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volantino primo

volantino secondo

17 novembre –  Festa Provinciale alla Stecca 3.0

Con Antonio Pizzinato e Roberto Cenati

Musica con l’arpa di Roberta Pestalozza, il violino di Giampaolo Verga e i musicisti della Sezione ANPI Teatro alla Scala

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24 novembre – Festa di Sezione nel salone della Cooperativa La Liberazione

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72 TESSERE DI CUI 10 NUOVE ADESIONI ALL’ANPI

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PROGETTO VIVERE LA COSTITUZIONE

Nello scorso anno scolastico a cura di Giovanni Marilli con i ragazzi e i docenti della III media della Scuola A.Bono Cairoli di Via Pascal 35 abbiamo intrapreso un percorso sulla Costituzione assolutamente originale, diverso da quanto solitamente fatto, non pedagogico-didattico ma interattivo con la partecipazione delle ragazze e dei ragazzi opportunamente preparati dagli insegnanti che hanno creduto nel progetto e che ci hanno testimoniato grande soddisfazione per il lavoro svolto
Sono state coinvolte 6 classi di terza media, a ogni singola classe è stato presentato il progetto, dopo una decina di giorni è stato discusso collettivamente il lavoro svolto dai ragazzi e infine una giornata conclusiva con un partigiano, domande varie e consegna di un diploma “di sana e robusta costituzione”
PRIMO INCONTRO
Il primo di questi incontri è finalizzato alla reciproca conoscenza, alla spiegazione del progetto e alla discussione sul lavoro di gruppo prescelto. Nella sezione LAVORI DI GRUPPO sono state ipotizzate alcune possibili soluzioni da selezionare a discrezione dell’insegnante: ovviamente le proposte presentate sono aperte a qualunque contributo o integrazione che il docente di riferimento voglia suggerire. Lo scopo del lavoro di gruppo è di determinare un clima partecipativo attorno a temi che altrimenti potrebbero risultare distanti dalla realtà quotidiana; di dare la possibilità, partendo da situazioni concrete o da simulazioni, di verificare l’attualità della Costituzione o delle istanze che ne hanno consentito la stesura.
SECONDO INCONTRO
Il secondo incontro è destinato alla presentazione del lavoro svolto e alla restituzione dei risultati. I diversi gruppi presenteranno il proprio lavoro avviando una discussione aperta e collettiva sulle tematiche e sugli eventuali spunti di riflessione emersi
TERZO INCONTRO Il terzo e ultimo incontro partirà dalle riflessioni scaturite dai prodotti dei lavori di gruppo e sarà finalizzato a far cogliere il legame tra i valori della Costituzione e la Resistenza. Il collegamento tra Costituzione e Resistenza sarà da un testimone della guerra di liberazione antifascista allo scopo di declinare i collegamenti valoriali sulla base di esperienze personali, di vita vissuta, quindi più facilmente ricevibili dagli studenti e dalle studentesse.
Il tema proposto è stato l’articolo 21 della Costituzione sviluppato attraverso tre ipotesi di lavoro e discussione.

All’incontro conclusivo con tutte le ragazze e ragazzi delle terze è intervenuto l’Assessore alla Cultura del Municipio 3 Luca Costamagna, il Presidente dell’Anpi di Milano Roberto Cenati e il nostro partigiano Libero Traversa. si è concluso con la consegna di un diploma “di sana e robusta costituzione”

diploma

scarica il diploma

Anche quest’anno SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA faremo rivivere il progetto diversificandolo con l’inserimento degli articoli 2 e 3 della Costituzione

– Incontro 1 ( 1 – 7 marzo 2019) :
Introduzione del progetto – Inquadramento storico –
Presentazione del laboratorio articoli 2-3-21
Consegna di copia ANPI della Costituzione
– Incontro 2  (18 -20 marzo 2019)
Restituzione del lavoro laboratoriale
Discussione finale
Consegna dei libri ANPI “Avevamo 15 anni” e “Un campo di terra rossa”
– Incontro 3 (3 aprile 2019)
Incontro col testimone – sessione libera di domande e risposte –
Consegna dei Certificati di sana e robusta costituzione

