d’inciampo nella nostra Zona:
alle 10,45 in viale Lombardia 65 in ricordo di Angelo Fiocchi, lavoratore dell’Alfa Romeo
alle 11,05 in via Stradella 13 in ricordo di Enzo Capitano, studente del Liceo Carducci e a seguire incontro con gli studenti del Carducci in via Beroldo con Liliana Segre.

Angelo Fiocchi

Angelo Fiocchi nasce a Lambrate (MI) il 15 ottobre 1911, da famiglia operaia, primo di quattro fratelli. Sposa Pierina Conti ed hanno una figlia; abitano a Milano in Viale Lombardia, 65, quartiere di edilizia popolare realizzato dalla Soc. Umanitaria nel 1909, seconda iniziativa di questo tipo nella città di Milano.
E’ assunto come fattorino all’Alfa Romeo, dove già lavoravano la moglie ed una cugina.
Partecipa in prima persona, con volantinaggio all’interno dell’Alfa Romeo, all’organizzazione dello sciopero generale del 1° marzo 1944, che per otto giorni blocca le più grandi fabbriche del Nord. Informato che il suo nome era stato segnalato alla polizia politica, aveva programmato di aggregarsi alle formazioni partigiane di montagna, ma la notte prima della partenza viene arrestato e condotto a S. Vittore. Da qui a Fossoli: riesce a buttare dal convoglio un biglietto con la fede nuziale, che viene trovato fortunosamente da un ferroviere e recapitato alla famiglia. Con il convoglio 32, partito l’8 marzo 1944 da Firenze e transitato per Fossoli, arriva a Mauthausen l’11 marzo 1944.
Il 26 marzo 1944 è trasferito ad Ebensee (Cement) dove è adibito allo scavo di gallerie nella montagna per l’installazione di impianti industriali da sottrarre alla minaccia di bombardamenti aerei.
Muore sempre ad Ebensee il 7 aprile 1945, un mese prima della liberazione del campo.

 

Enzo Capitano

Enzo Capitano nasce a Milano il 26 gennaio 1927, primo di quattro fratelli. Nel 1943 è allievo del Liceo Classico Carducci ed aderisce al Fronte della Gioventù di Eugenio Curiel, che subito dopo l’8 settembre, con l’influenza del prof. Quintino Di Vona dello stesso liceo, si oppone al nuovo regime di Salò ed all’occupazione nazista. Il prof. Di Vona sarà fucilato il 7 settembre del 1944 a Inzago dalle brigate nere. Già a gennaio ’44 Enzo Capitano viene prelevato a scuola con altri compagni da fascisti della Brigata Muti e sottoposto ad interrogatorio e violenze fisiche. Viene comunque rilasciato poco dopo. Dopo l’assassinio di Di Vona intensifica l’attività antifascista ed è nuovamente arrestato il 22 dicembre 1944 a seguito della denuncia di un traditore. Condotto a S. Vittore, viene consegnato alle SS tedesche. Il 16 gennaio 1945 viene deportato a Bolzano, dove avrà la matricola 8361-Celle: nel passaggio da Brescia riesce a buttare dal finestrino un biglietto che, miracolosamente ed in forma anonima, arriva alla famiglia. Il biglietto inizia: “L’ anima buona che raccoglie questo biglietto faccia un grande piacere ad un deportato e lo spedisca alla Famiglia Capitano, via Stradella 13, Milano. Caro papà, cara mamma, carissimi fratello e sorelle, purtroppo sono stato assegnato al campo di concentramento….”
Pochi giorni dopo viene caricato su un treno con destinazione Flossenburg: durante il viaggio, prima del passaggio del Brennero, con altri due deportati, riesce a saltare dal treno e tutti trovano rifugio in un casolare vicino: vengono traditi e consegnati ai tedeschi che li riportano a Bolzano.
Il 1° febbraio 1945 è nuovamente deportato, questa volta con destinazione Mauthausen. In marzo è inviato ad un vicino campo di lavoro, per rientrare a Mauthausen ai primi di aprile in condizioni di estremo deperimento. Il giorno della liberazione del campo Enzo Capitano è in infermeria, ma non sono disponibili risorse sufficienti alla sua sopravvivenza: muore il 9 maggio 1945.