1948 – 1978 

70 anni insieme – Amore e Lotta 

segnalibro

torta

manifesto

Intervento di Roberto Cenati

Ottant’anni fa il regime fascista emanava le famigerate leggi razziste che privarono gli ebrei dei loro diritti, per la sola colpa di essere nati, per poi privarli delle loro vite dopo l’8 settembre 1943. Quei provvedimenti infami, firmati dal re Vittorio Emanuele III, di fatto prepararono la Shoah anche in Italia, alla quale parteciparono attivamente i repubblichini di Salò, senza l’apporto dei quali, non bisogna mai dimenticarlo, i nazisti non avrebbero potuto arrestare e deportare partigiani, ebrei, oppositori politici, lavoratori in sciopero. Proprio questa mattina si è svolta, un’iniziativa che idealmente ci unisce, la cerimonia nella ricorrenza del 74° anniversario della terribile strage di civili a Marzabotto e Monte Sole, compiuta dai nazisti con la collaborazione dei repubblichini di Salò. Il fascismo, nato da subito come movimento razzista, non fece mai nulla di meritevole, ha ricordato il Presidente della Repubblica, per rispondere a chi ogni tanto sostiene che qualcosa di buono il fascismo ha fatto. E la senatrice Liliana Segre ironicamente osservava, in una intervista: “Sì, qualcosa il fascismo ha fatto. I treni arrivavano in orario, anche quelli delle deportazioni.” A distanza di 80 anni dalle leggi antiebraiche l’Europa e il nostro Paese sono attraversati da una pericolosa deriva razzista, xenofoba e antisemita, dal ripresentarsi del nazionalismo, all’origine della Prima e della Seconda guerra mondiale e di movimenti neofascisti e neonazisti. In Italia non solo riemergono termini come quello di “razza” che pensavamo fossero definitivamente scomparsi, ma si assiste ad un crescendo di azioni intimidatorie e persino di aggressioni fasciste e a sfondo razziale. Se il nazifascismo è stato sconfitto militarmente il 25 aprile 1945 dalla Resistenza italiana, alla quale diedero un fondamentale contributo le donne, non lo è stato culturalmente e idealmente. Il nostro Paese non ha fatto fino in fondo i conti con il fascismo. Ci sono persone a cui si mette in testa che le ideologie nazifasciste e razziste siano ancora oggi la risposta alle problematiche attuali, scaricando su chi fugge dalle guerre e dalla fame la responsabilità della crisi della società contemporanea: è la ricorrente teoria del capro espiatorio. La discriminazione razziale e l’odio per lo straniero così come la purezza etnica sono risposte tragicamente già date nel secolo appena trascorso. La storia può purtroppo ripetersi anche se in modi e forme diversi. Osservava Primo Levi nel 1959: “Secondo ragione, una restaurazione concentrazionaria non dovrebbe minacciarci. Ma è imprudente impostare previsioni sulla ragione.” Il tempo ha cancellato la memoria delle tragedie del secolo scorso e la stessa memoria della storia, se il Presidente del Consiglio che all’Assemblea generale dell’Onu ha elevato un inno al sovranismo e al populismo, confonde l’8 settembre con il 25 aprile. Non è questo il Paese, non è questa l’Europa che volevano i Combattenti per la Libertà. In questo riaffacciarsi di pulsioni razziste e xenofobe il ministro Salvini che ha fatto proprio lo slogan di Casa Pound “prima gli Italiani” si vanta di avere ridotto le domande per il diritto d’asilo previsto nella nostra Costituzione e nella Convenzione internazionale per i diritti dell’uomo, mentre nel decreto sicurezza, il governo a trazione Salviniana, pone ulteriori restrizioni per quanto riguarda la protezione umanitaria. Forse il ministro dell’Interno non si ricorda di avere giurato sulla Costituzione che all’articolo 2 parla dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. E invece di impedire gli sbarchi sulle coste italiane, persino alle navi della Guardia Costiera, dovrebbe preoccuparsi, da ministro degli Interni, di combattere chi minaccia veramente la nostra sicurezza: le mafie e la ‘ndrangheta che, molto spesso accumulano milioni di euro speculando proprio sulla situazione disperata di chi fugge dalla guerra e dalla fame. La fase che stiamo vivendo è preoccupante, ma non dobbiamo perdere la speranza. Siamo qui per ribadire che non vogliamo l’Europa dei muri, di Orban e Salvini, ma un’Europa unita nei valori della pace, della solidarietà, dell’accoglienza, come quella prefigurata nel Manifesto di Ventotene e dalla Resistenza italiana ed europea che furono una guerra alla guerra per realizzare la pace e una società più giusta. Da Milano, capitale della Resistenza parte oggi, come negli anni della strategia della tensione e del terrorismo un forte segnale per tutto il Paese: quello di un’ampia e unitaria mobilitazione, contro la deriva razzista e l’intolleranza che si manifesta anche nei confronti di chi assuma posizioni di autonomia dall’esecutivo, dai magistrati ai funzionari del ministero. Ma la mobilitazione non basta. Occorre una forte controffensiva ideale e culturale, per battere l’indifferenza e l’anestetizzazione delle coscienze e per rilanciare i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana, oggi più mai bussola e guida della democrazia, e i valori dell’antifascismo. Come affermava Vittorio Foa l’antifascismo non esprime soltanto la negazione del fascismo, una negazione in nome dell’uomo, ma è la riaffermazione di fondamentali valori: il rispetto assoluto dell’Altro e della sua identità, l’intervento contro l’ingiustizia e contro ogni minaccia alla libertà, la democrazia intesa come partecipazione e non solo come garanzia e delega. Gian Battista Stucchi, autorevole esponente del Corpo Volontari della Libertà ricordava : “La Resistenza ha una privilegio, quello di non invecchiare. Perchè c’è sempre qualcosa contro cui resistere: le ingiustizie, i soprusi, il razzismo, la xenofobia, l’intolleranza.”

piazza

28 Agosto – Piazza San Babila

Da Patria Indipendente 
download28 agosto 2018. A Milano, mentre Matteo Salvini si incontrava con Victor Orbán, migliaia e migliaia di cittadini hanno manifestato contro ogni razzismo. Una risposta popolare di grandi dimensioni che attesta il malessere in continua espansione nei confronti della politica del ministro dell’Interno verso i migranti e della conseguente diffusa xenofobia causata da questa politica. Sta nascendo una resistenza nuova, come ha sostenuto qualcuno dal palco?

Di certo cresce una diffusa protesta di base che già negli stessi giorni si era manifestata a Catania, quando migliaia di persone avevano presidiato il porto davanti al quale non poteva attraccare la “Diciotti” per ordine del Governo.
30 agosto -3_optL’iniziativa di Milano (fra i promotori l’Anpi provinciale) può essere il detonatore di una mobilitazione progressiva delle forze democratiche, antifasciste e antirazziste del Paese.
“Anche l’Italia – afferma Roberto Cenati, presidente dell’Anpi provinciale di Milano – è investita da una pericolosa deriva razzista xenofoba e antisemita. Non solo si ripresentano termini come quello di “razza” che pensavamo fossero definitivamente scomparsi, ma si assiste ad un crescendo di azioni intimidatorie e persino di aggressioni a sfondo razziale. Ci sono persone a cui si mette in testa che le ideologie nazifasciste e razziste sconfitte dalla Resistenza italiana ed europea siano ancora oggi la risposta alle problematiche attuali, scaricando su chi fugge dalle guerre e dalla fame la responsabilità della crisi della società contemporanea: è la ricorrente teoria del capro espiatorio”.
30 agosto-1_optEd è significativo che la manifestazione si sia svolta proprio nella metropoli lombarda: “l’incontro tra Salvini e Orban. Due muri a confronto – continua Cenati – e un ‘idea nazionalista dell’Italia e dell’Europa che non ci appartiene e che si contrappone ai principi sanciti dalla Costituzione repubblicana, ai trattati internazionali e alla natura stessa dell’Unione Europea nata per guardare ai bandiera sanbabilabisogni e alle sofferenze della gente. Milano città multietnica, solidale e accogliente ha risposto con una ampia e unitaria manifestazione al provocatorio incontro. Da Milano capitale della Resistenza, partirà sempre la risposta più ampia e unitaria possibile, sul piano della mobilitazione e dell’iniziativa culturale per contrastare la sempre più pericolosa deriva razzista, xenofoba e antisemita”.

10 Agosto – Piazzale Loreto

Locandina 10 agosto 2018_optll 10 Agosto 1944 in piazzale Loreto, dove sorge la stele, avveniva uno dei più tragici episodi della storia milanese durante la Resistenza. Un plotone fascista della legione autonoma Ettore Muti fucilava, per ordine della sicurezza nazista, 15 partigiani: Antonio Bravin, Giulio Casiraghi, Renzo Del Riccio, Andrea Esposito, Domenico Fiorani, Umberto Fogagnolo, Giovanni Galimberti, Vittorio Gasparini, Emidio Mastrodomenico, Angelo Poletti, Salvatore Principato, Andrea Ragni, Eraldo Soncini, Libero Temolo, Vitale Vertemati. E in questo come in tanti tragici episodi un ruolo determinante, non dobbiamo mai dimenticarlo, nella denuncia, nella cattura e nella deportazione di oppositori politici, lavoratori, ebrei, lo ebbero i repubblichini di Salò, senza l’apporto dei quali i nazisti non avrebbero potuto agire. Con queste fucilazioni si pensava che la strategia del terrore nazifascista potesse isolare i combattenti della Resistenza dalla popolazione. L’eccidio di piazzale Loreto ottenne invece l’effetto opposto e Milano non ha mai dimenticato questa OLYMPUS DIGITAL CAMERAbarbarie. I Quindici Martiri di piazzale Loreto sono stati l’anima di una Milano che opponendosi al fascismo lottava per la libertà, la democrazia fino al sacrificio della propria vita. L’esempio dei Quindici Martiri costituisce un forte monito anche per noi, perché continuiamo a difendere la pace, il bene più prezioso conquistato dalla Resistenza italiana ed Europea, la libertà e la democrazia. Libertà e democrazia messe in discussione dal preoccupante risorgere di movimenti neonazisti e neofascisti, manifestatisi recentemente anche a Milano e dalla preoccupante deriva razzista, xenofoba e antisemita che sta investendo l’Europa e anche il nostro Paese.
Il 29 aprile di quest’anno, un gruppo di circa 200 neofascisti hanno compiuto un’ignobile parata nazifascista proprio in piazzale Loreto per ricordare Mussolini e il nefasto e tragico ventennio fascista. La gravissima provocazione conclusasi con saluti romani ha profondamente offeso la memoria dei Quindici Martiri di Piazzale Loreto e di Milano OLYMPUS DIGITAL CAMERACittà Medaglia d’Oro della Resistenza. E’ fondamentale che alla identificazione e alle denunce per apologia del fascismo operate dalle Forze dell’Ordine seguano, questa volta, pur nella sua autonomia, esemplari condanne da parte della Magistratura, che ancora oggi stiamo attendendo. Abbiamo bisogno di una estesa coscienza collettiva antifascista a partire dallo Stato che deve adoperarsi per contenere e respingere ogni tentativo di esaltazione del fascismo, colpendo e sciogliendo formazioni neofasciste e neonaziste, con gli strumenti delle leggi Scelba e Mancino. Ma tutto ciò non basta. Solo una grande ed estesa azione di carattere culturale, ideale e storico può contrastare questa preoccupante deriva. Lo ha ricordato il Presidente Sergio Mattarella nella tragica ricorrenza dell’ottantesimo anniversario del manifesto sulla “razza”, precursore delle famigerate leggi antiebraiche emanate dal regime fascista nel 1938, di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario. “Il veleno del razzismo – osservava il Presidente della Repubblica – continua a insinuarsi nelle fratture della società e in quelle tra i popoli . Crea barriere e allarga le divisioni.Compito di ogni civiltà è evitare che si rigeneri.” Il dato più preoccupante di fronte a questi gravissimi fenomeni è costituito dall’indifferenza che va combattuta e sconfitta. “L’indifferenza – ha sottolineato recentemente Liliana Segre – è più colpevole della violenza stessa. E’ l’apatia morale di chi si volta dall’altsera suonatore jones_optra parte.” La Memoria legata alla conoscenza storica e la cultura rappresentano certamente gli antidoti per sconfiggere il virus della xenofobia, del razzismo, dell’antisemitismo. Ma esse hanno senso se riescono a mobilitare le persone, a renderle più responsabili e partecipi di quanto accade loro intorno, a non essere indifferenti, come non furono indifferenti i Combattenti per la Libertà e tutti coloro che furono deportati perché fecero una scelta ben precisa: quella di opporsi alle nefandezze del nazifascismo. Dal loro sacrificio, dal sacrificio dei 15 Martiri di Piazzale Loreto è nata la Costituzione repubblicana, bussola, guida e punto di riferimento indispensabile, oggi più che mai, della nostra democrazia

Roberto Cenati 

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Pastasciutta antifascista

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7 Luglio – Presidio antifascista ad Abbiategrasso

abbiategrasso_optL’Abbiategrasso antifascista è fortemente preoccupata per lo svolgimento della festa di Lealtà e Azione prevista il prossimo 6 e 7 luglio nello spazio pubblico della fiera cittadina.
Abbiategrasso antifascista ritiene
· Grave che si metta a disposizione uno spazio della cittadinanza a Lealtà e Azione, organizzazione dichiaratamente nazifascista e antisemita, ispirata alle Waffen SS, che utilizza anche nel volantino dell’evento simbologie fasciste come il lupo o la rosa in bocca, che rimanda alla X Mas;
· Grave che rappresentanti di istituzioni repubblicane, come assessori regionali e parlamentari, partecipino ad un evento di chiara ispirazione nazifascista;
· Grave che le Istituzioni Cittadine, Sindaco in testa, non abbiano reagito, coerentemente con il loro mandato costituzionale, e ancora non abbiano revocato lo spazio pubblico, nonostante le sollecitazioni ricevute;
· Grave che si dia la possibilità, attraverso eventi musicali e comizi, di diffondere idee e disvalori palesemente razzisti, xenofobi e apologetici del fascismo.
Invita la cittadinanza tutta, che si riconosce nei valori dell’antifascismo e della Costituzione Repubblicana, a partecipare al presidio che si terrà nel centro di Abbiategrasso venerdì 6 luglio alle ore 19:00 e sabato 7 alle ore 15, per dire NO al ritorno di ideologie e proclami legati all’odio, al fascismo, al razzismo e che mai come oggi sono tornati alla ribalta ritrovando forza come falsa alternativa sociale.

Roberto Cenati 
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

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tortaGiovedì 31 maggio abbiamo festeggiato il compleanno della nostra compagna, la partigiana Miranda Rossi

Il racconto di  Miranda, i suoi ricordi

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….comincia il 22 al Campo Giuriati

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Con l’Orchestra giovanile e multietnica GOLFO MISTICO della Scuola Media Quintino di Vona

 

 

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….. continua con la posa delle corone

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via colombo

con Laura Boldrini

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….e infine in piazza del Duomo

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